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Set 27


Decine di migliaia di ragazzi questa mattina hanno riempito il centro di Torino in difesa del clima. Una lunga fiumana colorata che ha iniziato il suo percorso da piazza Statuto, punto di ritrovo, ha proseguito in corso San Martino e in via Cernaia, ha raggiunto piazza Castello, via Po e terminato il tragitto in piazza Vittorio. Un corteo gioioso, in cui accanto ai tanti cartelli e agli striscioni dei giovani spiccavano i disegni dei bambini delle elementari. Una giornata che ha portato nelle piazze italiane oltre un milione di partecipanti.

[fonte: TorinoClick]

Set 17


Dopo il successo dello scorso anno, dal 19 al 22 settembre 2019 torna ICONICA, il format nato con l’obiettivo di avvicinare il pubblico alle grandi e piccole storie di personaggi diventati icone del nostro tempo: dalla moda all’arte, dalla letteratura alla musica, dal cinema al design.

La seconda edizione della manifestazione, organizzata in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, si propone di celebrare il ‘saper fare’ di una Torino artefice indiscussa di eleganza.

Il tema di ICONICA 2019 – realizzata con il contributo e il patrocinio di Regione Piemonte e Camera di commercio di Torino e con il patrocinio di Città di Torino, main sponsor Azimut Capital Management (Gruppo Azimut), partner Marco Polo e Irreplaceable – è, infatti,Atelier. Torino artefice di Eleganza’.

Quattro giorni di appuntamenti, incontri a tema, mostre, laboratori e, sabato 21 settembre, l’esibizione teatrale “Corpi – Live performance” messa in scena da Casa Fools-Teatro Vanchiglia. Eventi che ruoteranno intorno agli abiti e agli accessori creati dalle più famose sartorie e modiste torinesi negli anni 1950-80. Si tratta della ricostruzione della storia affascinante e inedita che ha consacrato Torino capitale della moda, seconda solo a Parigi da dove il capoluogo piemontese importava i modelli più esclusivi.

La mostra, a ingresso gratuito, si svolgerà in 8 sale degli appartamenti alfieriani di Palazzo Chiablese aperte al pubblico in occasione delle ‘Giornate Europee del Patrimonio’.

Gli abiti esposti sono il lampo che ha illuminato qualche istante della vita delle donne che li hanno scelti e indossati. Allo stesso tempo hanno il dono di suscitare in ciascuno di noi ricordi o narrazioni di quell’epoca, una passeggiata nel tempo lungo la quale risuonano luoghi, profumi e colori che rivelano la fantasia e l’estro dei creatori di moda, la grande professionalità delle sarte e delle modiste, il legame dialettico tra gli eventi di massa e quelli riservati a una élite spiega la curatrice, Monica Bruno –. Abiti che raccontano una storia, innescano suggestioni, sono testimoni di un divenire storico che ci appartiene ed è per questo che è necessario esporli per far si che diventino patrimonio di tutti –.  Anche la scelta del luogo dov’è stato realizzato lo shooting fotografico, Passamaneria Massia, mette al centro l’eccellenza del ‘saper fare’continua Monica Bruno –. Si tratta infatti di un’azienda storica del territorio che ha saputo proiettarsi nel mondo moderno. Allo stesso modo Iconica 2019 vuole recuperare l’altissimo livello degli anni ‘50 – ‘80, quando Torino era capitale della moda e comunicava direttamente con Parigi, e raccontarlo con un servizio fotografico realizzato con creatività, tecnica e professionalità.  I capi fotografati sembrano usciti da una sfilata dei giorni nostri, in realtà provengono dagli armadi di collezioni private o dagli archivi delle Maison”.

“A distanza di oltre settant’anni sottolinea l’Architetto Luisa Papotti, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino – gli Appartamenti del complesso di Palazzo Reale tornano a ospitare un’iniziativa dedicata alla moda: era il 1946 quando l’Ente Nazionale della Moda proponeva a Palazzo Reale, tra le prime iniziative pubbliche della fase repubblicana, una mostra di abiti sartoriali e una sfilata, a significare il valore che la moda italiana, e quella torinese in particolare, potevano avere per la rinascita del paese. Con Iconica – continua la Soprintendente, le sale di Palazzo Chiablese, che hanno ospitato Paolina Bonaparte e la Regina Margherita di Savoia, rinnovano una vocazione loro propria: quella di fare da cornice, con la grazia incomparabile delle architetture settecentesche, a figure femminili capaci di essere icone del loro tempo. Gli specchi che scandiscono l’infilata di sale degli Appartamenti dei Duchi del Chiablese moltiplicano e riflettono le creazioni di eccellenza dei grandi atelier storici torinesi, a salvaguardare la memoria di una stagione unica, in cui la genialità delle sartorie e la qualità della produzione tessile faceva di Torino una capitale dell’eleganza.

La moda italiana è nata a Torino. Il 31 marzo 1911 nel centro città per la prima volta una donna torinese indossò un paio di pantaloni femminili. Si trattava di calzoni modello ‘jupes-culottes’ lanciati dal sarto parigino Paul Poiret all’Esposizione Internazionale dell’Industria e Lavoro che si teneva nel capoluogo piemontese in quei giorni. Per sfuggire al clamore che la vista di tale ‘sfacciata’ mise provocò nel pubblico a passeggio in piazza Carlo Felice, la signora dovette rifugiarsi in una profumeria e uscire dal retro diverse ore dopo.

Con l’Expo del 1911 e il lussuoso Padiglione dedicato alla Moda si parlò per la prima volta della nascita della “Sartoria Italiana” e Torino si consacrò polo di riferimento al pari della vicina Parigi.

Nel 1935 in città si aprì la sede dell’Ente Nazionale della Moda e, nel novembre del 1950, nacque il Samia, il primo salone della moda italiana. Era una manifestazione unica in Italia che riscosse un grande successo fino alla sua chiusura nel 1977. Per quasi tutto il XX secolo Torino è stata capitale indiscussa della moda, seconda solo a Parigi. La forza del settore torinese risiedeva, prima che nell’originalità, nell’abilità sartoriale, un’eccellenza artigiana che poteva vantare una grande e ricca clientela in tutto il mondo.

Occorre arrivare all’inizio degli anni ’60 perché il GFT (Gruppo Finanziario Tessile) di Torino trasformi la produzione della moda da sartoriale a industriale dando vita a una delle prime distribuzioni del prêt-à-porter delle grandi case di moda. Per circa vent’anni l’azienda torinese fu il principale polo produttivo e distributivo della moda italiana e non solo lavorando per Valentino, Armani, Dior, Ungaro e molti altri marchi prestigiosi. Con molteplici società, stabilimenti anche all’estero e un gran numero di marchi propri come Marus, Facis e Cori l’azienda rappresentò un esempio di industria fiorente completamente torinese. Furono invece gli anni ’90 a segnare il passaggio del testimone da Torino capitale della moda a Milano, con la nascita della sua famosa Fashion Week e l’imporsi di nuovi brand nel panorama internazionale.

ICONICA 2019 – che si inaugurerà mercoledì 18 settembre, alle ore 19, con il vernissage della mostra organizzato in collaborazione con il MÚSES (Museo delle Essenze di Savigliano) nella Galleria Marco Polo in corso Vittorio Emanuele II, 86 – racconterà al pubblico una Torino che pullulava di piccole sartorie e grandi atelier che, dai primi del ‘900 agli anni ’80 e oltre, si avvicendavano, affiancavano e spartivano equamente un raffinato pubblico di fedeli clienti.  

L’atelier Vacchetta in via XX Settembre, ‘Trinelli’ in piazza Castello sopra Baratti & Milano, la ‘Naide’, con la sua chicchissima direttrice Madame Biagine, al piano nobile sopra il caffè Platti, dove si poteva incontrare Marella Agnelli. Le storiche ‘sorelle Noussan’ in via Arcivescovado 1, le ‘sorelle Cappa’ in via Pietro Micca, la ‘Longo’ dietro via Cernaia e ‘Maria Cristina’ in via Roma. E ancora, l’atelier ‘Solaro’ in piazza San Carlo sopra il Caffè Torino, a fianco la maison ‘Favro’, famosa, oltre che per i sui capi, per gli arredi che sembrava non avessero nulla da invidiare a una reggia. In corso Vittorio Emanuele si susseguivano gli atelier di ‘Sanlorenzo’ al numero 68 già dal 1945, di ‘Emi Badolato’ al 76, a fianco, al numero 74, sotto la pellicceria Tonio, riconosciuta come una delle migliori al mondo, si faceva largo un giovane Roccuzzo che avrebbe dominato gli anni ‘80. Queste sono solo alcune delle tantissime sartorie di cui non si incrocia che qualche abito e il racconto di chi è rimasto testimone di quell’epoca.

Giovedì 19 settembre, gli Appartamenti Alfieriani di Palazzo Chiablese (piazza San Giovanni 2) apriranno al pubblico, dalle 9 alle 18, ospitando la mostra ‘Atelier. Torino artefice di eleganza’. Nelle splendide sale di piazza San Giovanni si potranno ammirare circa 32 manichini con abiti iconici, corredati da pannelli informativi. Attraverso questi vestiti, che mostrano tutta la loro intima forza oltre che attualità, indossati per eventi mondani cosmopoliti, feste private o avvenimenti pubblici sarà raccontata la storia delle più famose delle sartorie torinesi e Maison internazionali.

A impreziosire l’allestimento un importante nucleo – mai esposto prima – degli schizzi originali di modelli e cappelli della collezione di Pina Cerrato, celebre e storica modista.

La rassegna sarà visibile, a ingresso gratuito, fino a domenica 22 settembre (orari: gio. 19/09 dalle 9 alle 18; ven. 20/09 dalle 9 alle 18; sab. 21/09 dalle 14 alle 18; domenica 22/09 dalle 10 alle 18).

“L’immagine guida della rassegna è una donna che cammina su una tavola imbandita al termine di un pranzo di festa – racconta Monica Bruno. I colori scuri, i tagli di luce caravaggeschi riportano alle atmosfere barocche e oniriche. Una tavola apparecchiata e sospesa nel tempo, come i grandi balli importanti che venivano organizzati in città, di cui io subisco particolarmente il fascino. Dai balli del secolo, generalmente in maschera e a tema, ho preso lo spunto per l’allestimento della sale. Gli abiti per questi eventi mondani spesso venivano disegnati da grandi stilisti. La mostra, che si articola in 8 sale, parte in modo didascalico raccontando le origini di Torino capitale della moda e illustra il rapporto dei grandi atelier con le Maison internazionali – spiega la curatrice -. L’esplosione avviene nella Sala degli Arazzi, la quarta del percorso, dove sarà allestita una tavola da pranzo onirica, nel tempo e fuori dal tempo, sopra la quale, con l’aiuto Fanè Vintage Decorations e Pane e Tulipani Emporio Floreale, abbiamo deciso di appoggiare stoviglie vintage, fiori, frutta, animali, centrotavola e tant’altro con la volontà di riprodurre una tavola da sogno a tema e tipica delle grandi feste ma che allo stesso tempo fosse anche contemporanea. Intorno ci saranno 13 manichini alcuni seduti altri in piedi, tutti in abbigliamento sartoriale sospesi nel tempo, più un gatto inserito per i più superstiziosi ”.

ICONICA è un progetto di Monica Bruno sviluppato da Francesca Lorenzoni e Stefania Manfré.

Per maggiori informazioni: www.iconicatorino.comIl programma completo  

Set 12


Due scuole medie statali completamente rinnovate e restituite alla città, dopo interventi sostanziali realizzati a tempo di record. Insieme, un segnale forte che da Torino arriva a tutta la scuola italiana con la proposta di idee progettuali e un modello di processo replicabili e interessanti per quanti ritengono l’intervento in edilizia scolastica una condizione necessaria per migliorare la qualità dell’istruzione, andando al di là dell’emergenza sicurezza e costruendo gli ambienti di apprendimento più “giusti” per l’innovazione didattica.

È questo il significato del progetto Torino fa scuola, promosso e sostenuto da Fondazione Agnelli e Compagnia di San Paolo, in collaborazione con Città di Torino e Fondazione per la Scuola, giunto oggi alla sua tappa più attesa: la nuova inaugurazione pubblica delle scuole Enrico Fermi (via Biglieri al Lingotto) e Giovanni Pascoli (Via Duchessa Jolanda a Cit Turin). Al termine di un anno di lavori, i cantieri si sono chiusi all’inizio di settembre, così da permettere – mantenendo gli impegni presi – il ritorno nei due edifici di allievi, insegnanti e personale della scuola in tempo per la campanella del nuovo anno.

Alla presenza di altre numerose autorità locali e dei cittadini, l’inaugurazione – che si è svolta con una duplice cerimonia nelle due scuole – ha visto gli interventi della Sindaca di Torino, Chiara Appendino, del Presidente di Fondazione Agnelli, John Elkann, del Presidente della Compagnia di San Paolo, Francesco Profumo. Il Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, Fabrizio Manca, ha portato il saluto del Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca.

Le due comunità scolastiche, già al lavoro da settimane, guidate dai due dirigenti scolastici, Laura Di Perna (Pascoli) e Giorgio Brandone (Fermi), hanno accolto gli ospiti con entusiasmo e la consapevolezza dell’importante e difficile sfida didattica che le attende.

La visita alle scuole è stata condotta dagli architetti dei due progetti vincitori del concorso: Alberto Bottero e Simona Della Rocca (BDRbureau) per la Scuola Fermi, Silvia Minutolo (Archisbang) e Domenico Racca (Area Progetti) per la Scuola Pascoli.

“Con la Compagnia di San Paolo e la collaborazione della Città di Torino – ha detto John Elkann, Presidente di Fondazione Agnelli – abbiamo sperimentato un inedito metodo di lavoro fra pubblico e privato, con gli esiti ammirevoli che tutti possono vedere. Oggi abbiamo due scuole rinnovate, sicure, belle e sostenibili. Grazie all’impegno di tutti, a partire da quello di docenti e studenti, vorremmo che domani Fermi e Pascoli diventassero anche un modello di innovazione didattica. Perché questo era, fin dall’inizio, l’obiettivo”.

“Promuovere la conoscenza di qualità e lo sviluppo delle competenze delle generazioni future rappresenta l’investimento più promettente per un Paese, perché pone solide basi a favore della crescita consapevole dei cittadini di domani. Per questo – ha affermato Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo – abbiamo investito nel rinnovamento degli spazi e del pensiero pedagogico all’interno di due scuole di Torino, coinvolgendo persone del mondo della scuola e dell’architettura così come studenti, insegnanti, famiglie e molti altri professionisti. Si tratta di due scuole esemplari per la loro storia e le loro caratteristiche architettoniche. Auspichiamo che questo processo possa essere replicato, in tutto o in parte, anche su altri edifici scolastici a livello nazionale”.

“Le due scuole che abbiamo visitato oggi – ha affermato Fabrizio Manca, Direttore generale USR Piemonte – sono concepite come spazio educativo dinamico, aperto e interconnesso, dove il lavoro individuale e di gruppo, la sperimentazione, l’approfondimento delle discipline diventano esperienze realizzabili in tutto l’edificio e non solo nella ‘classica aula’. L’aula tradizionale costituisce uno strumento didattico ormai troppo rigido e inadeguato alle esigenze formative attuali e non può essere più il luogo unico dell’apprendere ma un luogo in cui una molteplicità di spazi diversificati, complementari e sinergici contribuiscono a formare un ambiente integrato, in grado di supportare una didattica attiva e moderna, in base a standard di qualità, vivibilità e benessere”.

“Con questo intervento di rinnovamento sostanziale di due spazi educativi della nostra città – ha concluso Chiara Appendino, Sindaca della Città di Torino – si offre una proposta nuova e stimolante alla scuola italiana. Torino fa scuola anche per questo, per la sua capacità di accogliere nuove proposte e dar loro spazio, idee che poi si diffondono nel resto del Paese. La Città dedica lavoro, risorse ed energie all’istruzione offrendo servizi socio-educativi che ne amplificano l’efficienza, nella certezza che il benessere della scuola sia la chiave del benessere di tutti. Ringrazio la Fondazione Agnelli e la Compagnia di San Paolo per questo importante impegno e per la qualità dell’intervento, che sottolinea la capacità tutta torinese di dare ali alle idee” .

Torino fa scuola nasce nel 2015 da una riflessione culturale e architettonica sul ruolo decisivo che gli ambienti di apprendimento possono avere – e già hanno in molte esperienze internazionali – per la qualità della scuola. Edifici più  accoglienti, sostenibili, meglio integrati nella vita del quartiere, con spazi modulari e flessibili, progettati ex novo o (come è più probabile in Italia) rinnovati a partire dell’esistente secondo i moderni orientamenti della pedagogia e pratiche didattiche innovative, personalizzate e inclusive, possono favorire gli apprendimenti e il benessere di chi nella scuola vive e lavora: questa è l’idea di fondo del progetto. Grazie a questa visione condivisa, le due fondazioni dall’inizio hanno scelto la strada della concretezza con un valore esemplare: passare dalle idee ai fatti, realizzare interventi di impatto a livello locale attraverso i quali “fare scuola” per offrire idee e un modello di processo per la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico replicabile in tutto il Paese e a diverse scale.

Il primo anno è stato dedicato a lavorare con le due comunità scolastiche (preside, docenti, famiglie, studenti, insieme a pedagogisti e architetti) per dare loro voce, mettendo a fuoco bisogni, aspettative e desideri di rinnovamento, facendoli diventare “concetto pedagogico” e driver di cambiamento. Da questo processo sono emerse le linee guida per le due nuove scuole, che nel 2016 hanno orientato il concorso di progettazione, al quale hanno partecipato quasi 300 studi di architettura, italiani e stranieri. Nel 2017 sono stati annunciati i due progetti vincitori; l’iter è proseguito per rendere esecutivi i progetti e ricevere le autorizzazioni, fino all’apertura dei lavori di cantiere nell’estate del 2018, conclusi senza ritardo nell’agosto 2019.

Torino fa scuola ha visto un investimento economico di 11 milioni, interamente a carico dei due soggetti privati. Gli interventi per le opere e gli arredi di Scuola Fermi sono costati circa 7,7 milioni di Euro (IVA inclusa), finanziati per 4,7 dalla Fondazione Agnelli (che è stato il committente unico dei lavori) e per 3 dalla Compagnia di San Paolo. Gli interventi per le opere e gli arredi Scuola Pascoli sono stati finanziati da Fondazione per la Scuola e Compagnia di San Paolo per un costo totale di realizzazione di 3,5 milioni di Euro (IVA inclusa).

Maggiori informazioni su www.torinofascuola.it