Apr 12

Nel programma spirituale del pellegrino che con fede si reca alla contemplazione della Sindone trova posto la mostra “Il sepolcro vuoto”, intesa come un percorso d’arte contemporanea in cui le opere aiutano a rivivere episodi della vita, morte e risurrezione di Cristo. Il Sepolcro è vuoto, la Vita ha trionfato, Cristo è risorto. Il culmine della disperazione diventa una sconfinata speranza.
La mostra si sviluppa in tre nuclei tematici: Il rispetto della vita che nasce; Il sollievo delle sofferenze; La morte, la nuova Vita
La suggestione dell’arte che ha meditato sulla nascita, sulla sofferenza, sulla morte, sulla resurrezione di Cristo e sulla salvezza che ha voluto donare, induce il visitatore a ripensare i propri valori, ad analizzare la propria vita alla luce della vera Vita, ad approfondire la riflessione sulle domande sollevate dai risultati della ricerca nel campo delle scienze della vita. Anche gli artisti con le loro opere sono chiamati a partecipare alla impresa di dare senso all’avventura umana.
Palazzo Barolo – Torino
Da sabato 10 aprile 2010 a domenica 23 maggio 2010
Orario: 9.00-21.00
Contatti: Movimento per la Vita, tel. 39 0115682906
Prezzo: 5,00 Euro; gratuito per bambini di etĂ inferiore ai 10 anni accompagnati da un adulto. L’ingresso alla Mostra consente la visita gratuita a Palazzo Barolo
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Apr 12

In occasione dell’Ostensione della Sindone a Palazzo Barolo viene proposta la mostra “Secondo Pia. Fotografo della Sindone e del Piemonte”.
La mostra, allestita nelle sale storiche al piano terra di Palazzo Barolo, presenta una selezione rappresentativa del percorso artistico di Secondo Pia: per la prima volta le foto del Museo Nazionale del Cinema – dove si trova una collezione di oltre 13.000 immagini – sono esposte insieme a quelle del Museo della Sindone, che conserva anche il prezioso archivio documentario, ricomponendo così parti della raccolta personale di Pia suddivisa dagli eredi tra i due musei.
Il nome di Secondo Pia è legato alla sua fotografia più celebre, l’immagine del volto dell’uomo della Sindone. Durante l’Ostensione nel Duomo di Torino del 1898 ottenne l’autorizzazione a fotografare per la prima volta il Sacro Telo e poté rivelare al mondo l’immagine impressa in negativo sul lino: l’emozione di questa scoperta viene raccontata da Pia stesso in una Memoire scritta in francese, di cui viene esposto il foglio originale. Il clamore che ne seguì, comprese le polemiche di chi non volle credere all’autenticità della foto, ebbe però forse l’effetto di porre in secondo piano ogni altra attività di Pia: ancora oggi è poco conosciuto il resto della sua ricca e prolifica attività fotografica.
Nella sezione Tracce della memoria i positivi su carta all’albumina di grande formato, montati sui cartoncini originali con note autografe, sono esposti in suggestive teche illuminate dall’interno e proposti per nuclei tematici: castelli, residenze sabaude, case antiche con dettagli architettonici, chiese e abbazie. Quest’ultimo tema introduce alla sezione Immagini del sacro: le celebri fotografie della Sindone sono accostate ad icone come il Mandylion di Edessa e altri dipinti o oggetti sacri connessi al tema cristologico, fotografati da Pia per la prima volta. Nell’ultima sala, dedicata a Il colore, è esposta un’eccezionale raccolta di autocromie su vetro. Secondo Pia fu uno dei primi fotografi italiani a realizzare immagini a colori, utilizzando le lastre Lumière fin dalla loro comparsa sul mercato agli inizi del Novecento.
La mostra è stata realizzata dal Museo Nazionale del Cinema e la Regione Piemonte, con il patrocinio del Comitato per l’Ostensione della Sindone e la collaborazione del Museo della Sindone e di Palazzo Barolo, a cura di Erica Bassignana, su progetto di allestimento di Studio 999.
Palazzo Barolo, Via delle Orfane 7, Torino.
Orari 11.00-19.00, tutti i giorni, ingresso libero.
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