preload
Set 05


Alla sua quattordicesima edizione, MITO per la Città rinnova ancora il principio fondamentale di portare buona musica anche fuori dalle sale da concerto.

Nell’edizione 2022 in cui MITO SettembreMusica ha scelto il titolo Luci, la rassegna che affianca il festival principale illumina per 85 volte le periferie geografiche e sociali di Torino con l’emozione della musica dal vivo, trasformando con brevi proposte musicali luoghi che raccontano attività, servizi e storie diverse. Piccoli concerti vengono così dedicati ai centri di assistenza alla disabilità, alla salute fisica e mentale e all’accoglienza di chi è in difficoltà. La musica va a parlare direttamente ai bambini di nidi e scuole e agli anziani delle case di riposo, i cui cancelli dopo gli anni della pandemia tornano ad aprirsi, supera le barriere delle etnie e le mura dei luoghi di detenzione.

Luci che anche con un ripetuto ritorno alla Casa Circondariale della città inquadrano un progetto che si allarga sulla mappa cittadina dell’inclusione. La musica dal vivo che può contribuire al benessere di tutti.

Leggere il calendario, che la prudenza obbliga ancora a programmare rigorosamente all’aperto e in prevalenza per residenti o utenti delle strutture, e scorrere la pagina delle collaborazioni è illuminante. La classica di MITO apre una finestra su una Torino che memore dei “Santi sociali” continua nell’assistenza prestata dagli eredi odierni di Giulia di Barolo come nell’impegno costante di tante cooperative e associazioni coordinate dal competente lavoro dei Servizi della Città e dell’Azienda Sanitaria.

Se ne accorgono i giovani musicisti che, provenendo dai contesti accademici del Conservatorio Giuseppe Verdi e dai corsi di Obiettivo Orchestra, misurano l’inedita emozione della classica sulle particolari ribalte offerte loro da MITO per la Città. Che comunque, tra tanti palcoscenici decentrati “dei servizi”, non dimentica di accendere qualche riflettore su luoghi affascinanti legati ai sostenitori che ci permettono di realizzare il festival, aprendo pagine di storia e riscoprendo ed esaltando qualche gioiello artistico e architettonico come Gallerie d’Italia e Palazzo Cisterna.

Luci sulla città, allora, con la musica.

Consulta il programma di MITO per la città!

Ago 29


Da venerdì 26 a domenica 28 agosto,oltre 10.000 persone di ogni età e provenienza hanno attraversato l’asse nord di Torino per assistere alla settima edizione di TODAYS Festival, tra i più grandi festival di musica riconosciuti in Italia a livello internazionale. 

Oltre 30 ore di musica, arte e performance per scoprire artisti fuori dall’ordinario, su un vero e proprio palcoscenico urbano di spazi rigenerati, che ha visto il suo quartier generale nei luoghi di condivisione e aggregazione che sono sPAZIO211 e l’ex fabbrica INCET, nella periferia della città.

In un momento storico di assoluta incertezza, il festival estivo della Città di Torino si è confermato visionario e ambizioso: tre giorni con più di 90 artisti per 16 band e djset, di cui oltre 10 date uniche in Italia sono il risultato di un percorso identitario preciso e focalizzato, che vuole superare la visione di un mondo che già c’è e andare oltre l’inatteso.

TODAYS si conferma l’unico festival in Italia a proporre una line up con più artisti internazionali, provenienti da Stati Uniti, Australia, Inghilterra, Scozia, Svezia, Germania, Francia e Bielorussia. 

Non solo gli artisti, anche per gli spettatori si è registrata una crescente affluenza dall’estero, con oltre il 48% del pubblico proveniente ida Inghilterra, Francia, Austria, Slovenia, Svezia, Olanda, Germania, Irlanda, Marocco e Stati Uniti, oltre naturalmente a tutte le regioni d’Italia.
“Torino in questi giorni con TODAYS è tornata a essere la capitale della musica e degli eventi dal vivo. Un risultato importante, reso possibile da un grande lavoro di squadra con lo scopo comune di rendere la città sempre più attrattiva. Torino ha risposto in maniera splendida, il pubblico ha apprezzato il programma del festival con gli artisti provenienti da tutto il mondo. Voglio ringraziare tutte le lavoratrici e i lavoratori che in questi giorni si sono messi al servizio del festival e lo hanno reso una grande festa della musica dal vivo”,dichiara il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo.

Tra i momenti indimenticabili, l’energia extraterrena di Tash Sultana per un live in cui ogni nota è la risposta perfetta alle domande di sempre, la pioggia battente che non ha fermato nessuno e ha accompagnato il concerto caleidoscopico di FKJ tra divani e luci soffuse, gli attesissimi Primal Scream con un concerto che di nostalgico ha avuto davvero poco e che ha trovato nella contemporaneità il suo senso, il post-tutto dei Black Country, New Road, i fulmini lontani sul cielo nero sopra l’intensa new wave dei Molchat Doma, le storie folli degli scatenati e un po’ pazzi Yard Actil concerto intenso e potente di Alynda Lee Segarra, leader degli Hurray for the Riff Raff e guida magnetica di un mondo sconosciuto che speravamo di ereditare, le scintille irriverenti di Los Bitchos tra cumbia spavalda e tequila vibes, le chitarre soniche, le melodie sognanti e la dipendenza 
nu-gaze dei DIIV, l’aloha soul al tramonto di Eli Smart – “ne sentiremo parlare” – che ha sostituito splendidamente i Geese, tutta la libertà di divertirsi degli Squid, gli Arab Strap e il suono di una band che non riemerge nel nostro mondo, ma ci invita a fare un passo dentro al loro.

Immancabili anche per questa edizione i SOLD OUT. La terza giornata di TODAYS oltre 2.000 persone hanno partecipato alla chiusura di un’edizione straordinaria del festival. Se il giorno non basta, è stata poi la notte di TODAYS a popolarsi ancora: all’ex fabbrica INCET si è raggiunto il tutto esaurito con Tamburi Neri e le loro 
percussioni ancestrali, distorsioni lontane e testi metafisici, con la pista da ballo di Adiel completamente assorta in una danza tribale ipnotica e con il party della label Periodica Records guidato da Whodamanny e Mystic Jungle.

Per avere qualcosa da raccontare, bisogna farla.‬ TODAYS è dove le cose succedono, e in questa edizione sono state tante e più belle dei sogni, per ricordarci che se non si è disposti a sacrificare l’usuale, ci si dovrà accontentare dell’ordinario. Esattamente 30 anni fa, negli stessi giorni di agosto in cui si è svolta questa settima edizione di TODAYS, i Primal Scream pubblicavano il loro capolavoro Screamadelica, contenente la canzone-manifesto “Moving On Up”, letteralmente traducibile con l’espressione “in movimento”, ovvero un movimento perpetuo verso l’alto. Essere riusciti a essere “in movimento” ha rappresentato l’essenza e la missione di questa edizione, cioè far muovere uno spettatore da una posizione fissa verso un nuovo punto di vista, osando, andando oltre il convenzionale, sovvertendo ciò che già si conosce per mettersi in gioco e non restare immobile, per progredire in un momento storico come questo in cui gli effetti (anche sul piano culturale) della pandemia sono più che mai reali e presenti, e disfare e rifare diventa un inno alla creatività vera e alla resilienza.

A TODAYS ciascuno ha cercato il proprio “wow”, tornando tutti un po’ bambini e cercando di fare un balzo in avanti verso qualcosa di diverso dal quotidiano: come direbbero i Primal Scream “Come together as one!”, perché ne vale la pena, anzi ne è valsa la gioia”, commenta Gianluca Gozzi, direttore artistico di TODAYS Festival.


Non solo musica. 

Anche quest’anno i TOlab si sono rivelati fondamentali, per dare voce a nuove idee grazie al sostegno e alla collaborazione dei numerosi partner e la coprogettazione con oltre trenta tra realtà associative ed eccellenze territoriali.
Luogo del confronto tra innovazione, musica, cultura e green economy è stato il cortile interno dell’ex Fabbrica Incet. La partecipazione all’intenso programma pomeridiano di panel e showcase di TODAYS ha visto sul palco ospiti da tutta Italia, tra professionisti, artisti e stakeholder. 
In particolare, grande interesse è stato rivolto al laboratorio partecipativo di idee “A che punto è la notte”, a cura di Associazione FEA, per costruire con le tante realtà del territorio una visione sul come vivere la notte e l’intrattenimento nel presente e progettando il futuro, ripensando lo spazio pubblico dalla fascia preserale a 
quella più notturna, facendo coesistere le necessità delle diverse comunità che abitano questo spazio: giovani, residenti, esercenti.
In pieno spirito 
edutainment, non poteva mancare un talk dedicato alla musica e al bere responsabile con ospiti d’eccezione come Petunia Ollister, content creator, Francesco Pirineo, advocacy manager di Compagnia dei Caraibi Hamilton Santià, giornalista e autore. 

Infine un panel tutto dedicato alla sostenibilità, con una profonda attenzione mirata non solo al presente, ma soprattutto al futuro: Torino Giungla Urbana è l’occasione per immaginare la città verde del futuro, in 
collaborazione con 
IREN.

Un festival sempre più sostenibile
Anche quest’anno TODAYS ha rafforzato il suo impegno di responsabilità contro le sfide ambientali cui ci troviamo ogni giorno di fronte: quindici azioni sostenibili e concrete in ambito di trasporti, mobilità, consumo d’acqua, rifiuti, riciclo ed energia per educare, ispirare e motivare ad uno stile di vita più consapevole e rispetto per le generazioni future. Alcune delle azioni sostenibili sono realizzate in collaborazione con tante realtà della Città e sono state rese possibili grazie alla preziosa partnership con Iren 
TODAYS Festival nel 2022 non è più solo un evento che parla al presente, tutto può, anzi deve, essere declinato al futuro. Ognuno può fare la sua parte! 

Arrivederci alla prossima edizione nel 2023.

Taggato con:
Lug 21


CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia e Torino Stratosferica hanno presentato al Precollinear Park Futures, programma europeo FU (EPP – European Photography Platform) di ricerca sulla fotografia contemporanea sostenuta dall’Unione Europea di cui CAMERA fa parte insieme ad altre 20 istituzioni e festival stranieri.

Cinque gli artisti emergenti dell’edizione 2022: Karim El Maktafi, Martina Dendi, Mara Palena, Riccardo Svelto, Jacopo Valentini.

Dalla riflessione politica e sociale di El Maktafi a quella sulla sessualità e sugli stereotipi di genere di Dendi, dalla lettura poetica e allo stesso tempo analitica della memoria fatta da Palena a quella dei luoghi fisici e immaginari di Valentini, passando per l’approccio intimista di Svelto, questa installazione urbana offre uno spaccato della varietà di poetiche e pratiche della fotografia e dell’immagine contemporanea in Italia. 

La serata inaugurale si inserisce nel calendario delle attività proposte nel programma 2022 del Precollinear Park Summer, la rassegna culturale curata Torino Stratosferica che a partire da maggio ha accolto numerose realtà di Torino, fornendo uno spazio inedito per la divulgazione culturale di vari temi: arte e performing art, ambiente, città, musica, cinema, letteratura.

 

I talent FUTURES 2022: 

Karim El Maktafi (Desenzano del Garda, 1992). Nel 2013 si laurea all’Istituto Italiano di Fotografia di Milano. Nel 2016 ottiene una borsa di studio presso Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton a Treviso. Durante la sua residenza Karim realizza il progetto “Hayati”, vincitore del PHMuseum 2017 Grant – New Generation Prize ed è finalista del CAP Prize 2017 (Premio di Fotografia Africana Contemporanea) e secondo premio al Kassel Dummy Award 2018. Nel 2018 ottiene la borsa di studio Magnum Photos con Alex Majoli. Karim lavora su progetti a lungo termine tra l’Italia e il Marocco e la sua ricerca fotografica esplora il concetto di identità e appartenenza attraverso la fotografia documentaria e il ritratto. Il suo lavoro è stato esposto in varie sedi istituzionali come La Triennale di Milano, Museum in Der Kulturbrauerei a Berlino, Pavillon Populaire a Montpellier, Museo Macro Testaccio a Roma e in altri festival di fotografia in Europa. Collabora anche con giornali e riviste internazionali come The Washington Post Magazine, National Geographic USA, Internazionale, Vice, GEO

Martina Dendi (Livorno, 1994) sviluppa la sua formazione nell’ambito della fotografia alla Libera Accademia di Belle Arti (LABA) di Firenze, all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano e alla Moholy-Nagy Művészeti Egyetem, a Budapest. I suoi lavori partono da uno studio antropologico e dall’amore per il lato grottesco e ironico della vita. Crea le sue immagini e, allo stesso tempo, spesso ne è protagonista, attivando un processo necessario e terapeutico di autodefinizione e di presa di coscienza della sua presenza nel mondo. Nel 2017 presenta il fotolibro “Caducità” presso la Tethys Gallery di Firenze. Grazie ad una borsa di studio frequenta la Stephen F. Austin State University (SFASU) in Texas, Nacogdoches, dove esporrà anche il suo progetto fotografico Assenza. Ha al suo attivo diverse mostre collettive in diversi spazi nazionali, tra i quali CAREOF a Milano. Il suo lavoro è tra i finalisti del Premio Combat 2021.

Mara Palena (1988) vive e lavora a Milano. La sua ricerca si concentra su temi come la memoria, il ricordo e l’identità. L’estetica dell’artista, chiaramente influenzata dal campo della moda dove ha lavorato per diversi anni, si combina con una visione intima e poetica. Utilizzando fotografia, video e suono, il suo lavoro mira a coinvolgere lo spettatore in esperienze di carattere sensoriale. Rielaborando materiale d’archivio cerca un legame tra personale e collettivo, tra introspezione e connessione. Il suo lavoro, rappresentato dalla galleria Twenty14, è stato esposto in diversi festival, spazi e gallerie internazionali come: Art Society, London; Marsèll Paradise, Milano; MOPLA, Los Angeles; Nowhere Gallery, Milano; Pananti Atelier, Milano; Etherea Art Gallery, Genova; Recontemporary, Torino. Nel 2021 è stata finalista del premio Etherea Art Prize e del premio Combat. Il suo lavoro è segnalato nella pubblicazione “222 artisti emergenti su cui investire 2021”, pubblicato dalla rivista di settore Exibart.

Riccardo Svelto (Bagno a Ripoli, 1989) si è laureato in Fotografia alla LABA – Libera Accademia di Belle Arti di Firenze, dove ora è docente nel corso “Developing a Photographic Project”. Il suo lavoro si concentra principalmente sul rapporto tra empatia e dinamiche sociali, cercando di comprendere l’interazione emotiva e le forme mentali che affrontiamo in diverse età e circostanze della vita. “La Cattedrale”, edito da Witty Books (2021) è il suo primo libro fotografico. Il suo lavoro è presente in pubblicazioni cartacee e online come Ignant, i-D, Booooooom, VOSTOK magazine e altri. Il suo lavoro è stato selezionato tra i finalisti del Premio Ghirri – Giovane Fotografia Italiana di Reggio Emilia. 

Jacopo Valentini (Modena, 1990) Nel 2017 si laurea in fotografia allo IUAV di Venezia e in Architettura all’Accademia di Architettura di Mendrisio. Nello stesso anno vince la 101ma Collettiva Giovani Artisti alla Fondazione Bevilacqua La Masa. Nel 2019 viene selezionato per Giovane Fotografia Italiana #07 a Reggio Emilia, e vince il Premio Nocivelli. Nel 2020 vince il bando Refocus, indetto dal MiC in collaborazione con la Triennale di Milano e il MUfoco. Nel 2021 vince il grant ministeriale Cantica21, indetto dal MiC e dal MAECI, con la ricerca Concerning Dante – Autonomus Cell, poi edito da Humboldt Books. Ha esposto in istituzioni e spazi privati fra cui: Triennale di Milano, Centro per l’Arte Contemporanea L.Pecci, Museo Fattori, Royal Institute British of Architecture, Fondazione Fabbri, Fondazione Bevilacqua La Masa, Fondazione Ragghianti, Galleria Civica di Modena. I suoi lavori sono presenti in collezioni, sia pubbliche che private, fra cui: Regione Emilia Romagna – IBC Emilia Romagna, Galleria Civica di Modena – FMAV, Fondazione Ragghianti di Lucca, Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.

Oltre CAMERA, i partner di FUTURES sono FOMU Fotomuseum (Anversa), PhotoEspaña (Madrid), British Journal of Photography (Londra), Robert Capa Contemporary Photography Center (Budapest), Foundation of Visual Education (Lodz), Photo Romania Festival (Cluj), Photo Ireland Foundation (Dublino), Festival d’Hyeres (Hyeres), Triennale der Photographie (Amburgo), The Calvert Journal (Londra), Copenhagen Photo Festival (Copenhagen), Tbilisi Photo Festival (Tbilisi), Void (Atene).

FUTURES è cofinanziato dal Programma Europa Creativa dell’Unione Europea.

Maggiori informazioni su:
www.camera.to
www.torinostratosferica.it