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Feb 22


Questa mattina, in piazza Castello, davanti alla Real Chiesa di San Lorenzo, si è svolta la cerimonia in memoria dei dispersi e dei reduci della Campagna di Russia (1941-1943).

L’iniziativa, promossa dalla Città di Torino insieme all’UNIRR (Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia) e alle Forze Armate, ha visto la partecipazione dell’assessore alla Sicurezza e alla Legalità Marco Porcedda. Nel corso della commemorazione è stato ricordato il sacrificio dei militari italiani durante la drammatica ritirata dal Don e la battaglia di Nikolajewka del gennaio 1943. La cerimonia è culminata con la deposizione di una corona d’alloro al monumento dedicato ai dispersi sul fronte russo e con una funzione religiosa nella chiesa di San Lorenzo.

La campagna italiana sul fronte orientale si concluse con un bilancio pesantissimo: circa 90mila tra caduti e dispersi sui 220mila uomini dell’Armata italiana in Russia (ARMIR). Inviati al fronte con equipaggiamenti inadeguati alle rigide temperature e con armamenti insufficienti, i reparti italiani — tra cui due divisioni alpine piemontesi — furono costretti a una ritirata estenuante nei territori dell’attuale Ucraina, lasciando sul campo oltre 86mila morti e migliaia di prigionieri catturati dall’Armata Rossa.

La tragedia dell’ARMIR è rimasta impressa anche nella memoria culturale del Paese grazie a opere come Il sergente nella neve di Mario Rigoni Stern, Centomila gavette di ghiaccio di Giulio Bedeschi e al film Italiani brava gente di Giuseppe De Santis, che hanno contribuito a tramandare il ricordo di quella drammatica pagina di storia.