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Apr 06


Inaugurato questa mattina il nuovo ponte che collega corso Matteotti a via Cavalli. “La prima opera portata a termine tra quelle appaltate in questa Consiliatura – sottolinea Maria Lapietra, assessora ai Trasporti e alla Viabilità – che porterà benefici alla mobilità cittadina, offrendosi come ulteriore segno del cambiamento che la città sta compiendo a favore di una migliore qualità della vita”.

La cerimonia è iniziata con un minuto di silenzio dedicato a Beatrice Inguì, la ragazza che ha perso la vita due giorni fa, travolta da un treno nella stazione di Porta Susa. La sindaca Chiara Appendino l’ha ricordata nel suo intervento: “Il disagio che un bambino o un ragazzo può provare non è facile da comprendere e intercettare ma noi tutti abbiamo la responsabilità di creare una comunità coesa in grado di stare vicino a chi si sente solo, a chi è in difficoltà”.

L’infrastruttura, a due campate e realizzata con una struttura mista acciaio-calcestruzzo, è lunga circa 15 metri e larga 30. Due le corsie per senso di marcia del nuovo ponte che, sul lato sud, ospita anche un marciapiede di servizio e un percorso ciclabile monodirezionale mentre, sul lato nord, trovano posto un ampio spazio pedonale e un percorso ciclabile bidirezionale.Il piano stradale poggia su una soletta in cemento armato realizzata su travi in acciaio sostenute, ad ovest, da una struttura esistente realizzata da RFI e, ad est, da una nuova struttura scatolare in cemento armato, già predisposta per ospitare il futuro tunnel pedonale che collegherà la stazione di Porta Susa a corso Vittorio Emanuele II.

La nuova connessione, prevista nel Piano Regolatore vigente, completa l’infrastrutturazione viabile dell’ambito di Spina 2, oggetto di recenti trasformazioni che ne hanno cambiato radicalmente le caratteristiche.

L’apertura del tratto insieme all’attivazione dei nuovi impianti semaforici sui corsi Inghilterra e Bolzano permetterà di decongestionare il traffico che giornalmente si sviluppa lungo l’asse di corso Vittorio Emanuele.

Il costo complessivo dell’opera è stato di circa 1 milione e 400mila euro. Per la realizzazione del cavalcavia e, più in generale, delle infrastrutture viabili ad esso connesse è risultata importante la ormai trentennale proficua collaborazione fra l’Amministrazione Comunale e le Ferrovie dello Stato, grazie alla quale si è perseguito insieme l’obiettivo comune di trasformare la città per renderla più bella, più funzionale e moderna.

Il taglio del nastro è stato affidato dalla sindaca a una bambina della scuola materna Umberto I, aiutata dai suoi compagni di classe a sostenere lo striscione.

[Fonte: TorinoClick]

Apr 05


Presso il Sacrario del Martinetto, in corso Svizzera angolo corso Appio Claudio è stata ricordata la fucilazione degli otto componenti del primo Comitato militare regionale piemontese. L’esecuzione di Balbis, Bevilacqua, Biglieri, Braccini, Giachino, Giambone, Montano e Perotti fu eseguita il 5 aprile del 1944 nell’area del poligono di tiro del Martinetto.
Davanti alla grande lapide dedicata “Ai nuovi martiri della libertà” hanno preso parte alla cerimonia commemorativa: la sindaca Chiara Appendino, il governatore della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, il vicepresidente del Consiglio regionale, Nino Boeti, le autorità civili, militari e delegazioni delle associazioni della Resistenza. Presenti anche il Gonfalone della Città di Torino, decorato di medaglia d’oro al valor militare e la Banda dei Vigili Urbani.
Il poligono di tiro del Martinetto fu teatro, dall’8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945, della fucilazione di un gran numero di antifascisti. Il Sacrario è considerato oggi uno dei luoghi simbolo della Resistenza cittadina.

Mar 23


Ventitre marzo, stazione Porta Nuova, binario 17. Da qui partivano i convogli dei deportati verso i campi di concentramento e di sterminio, luoghi riportati alla memoria dai molti cartelli alzati da ragazzini, giovani e nonni che hanno partecipato alla Marcia in ricordo di Emanuele Artom, uno dei simboli di quella Torino che non volle piegarsi al nazifascismo.
Era il 25 marzo 1944: dopo l’arresto, nel corso di un rastrellamento, Artom fu additato in quanto “ebreo” da un fascista a cui aveva salvato la vita. Emanuele, giovane partigiano, morì dopo atroci torture, nelle carceri Nuove il 6 aprile. La sua salma non fu mai ritrovata. La cerimonia è stata promossa dalle Comunità ebraica e di Sant’Egidio e dalla Città di Torino

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