preload
Dic 12


Dopo 4 mesi di restauro è tornata al suo originario splendore, grazie al contributo della Fondazione CRT, la grande pala d’altare della Chiesa di San Filippo Neri a Torino, raffigurante “La Madonna in gloria con il Bambino tra i Santi Giovanni Battista ed Eusebio e i beati Amedeo e Margherita di Savoia”.

La maestosa tela fu realizzata dal pittore Carlo Maratta, maestro del classicismo barocco romano, coadiuvato da una équipe di aiuti, per la chiesa dei Filippini di Torino all’inizio del XVIII secolo. L’opera è collocata all’interno di una grandiosa macchina d’altare in marmi policromi, opera di Michelangelo Garove e Antonio Bertola, commissionata e finanziata dal principe di Carignano.

“Un altro tassello del nostro patrimonio storico-artistico viene restituito alla collettività in tutta la sua bellezza – dichiara il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia –. Gli interventi di ‘cura’ e valorizzazione della Fondazione CRT, che opera da sempre in sinergia con le altre forze del territorio, toccano in modo capillare il Piemonte e la Valle d’Aosta: dalle cappelle più remote ai ‘gioielli’, come la Chiesa di San Filippo Neri, che ‘brillano’ nel cuore di Torino”.

La Chiesa di San Filippo è la chiesa più estesa della città ed è una delle più ricche di opere d’arte. La sua costruzione iniziò nel 1675 per volere di Carlo Emanuele II e fu Filippo Juvarra, che vi lavorò dal 1715 al 1730, a seguito del disastroso crollo che aveva interessato una parte dell’edificio seicentesco, a conferire alla grande aula l’aspetto definitivo.

Il restauro ha restituito le cromie originali settecentesche al dipinto, eseguito ad olio su tela di lino, che si presentava compromesso nelle coloriture dei personaggi e degli sfondi, per l’alterazione della pellicola pittorica, depositi di sporco organico e prolassi. Inoltre, grazie alle ricerche storico documentarie e alle analisi multispettrali, è stato possibile ricostruire le fasi storiche che hanno connotato le articolate vicende del dipinto giunto da Roma a Torino.

Dic 10


Lunedì 10 dicembre ActionAidAmnesty International ItaliaCaritasEmergency e Oxfam hanno organizzato fiaccolate in tutta Italia per celebrare il 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani e il suo valore.

A Torino, in Piazza Castello, centinaia di persone sono scese in piazza per accendere una candela contro le violazioni dei diritti umani diffuse quotidianamente nel mondo e nel nostro Paese.

In piazza sono stati letti gli articoli della Dichiarazione e testimonianze per ribadire i contenuti e i valori della Dichiarazione universale dei diritti umani che mai come in questo momento sono necessari per riuscire a costruire una società più giusta, basata sui principi dell’uguaglianza e della solidarietà.

Presente Marco Giusta, Assessore della Città di Torino con delega su Politiche Giovanili, Pari Opportunità, Piani dei tempi e orari della Città, Coordinamento Politiche per la multiculturalità.

Dic 06


“Il nostro cuore brucia ancora, come bruciarono loro sette, quella notte, nella maledetta fabbrica. Non ci daremo pace fino a che l’ultimo imputato, l’amministratore delegato, Herald Espenhahn condannato a 16 anni e mezzo per omicidio volontario, non sarà in carcere come gli altri.  Oggi è libero, in Germania, dove è scappato per sfuggire alla giustizia italiana”. Rosina De Masi e poi Laura Rodinò, una madre e una sorella, ricordano con le loro parole che rabbia e dolore non possono placarsi finché non ci sarà giustizia per le vittime del rogo dell’acciaieria Thyssen.

Chiedono giustizia e ad ascoltare il loro appello c’è Alfonso Bonafede, ministro della giustizia, con la sindaca, Chiara Appendino, il presidente del Consiglio comunale, Fabio Versaci, il vicepresidente del Consiglio Enzo Lavolta, l’assessore ai servizi cimiteriali, Marco Giusta.
Bonafede, è venuto al cimitero generale di Torino per testimoniare la vicinanza dello Stato e per annunciare che domani incontrerà a Bruxelles la ministra della giustizia della Germania anche per parlare della vicenda che coinvolge Espenhahn.
Molte le figure istituzionali presenti alla cerimonia, quest’anno particolarmente affollata: tra loro il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, il sindaco di Mappano, Francesco Grassi, il prefetto Claudio Palomba, il questore, Francesco Messina, il presidente della Corte d’Appello, Edoardo Barelli

Innocenti.  Tra la folla, Consiglieri comunali, della Città Metropolitana, della Regione Piemonte, parlamentari, e donne simbolo di altre tragedie, come Cinzia Caggiano, madre di Vito Scafidi.
Non manca Antonio Boccuzzi, ex parlamentare e ex operaio Thyssen, unico sopravvissuto all’incendio che quella notte uccise i suoi colleghi Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò e Giuseppe De Masi.
“ La Thyssen doveva essere una svolta, anche le leggi dopo quel fatto sono cambiate, eppure – denuncia Boccuzzi – si continua a morire sul lavoro e ora, con la ripresa produttiva, ancora di più”.

Appendino, ha annunciato che il memoriale dedicato alle vittime, da realizzarsi nel Cimitero Monumentale, sarà realizzato nel 2019. Lo spazio è stato individuato ed il Comune ha già assegnato l’appalto alla ditta che lo realizzerà.

[Fonte: CittAgorà]