
Dal 21 maggio la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea inaugura la nuova stagione espositiva con la QUARTA RISONANZA, progetto che prosegue il percorso di ricerca del museo sui linguaggi dell’arte contemporanea dedicando questa edizione ai temi del disegno, del segno e del tratto. Una riflessione ampia e trasversale che attraversa mostre, collezioni e interventi speciali, mettendo al centro la carta come luogo privilegiato della sperimentazione artistica.
La nuova risonanza si sviluppa come un’indagine sulla dimensione più intima e immediata della pratica creativa: il segno come gesto originario, il tratto come traccia di pensiero, il disegno come spazio libero di studio e visione. In questo contesto, la carta diventa superficie viva, laboratorio aperto, terreno di libertà espressiva.
Tra i protagonisti di questa edizione anche “l’intruso” della risonanza, l’artista romano Pesce Khete, invitato a dialogare con le collezioni storiche della GAM attraverso una serie di interventi inediti.
Un altro Novecento: oltre 600 opere su carta dalle collezioni GAM
Cuore della QUARTA RISONANZA è la mostra Un altro Novecento. Opere su carta dalle collezioni della GAM, curata da Fabio Cafagna ed Elena Volpato. Per la prima volta il museo riunisce in un unico percorso espositivo il vasto patrimonio di opere su carta del Novecento custodito nelle proprie collezioni.
L’esposizione presenta oltre 600 lavori tra disegni, acquerelli, incisioni, stampe e dipinti su carta, molti dei quali acquisiti grazie al sostegno della Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris e della Fondazione Arte CRT. Il percorso attraversa l’intero secolo scorso, dalle esperienze della Secessione fino alle ricerche artistiche degli anni Novanta, restituendo al pubblico il volto più libero, sperimentale e privato della produzione artistica.
È proprio all’interno di questa mostra che si inserisce il progetto di Pesce Khete, chiamato a instaurare un dialogo diretto con figure centrali del Novecento come Alberto Savinio, Luigi Spazzapan e Lucio Fontana. La sua ricerca, che elegge la carta a supporto privilegiato, si distingue per l’uso di “cuciture” di nastro adesivo e per un rapporto fisico e poetico con il bianco del foglio, inteso come silenzio da preservare o violare.
Vincenzo Agnetti: il segno graffiato della fotografia
La nuova stagione espositiva rende omaggio anche a Vincenzo Agnetti con la mostra Oggi è un secolo, curata da Chiara Bertola con Virginia Lupo e realizzata in collaborazione con l’Archivio Vincenzo Agnetti, in occasione del centenario della nascita dell’artista.
L’esposizione prende avvio da Photo-graffia (1980), opera appartenente alla collezione della GAM e acquisita nel 2024 grazie alla Fondazione Arte CRT. Attorno a questo lavoro si sviluppa una selezione di opere realizzate tra gli anni Settanta e Ottanta, dedicate alla sperimentazione sul mezzo fotografico.
Il percorso mette in luce la capacità di Agnetti di trasformare il segno inciso e graffiato in linguaggio concettuale, in una ricerca che attraversa immagine, scrittura e memoria.
Lisetta Carmi: fotografia, corpo e memoria
Negli spazi delle collezioni trova posto anche Erotismo e autoritarismo a Staglieno, progetto dedicato a Lisetta Carmi e curato da Elena Volpato.
La mostra presenta l’ingresso nella collezione della GAM di quindici fotografie tratte dalla celebre serie realizzata tra il 1966 e il 1976, acquisite grazie al progetto Strategia Fotografia 2025 promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Le immagini dialogano con quattro sculture della raccolta storica della GAM, creando un confronto tra fotografia e statuaria che mette in relazione il corpo, la monumentalità e le tensioni tra eros e autorità.
Omaggio a Giorgio Griffa per i suoi novant’anni
La QUARTA RISONANZA coinvolge anche il riallestimento di alcune sale delle collezioni permanenti, tra cui uno spazio interamente dedicato a Giorgio Griffa in occasione del suo novantesimo compleanno.
L’iniziativa rientra in un programma più ampio promosso dalla Fondazione Giorgio Griffa insieme a importanti istituzioni italiane e internazionali. Nel corso del 2026 sia la GAM sia il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea dedicheranno una sala all’artista nell’ambito del riallestimento delle rispettive collezioni permanenti.
Alla GAM sono esposte cinque opere emblematiche della sua ricerca, tra cui Impronta del pollice (1969), Due spugne (1969), Linee orizzontali (1973) e la grande tela Campo giallo, campo azzurro (1986), che testimoniano la centralità del gesto pittorico e della ripetizione segnica nel suo lavoro.
Maggiori informazioni sul sito della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea