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Mag 29


A 41 anni dalla finale di Coppa dei Campioni del 1985 tra Juventus FC e Liverpool FC, la città di Torino ha commemorato le 39 vittime della tragedia dello stadio Heysel di Bruxelles, avvenuta poco prima dell’inizio dell’incontro e riconosciuta come uno dei più gravi eventi della storia del calcio europeo.

Le iniziative commemorative si sono svolte con il coinvolgimento della Juventus FC e della Città di Torino, rappresentata dal sindaco Stefano Lo Russo e dall’assessore allo sport Domenico Carretta, insieme al presidente della Circoscrizione Sette Circoscrizione 7 Luca Deri e al presidente della Juventus FC Juventus FC Gianluca Ferrero.

Alla cerimonia hanno partecipato anche i rappresentanti delle associazioni Quelli di Via Filadelfia e Familiari Vittime dell’Heysel, promotrici dell’iniziativa per la realizzazione del monumento, oltre al vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone.

La Regione Piemonte ha finanziato l’opera con un contributo di 100mila euro nell’ambito di una scelta condivisa tra maggioranza e opposizioni, con l’obiettivo di rafforzare la memoria collettiva e trasmettere alle nuove generazioni il significato dell’evento.

Il nuovo monumento è stato collocato nella piazzetta dedicata alle Vittime dello stadio Heysel, tra lungo Dora Agrigento e strada del Fortino. L’opera, alta circa cinque metri, è realizzata in acciaio CorTen e raffigura un grande cuore con la dedica commemorativa alle 39 vittime, accompagnato da un basamento che richiama simbolicamente il settore dello stadio in cui avvenne la tragedia.

Il progetto artistico è stato realizzato dall’artista e grafico Gianni Valle, che ha concepito la struttura come simbolo di memoria permanente e riflessione sul valore dello sport.

La cerimonia si è conclusa con la scopertura del monumento e la lettura dei nomi delle vittime, in un momento di commemorazione condiviso dalle istituzioni, dalle associazioni e dalla comunità sportiva torinese.

Mag 29


L’Anatra Zoppa di via Courmayeur 5, storico presidio di Barriera di Milano, riapre dopo un intervento di riqualificazione che lo trasforma in un Community Hub dedicato a inclusione sociale, contrasto alla povertà, salute mentale, cultura e attività educative.

All’inaugurazione dei nuovi spazi hanno partecipato il sindaco Stefano Lo Russo, la vicesindaca Michela Favaro e l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli.

Il progetto è stato realizzato grazie a un investimento complessivo di quasi 700mila euro, sostenuto da fondi PNRR, Piano di Inclusione Sociale della Città di Torino e Arci Torino APS. I lavori hanno riguardato la ristrutturazione completa dell’edificio, con interventi di messa a norma, efficientamento energetico e ridefinizione degli spazi interni ed esterni.

Nato negli anni Settanta come scuola e diventato circolo Arci nel 1987, l’Anatra Zoppa ha rappresentato negli anni un punto di riferimento sociale e culturale per il quartiere. Dal 2020 ha ospitato attività legate a Torino Solidale, percorsi di accompagnamento sociale, servizi di facilitazione digitale e una stazione di posta finanziata dal PNRR.

Tra i servizi già attivi figurano la distribuzione di beni di prima necessità per circa 600 famiglie all’anno, sportelli sociali e legali, supporto psicologico, gruppi di arteterapia, attività educative e culturali dedicate ai giovani, un’aula studio collegata alla rete Campus Diffuso e uno sportello InformaGiovani Diffuso.

Nei prossimi mesi saranno avviati nuovi progetti dedicati alla sostenibilità ambientale e alla socialità, tra cui un orto urbano, una food forest, laboratori su stili di vita sostenibili e un ristorante-bar sociale. Il rilancio dell’Anatra Zoppa prevede inoltre nuove attività associative, iniziative culturali e spettacoli ospitati sia negli spazi esterni sia nella nuova sala interna.

Mag 29


Dal 30 maggio al 15 settembre 2026, lo Spazio Scoperte della Galleria Sabauda dei Musei Reali di Torino ospita la mostra La luce del vero prima di Caravaggio: Lotto e Savoldo, dedicata a due protagonisti del primo Cinquecento, Lorenzo Lotto e Giovanni Girolamo Savoldo.

L’esposizione mette a confronto opere provenienti dall’Accademia Carrara di Bergamo e dalle collezioni della Galleria Sabauda, indagando le radici di quella “luce del vero” che anticipa la rivoluzione pittorica di Caravaggio. Al centro del percorso, il dialogo tra la Sacra Famiglia con santa Caterina d’Alessandria di Lotto e due celebri dipinti di Savoldo, accomunati da una straordinaria attenzione alla luce, al naturalismo e alla dimensione emotiva dei personaggi.

La mostra, curata da Annamaria Bava e Alessandro Uccelli, è arricchita da materiali dedicati allo storico dell’arte Giovan Battista Cavalcaselle e da una “lezione immaginata” di Roberto Longhi, tra i primi studiosi a riconoscere in Lotto e Savoldo importanti precursori di Caravaggio.

Per informazioni, orari e programma completo sul sito dei Musei Reali di Torino.