preload
Mar 10


A Torino una delle più grandi e complete mostre sull’Impressionismo mai apparse in Italia, per quantità di opere e per artisti presenti. Uno straordinario spaccato su un movimento e sugli artisti che hanno contribuito a diffondere una tra le più straordinarie rivoluzioni artistiche della storia dell’arte.

Questa mostra non si propone come un insieme di dipinti allineati l’uno accanto all’altro, bensì come un insieme di opere organico, che intende documentare l’irrompere della rivoluzione impressionista a Parigi, attraverso un arco temporale compreso tra il 1850 e il 1915.

Il percorso si avvale di un nucleo di oltre 300 opere, che documentano, con dipinti, disegni, acquerelli, sculture, ceramiche e incisioni, gli artisti che parteciparono alle otto mostre ufficiali “impressioniste”, con una particolare attenzione a tutte le tecniche da loro sperimentate e utilizzate.

A queste opere si aggiungeranno materiali documentali, quali lettere, fotografie, libri, abiti e oggetti, in modo da regalare ai visitatori uno spaccato della società, al tempo della nascita e affermazione del movimento impressionista.

Il percorso espositivo partirà dagli artisti aderenti al movimento dell’École de Barbizon, che furono i germi ispiratori dei giovani impressionisti, per passare poi ai partecipanti alle otto mostre ufficiali impressioniste, tra le quali quella storica del 1874 realizzata nello studio del fotografo Nadar, che rappresentò l’ingresso ufficiale del movimento nel mondo dell’arte.

Troveranno quindi posto nella mostra le opere di grandi protagonisti quali Monet, Degas, Manet, Renoir, Cezanne, Gauguin, Pissarro, accanto ai grandi comprimari come Bracquemond, Guillaumin, Forain, Desboutin, Lepic e tutti gli altri artisti che con loro hanno condiviso l’avventura di un nuovo modo di fare arte.

A completare la mostra due teche con alcuni abiti e accessori della collezione del Liceo Artistico Passoni.
Il patrimonio del Liceo Artistico Passoni comprende più di oltre 2400 pezzi di abiti ed accessori d’epoca ed alcuni di questi manufatti hanno partecipato, negli anni, a numerose sinergie culturali con Enti e Fondazioni del territorio come il Museo Egizio di Torino, la Reggia della Venaria Reale, il Museo Civico di Palazzo Madama, il Filatoio di Caraglio, l’Archivio di Stato di Torino.
L’Archivio degli abiti e accessori storici del Passoni è una raccolta che testimonia più di duecento anni di storia dell’abbigliamento, frutto di periodiche donazioni di sartorie e di famiglie private.

Maggiori informazioni nelle pagine della mostra Impressionisti tra sogno e colore e nel catalogo della Collezione del Liceo Passoni nelle pagine dei Beni Culturali.

[Fonte: InPiemonteInTorino]

Mar 09


Il giardino di fronte all’ingresso dell’Anagrafe Centrale di via della Consolata 23,  è stato oggi intitolato alla memoria di Maria Magnani Noya, avvocata, deputata, parlamentare europea e prima donna sindaca di Torino tra il 1987 e il 1990.

Lo scoprimento della targa è stato preceduto da una cerimonia alla quale hanno preso parte autorità civili e militari, l’ex sindaco Valentino Castellani, Raffaele Gallo in rappresentanza del Consiglio regionale del Piemonte, il vicepresidente vicario del Consiglio comunale Domenico Garcea, il presidente dell’Associazione consiglieri comunali emeriti della Sala Rossa Giancarlo Quagliotti. Presenti in sala anche tante persone che di Maria Magnani Noya condivisero le battaglie politiche nelle file del Partito socialista Italiano, dagli anni Sessanta in avanti, oltre a un gruppo di bambini e bambine dell’Istituto Sant’Anna accompagnati dalle loro insegnanti.

Al tavolo degli oratori, con la presidente Maria Grazia Grippo, sedevano l’assessore Jacopo Rosatelli, la presidente della Circoscrizione 1 Cristina Savio, Marziano Marzano dell’Associazione consiglieri emeriti e Daniele Cantore, già consigliere comunale in Sala Rossa.

Rosatelli ha ricordato quanto sia stata simbolica la scelta di intitolare a Magnani Noya, prima donna sindaca di Torino, con una grande sensibilità sociale e per i diritti, un luogo come il giardino prospiciente all’ex manicomio femminile, chiuso cinquant’anni fa. Cristina Savio si è detta orgogliosa che sia la Circoscrizione 1 a ospitare il ricordo dell’ex sindaca. Più improntati a ricordi personali i contributi di Marziano Marzano e Daniele Cantore, che vissero in prima persona la fase politica che portò Magnani Noya ad assumere la guida della città – designata dal Consiglio comunale, come avveniva allora-  in quello che era un delicato periodo di transizione sociale, economica e urbanistica. Marzano ha anche ripercorso l’itinerario della scomparsa sindaca, dalla prima esperienza Partito radicale all’ingresso, nel 1960, nel Partito socialista torinese del quale divenne una dei principali esponenti, deputata e poi sottosegretaria dal 1972 agli anni Ottanta, sempre impegnata per i diritti civili, soprattutto delle donne e dei lavoratori.

A chiudere la cerimonia, prima del breve corteo fino alla targa da inaugurare, è stato l’intervento della presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, la quale presiede anche la commissione Toponomastica.

La presidente ha definito Magnani Noya come “una donna che poteva permettersi di parlare a ragion veduta, avendo alle spalle una storia straordinaria, nella professione e nell’impegno pubblico, fino a ricoprire quella carica di sindaca che lei stessa definì quale il lavoro più bello, Una carica che ricoprì con rigore e senza fronzoli, lontana da qualunque atteggiamento autoreferenziale. Si occupò costantemente e con passione delle cause legate all’emancipazione femminile e al superamento del pregiudizio nell’attribuzione dei ruoli di vertice, anche nel suo stesso partito.

Fino all’ultimo dei suoi giorni, ha aggiunto Grippo, “Magnani Noya snocciolava ogni volta che ne aveva la possibilità, i pregi e le potenzialità di Torino, che lei fu il primo sindaco a definire bella, non più solo centro industriale, convinta com’era che il fermento culturale e le bellezze architettoniche avrebbero regalato alla città una vita nuova dopo la ristrutturazione industriale. Oggi più che mai possiamo vedere – ha proseguito la presidente della Sala Rossa – quanto sia diventate trasversale quella sua idea di una città bella e civile. Dobbiamo sentire sulla nostra pelle come una responsabilità permanente quella definizione di città civile data da Maria Magnani Noya alla nostra Torino, da lei tanto amata: dobbiamo meritarla, soprattutto in un periodo difficile come questo”.

[Fonte: Comunicati Stampa Città di Torino]

Mar 09


Il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha incontrato oggi a Palazzo Civico Yaroslav Melnyk, Ambasciatore d’Ucraina in Italia.

La visita a Torino di Yaroslav Melny è stata l’occasione per un incontro a Palazzo Civico, in cui la Città ha potuto rinnovare ancora una volta la volontà di consolidare ulteriormente i rapporti con l’Ucraina.

L’Ambasciatore ha espresso un ringraziamento alla Città per l’impegno e le iniziative messe in campo per accogliere i rifugiati: Torino ha mostrato uno dei suoi volti migliori, mettendosi immediatamente a disposizione di persone a cui l’orrore della guerra di aggressione ha sconvolto le vite.

Nell’incontro con l’Ambasciatore il Sindaco ha ribadito la piena vicinanza: “Continueremo a lavorare per consolidare le relazioni in ambito culturale tra l’Ucraina e Torino e, non appena sarà possibile, daremo il nostro contributo fattivo alle attività di ripresa e di ricostruzione. Nel momento doloroso e difficilissimo che il popolo Ucraino sta attraversando, Torino continuerà a sostenerlo, accoglierlo e supportarlo, con forza e decisione.”