E’ stato celebrato oggi l’anniversario della liberazione del campo di concentramento di Mauthausen, liberazione avvenuta il 5 maggio 1945 quando le truppe americane liberavano i prigionieri del campo di sterminio.
Si sono svolte diverse celebrazioni per ricordare la ricorrenza. Al Cimitero Monumentale, presente il vice presidente del Consiglio Comunale, Enzo Lavolta, si è reso omaggio ai Caduti al Campo della Gloria e alla Lapide degli Ebrei.
Alla stazione Porta Nuova, Enzo Lavolta in rappresentanza della CittĂ insieme a Nadia Conticelli e Susanna Maruffi hanno posto una corona sotto la targa che ricorda la partenza dei deportati politici per i campi di sterminio nazisti.
In Sala Rossa a Palazzo Civico la cerimonia ufficiale con gli interventi della Consigliera Regionale Nadia Conticelli, del reduce Pensiero Acutis e di Susanna Maruffi, figlia di Ferrucio deportato a Mauthausen. Giorgia e Irene Osano hanno letto alcune poesie del nonno Quinto Osano, il poeta di Mauthausen.
La cerimonia si è conclusa con l’intervento dell’Assessore Marco Giusta.
A Mauthausen vennero deportati in 200mila. Uomini, donne, anziani e bambini di differenti nazionalità : oppositori politici, persone perseguitate per motivi religiosi, omosessuali, ebrei, zingari, prigionieri di guerra e anche detenuti comuni. La metà di essi fu uccisa, o morì a causa delle inumane condizioni di vita e di lavoro. Su quella collina dell’Oberdonau, sopra la piccola cittadina di Mauthausen, in Alta Austria, i deportati conobbero il martirio della prigionia, l’orrore dei forni crematori, la morte con il lavoro, nelle camere a gas e negli altri molteplici modi violenti.
Nell’ambito del progetto di collaborazione cittadina “FO.TO – Fotografi a Torino” è stata inaugurata al MEF – Museo Ettore Fico la mostra dedicata a Duane Michals.
“Quando guardi le mie fotografie, stai osservando i miei pensieri”. In questa frase si trova la chiave per leggere l’opera completa di Duane Michals: un’opera che corrisponde alla sua filosofia di vita. Negli anni Sessanta l’artista attiva un nuovo approccio alla fotografia che non pretende di documentare il fatto compiuto, il momento decisivo, o di affrontare gli aspetti metafisici della vita.
Il lavoro di Michals è influenzato da artisti come William Blake e RenĂ© Magritte, i temi affrontati derivano da esperienze emotive personali, piccoli drammi umani talvolta surreali, i sogni, la memoria, la condizione dell’essere umano; i contesti sono strade cittadine o stanze vuote; il tempo è quasi sempre lineare, anche quando l’azione ha carattere onirico.
Artista in bilico tra fotografia e poesia, Michals è uno dei nomi più prestigiosi dell’avanguardia americana, uno dei fotografi contemporanei che ha rinnovato il linguaggio fotografico con maggiore intensità .
La mostra, al MEF Museo Ettore Fico dal 4 maggio al 29 luglio, è realizzata secondo un percorso espositivo suddiviso in sezioni che mostrano le diverse modalità espressive gradualmente inventate da Michals, nonché le diverse serie realizzate su argomenti specifici nel tempo. La vasta retrospettiva è a cura di Enrica Vigano, ed è organizzata in collaborazione con Fundacion Mapfre di Madrid.
Maggiori informazioni sul sito del Museo Ettore Fico – MEF


