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Ott 03


Giovedì 3 ottobre, alle ore 18, il PAV eĚ€ lieto di presentare la sesta edizione del festival Teatrum Botanicum e la mostra dal titolo Recombinant Ecologies, eventi dedicati ad artisti emergenti, le cui pratiche sono legate a tematiche ecologiche.

La mostra, curata da Andris Brinkmanis, Course Leader del Triennio in Pittura e Arti Visive di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, affronta il concetto di Recombinant Ecologies – introdotto da Stephen Hinchliffe e Sarah Whatmore nel 2006 – ovvero quegli ambienti dove varie forme di vita si trovano a convivere in modi inaspettati a causa del cambiamento climatico nell’epoca dell’Antropocene. I palcoscenici ideali di tale fenomeno sono le cittĂ , dai centri urbani alle periferie, che a causa di disastri ambientali vengono invase da specie di animali che prima avevano il loro habitat naturali altrove. La mostra, tuttavia, non si limita a focalizzarsi sulla proposta avanzata dai due teorici, ma mira ad ampliare lo sguardo verso vari fenomeni di ibridazione e convivenza tra diverse forme di vita.

La collettiva propone le diverse visioni degli artisti in mostra, studenti e alumni del Dipartimento di Arti Visive della sede di Milano di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, Gabriele CarreraElisa CeneriMartina FerrariEdna GeeArianna Maria LevaNicolò MinisiGiacomo SegantinMario Uliassi e di Filippo B. Chilelli (Collettivo Pessima), che, contribuendo a fornire un personale panorama sulla situazione attuale delle tematiche ecologiche, danno forma a una pluralitĂ  di contesti e punti di vista. All’interno del festival si inseriscono anche i lavori performativi di altri studenti e alumni dell’Area Visual Arts di NABA Penelope AndronicoNicolò MinisiMarte Gastaldello e Marlee Wilson, insieme a Luca Frati e Simona Coltello (Collettivo Pessima) che generano momenti simbiotici e relazionali tra lo spazio, sia fisico che mentale, e i corpi ricombinati.

Ecco che si creano nuove vite ibridate: creature che solitamente vivevano in spazi incontaminati migrano in ambienti urbani; nuovi minerali, frutto di un antropocentrismo evolutivo; differenti sistemi economici che assumono ruoli definiti e ricombinanti e tutto il panorama queer ed eco-queer che fluidifica i paradigmi identitari e i paesaggi liminali.

In questo contesto, la consapevolezza di tali fenomeni ci permette di guardare l’ambiente, urbano e non, con una nuova prospettiva, superando la dicotomia tra ambito naturale e culturale. Non esiste più una natura intatta che non rifletta anche i cambiamenti politici, sociali e culturali, ma forse, per questo motivo, le nuove generazioni hanno un rapporto diverso con gli elementi naturali, un rapporto che potremmo definire fluido, queer, una sorta di interspecismo adattivo dove l’identità e status quo sono sempre ibridi e in continuo cambiamento.

La parola recombinant è stata usata in passato anche da teorici come Felix Guattari, Franco Bifo Berardi e dal collettivo artistico Critical Art Ensemble per la loro idea di Recombinant Theatre. Felix Guattari e Gilles Deleuze usano modalità recombinant, ovvero voci ricombinanti, per indicare quando la loro scrittura collettiva diventa una sorta di voce unica, dove gli elementi che distinguono i due autori si intrecciano a tal punto da formare un corpo unico, un corpo moltitudo.

Maggiori informazioni sul sito del PAV – Parco d’Arte Vivente