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Jul 01


Domenica 1 luglio ha aperto al pubblico la nuova area giochi del parco Michelotti: 9700 metri quadrati(sui circa mila totali), recuperati a tempo di record e restituiti all’uso pubblico. L’area verde che sei mesi fa, il 24 gennaio scorso, è stata inserita dall’assessorato all’Ambiente della Città di Torino in un percorso animato del Tavolo di progettazione civica del Comune, aprirà con un ritardo di soli quindici giorni rispetto alla data preventivata del 15 giugno, causati del maltempo che ha prolungato la durata del cantiere.

I tecnici del verde della Città hanno restaurato e ripristinato i nove giochi già presenti nell’area, aggiungendo un nuovo gioco per disabili. È stata, inoltre, eseguita la bonifica igienica su tutta l’area (pulizia di Amiat). La recinzione, messa in sicurezza, è stata rinforzata nella parte interna e ha ora tre accessi su corso Casale. Altri interventi per rendere il parco più accogliente: restaurate e riverniciate le panchine, grazie all’intervento dei volontari di Torino Spazio Pubblico, ripristinate le ringhiere e aperti nuovi percorsi interni. La cura del verde ha impegnato i tecnici nella messa in sicurezza degli alberi – potature, controlli – e nel taglio del folto boschetto di bambù che era diventato dimora dei topi. Il costo dell’intervento è di circa 150mila euro; a questi si aggiunge il costo dell’impianto di illuminazione a led, circa 43mila euro, realizzato da Iren. La Polizia municipale ha contribuito alla sorveglianza dell’area.

In parallelo, a partire da gennaio, si è condotto il percorso animato, coordinato dal Tavolo di progettazione civica della Città, che ha definito un’identità di luogo, frutto della mediazione tra amministratori, tecnici comunali, associazioni ambientaliste e cittadini, che hanno offerto il loro tempo e le loro idee.

Si è inoltre dato spazio alle idee dei bambini delle scuole limitrofe che hanno potuto esprimere la propria visione del Parco pubblicamente negli incontri, aiutati dalle maestre e dai sopralluoghi condotti nel Parco stesso.

Il percorso fin qui condotto ha permesso quindi di raccogliere informazioni, esperienze, bisogni dei cittadini e di superare i possibili conflitti su un tema molto dibattuto attraverso una mediazione conclusasi a fine maggio.

Si è così definita un’identità del Parco con una visione decisamente conservativa dal punto di vista naturalistico, dove la natura sia libera di ritrovare i propri equilibri, rendendone adeguata testimonianza, e dove i cittadini di tutte le età e culture possano trascorrere il tempo incontrandosi e restando immersi in uno scenario naturale di grande fascino.

La fase tecnico progettuale futura dovrà essere coerente con i risultati ottenuti, ovvero con la definizione dell’idea di luogo elaborata in questa prima fase di co-progettazione. Per poter verificare tale coerenza verrà mantenuta una forma di partecipazione permanente dei cittadini e associazioni.

Tra le proposte raccolte, due percorsi di mobilità ciclopedonale interna lungo i viali dei platani e dei ginkobiloba; servizi igienici gratuiti e punti d’acqua potabile, illuminazione a led; mantenimento della vegetazione spontanea con un incremento del numero dei platani ed estensione del bosco urbano.

L’attività educativa e culturale nel parco sarà il prodotto di una collaborazione con le associazioni del territorio, attraverso un coordinamento unitario e permanente.