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Lug 18


Il 17 luglio è partito da Lungo Stura Lazio l’intervento della “macchina tappabuche” che per due settimane, fino alla fine del mese, sarà impegnata nella risistemazione dei danni all’asfalto nel territorio delle circoscrizioni 6 e 5.

Il mezzo, provvisto di una caldaia e di serbatoi nei quali sono stoccate varie “pezzature” di inerte e bitume, è dotato di un braccio telescopico (al cui interno corre un condotto) col quale, tramite un getto di aria compressa, si provvede alla pulizia della buca, liberandola dai detriti e poi aspirando anche l’eventuale pietrisco intorno.

A seconda che si tratti di sigillare microfratture o della colmatura di buche più profonde nel serbatoio viene miscelato il materiale necessario alla riparazione del manto stradale che, dopo la preparazione del fondo, viene spruzzato nell’apertura dell’asfalto a una temperatura tra i 50° e i 60°, riempiendola.

Questa procedura “a caldo” – che come evidenziato dalla sperimentazione dell’aprile del 2016 su un tratto di strada tra i corsi Galileo Ferraris e Re Umberto consente di prevenire nuovi deterioramenti causati dalle infiltrazioni che invece il riempimento “a freddo” non riesce a scongiurare – si conclude con il compattamento del materiale e il suo livellamento da parte degli operai che seguono le operazioni di ripristino.

I lavori di ripristino del manto stradale proseguiranno in via Puglia, via Fattorelli, strada San Mauro, strada Settimo, via Anglesio, strada del Cascinotto, strada della Cebrosa, corso Romania, strada Cuorgné, viale Falchera, via delle Querce, via degli Abeti, via degli Ulivi, strada del Villaretto, strada del Francese, strada molino del Villaretto, via Germagnano, corso Vercelli, via Boccherini, via Reiss Romoli, via Toscanini, via Cigna, via Martorelli, via Lauro Rossi, via Botticelli, piazza Sofia, corso Regio Parco, corso Mamiani, via Bologna, via Ponchielli, via Pacini, via Petrella, via Corelli, via Sempione, via Gottardo, corso Taranto, via Pergolesi, via Monterosa, via Rondissone, corso Palermo e corso Giulio Cesare per poi spostarsi, nel corso della prossima settimana, nella circoscrizione 5.

Si prevede che in ogni giorno di impiego vengano effettuate riparazioni per un totale di 5 metri cubi che corrispondono a un numero che, a seconda della grandezza, può variare tra le 130 e le 150 buche.

Lug 16


‘Oltre le Barriere’ – progetto realizzato grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo partner di ‘Tutta mia la città’ di cui fa parte l’iniziativa – è stato elaborato da un gruppo di studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti per ridurre l’impatto dei jersey dislocati lo scorso anno nelle piazze e nelle strade del centro città a protezione dei pedoni, in seguito all’escalation terroristica.

La proposta di abbellire le barriere è nata alcuni mesi fa, nel dicembre scorso, da un’idea condivisa tra l’assessorato comunale alla Cultura, la Fondazione Contrada Torino, l’Accademia Albertina di Belle Arti e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana.

Le idee originali per ribaltare l’invasività degli ostacoli in cemento armato attraverso il segno distintivo dell’arte messe a punto da Donato MARIANO, Barbara MITTINO, Sara MOLINARI e Negar SHARIATY sono state presentate questa mattina a Palazzo Chiablese da Sergio BREVIARIO, Monica SACCOMANDI e Cristina TREPPO, docenti della Scuola di Decorazione dell’Accademia Albertina.

La soluzione elaborata eviterà l’intervento cromatico diretto sulla superficie di cemento che sarà prodotto attraverso una copertura applicabile rimovibile in Pvc che aderisce perfettamente alla forma delle barriere.

Il percorso che ha generato le idee creative di Oltre le Barriere Ã¨ stato caratterizzato da diverse tappe: selezione degli studenti interessati e creazione  del gruppo di lavoro; sopralluoghi per capire il contesto dove sono collocati i jersey anche in relazione al flusso di persone nelle diverse ore della giornata; elaborazione delle singole idee attraverso un confronto continuo con i docenti.

Le quattro proposte presentate sono sintetizzate nel logo â€˜RGPS’ in cui, ogni consonante, indica l’azione specifica di ciascun progetto.

R come RESPIRA si riferisce ad â€˜Alberi Attraverso le Barriere’ ideato da Negar Shariaty che ha interpretato le barriere come finestre aperte che rimandano a una percezione di aria pura da inspirare per una liberazione interiore.

‘Alberi’, è la prima opera concretamente realizzata, che potrà essere ammirata in piazza Castello. 

Torino è una città ricca di alberi. Si possono trovare nei giardini, nei parchi, nei viali e lungo i fiumi. Ed è per questo che le immagini scelte, sono quattro sequenze di gruppi di alberi presenti nei quartieri cittadini che si ripetono e che appaiono in movimento illuminati dalla luce del giorno in contrapposizione all’oscurantismo sociale del terrorismo e a qualunque tipo di repressione.

come GUARDA identifica il progetto ‘Dettagli Parlanti’ di Sara Molinari e si ispira a ciò che vediamo quotidianamente, ma che spesso ci sfugge.

Il progetto racconta Torino attraverso gli elementi architettonici dei suoi edifici tra passato, presente e futuro. I ventitré quartieri della città, corrispondenti allo stesso numero delle barriere anti terrorismo, sono definiti nella loro individualità con il disegno di una composizione che racchiude elementi architettonici, sagome e scorci di palazzi caratteristici.

P come PENSA corrisponde a ‘Hybrid Connection’ di Donato Mariano che, con la sua realizzazione, invita a riflettere sulle immagini che si accumulano fuori e dentro di noi.

Una sequenza di figure digitali che nascono da un errore del computer, generate da un ipotetico sovraccarico di informazioni impresse sul laterizio. Non un’altra immagine da consumare, ma una riflessione che conduce a interagire con le barriere anti terrorismo trasformate in frammenti colorati della memoria.

S sta per SOGNA perché in ‘Spazio Torino’ di Barbara Mittino il sogno non ha età e le sequenze di illustrazioni fantastiche di giovani di diverse origini etniche rimandano alla creatività, alla natura, allo spazio e al gioco in un continuo cambio di scala tra mondo reale e immaginario.

Le barriere non devono essere viste come un oggetto limitante e legato a un senso di paura sociale, ma come pannelli di supporto a un’opera che le trasforma invitando alla gioia attraverso la scoperta di un sogno sia individuale, sia collettivo. Rappresentazioni immaginarie come il gatto che salta sulla luna, i pianeti che sono bolle di sapone o cuscini, astronauti che fanno i funamboli e cactus grandi come palazzi cambiano il senso di un oggetto che ha solo una funzione di protezione e lo trasformano dando vita a qualcosa di dinamico e interattivo.

Alberi stilizzati che rimandando al patrimonio ambientale torinese; dettagli dell’architettura cittadina; una sequenza di immagini digitali che nascono da un errore del computer; illustrazioni fantastiche di giovani di diverse etnie sui pannelli.

Sono queste, in sintesi, le suggestioni nate nelle aule dell’Accademia Albertina che, oltre a consegnare un risultato efficace scaturito da un’entusiasmante occasione formativa, hanno generato progetti diversi che, grazie alla facile installazione e rimozione della copertura, hanno la peculiarità di essere alternati nel tempo.

Lug 14


La notte del 12 marzo 1945 le Brigate Nere, spacciandosi per partigiani, fecero irruzione al quarto piano delle case operaie di via Moncrivello, in zona Barriera di Milano, dove viveva la famiglia Arduino, e prelevarono il papà Gaspare (operaio, antifascista e fondatore delle Squadre di Azione Patriottica) insieme alle due figlie Libera e Vera Arduino (di 18 e di 16 anni), oltre al partigiano Ando De Carli, ad un amico di famiglia (Alberto Ellena) e a una coppia di vicini, Rosa Ghizzone e Pierino Montarolo 
Gaspare Arduino venne portato alla Casa del Littorio e trucidato la notte stessa. Libera e Vera non rividero più la madre, la sorella Bruna di 13 anni e il fratellino Antonio di 6: vennero assassinate nei pressi della Pellerina. 
Libera e Vera lavoravano in fabbrica e parteciparono attivamente alla Resistenza come staffette e assistendo le famiglie dei partigiani imprigionati o uccisi: Libera faceva parte della ventesima brigata cittadina delle SAP, Vera operava nei Gruppi di Difesa della Donna attivi in Barriera di Milano. 
A Libera e Vera sono dedicate una scuola e una via, mentre un cippo in corso Lecce ricorda il loro sacrificio. 
Sabato 14 luglio, il Parco della Tesoriera, in corso Francia 186/192, a Torino nell’ambito dell’EvergreenFest, ha ospitato “Libera e Vera come la Resistenza”, una serata per Libera e Vera Arduino organizzata dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte in collaborazione con ARCI Piemonte

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La serata è stata aperta dalla cantante italo-sudanese Amira Kheir, la “Diva del deserto sudanese” che mescolando l’eredità musicale del Sudan al blues sahariano e al jazz ha incantato il pubblico di tutto il mondo. 

A seguire Parole Note Live, ovvero la versione live del fortunato programma di Radio Capital: Maurizio Rossato fonde l’evocativa selezione di immagini al tappeto musicale su cui si stagliano le parole interpretate da Giancarlo Cattaneo.

Chiude la serata la brigantessa Teresa De Sio, con il suo nuovo progetto “Il Pensiero Meridiano”. Un excursus nell’essenza della musica dell’artista napoletana, i suoi successi pop, la tradizione popolare, le incursioni nella musica dell’amico Pino Daniele, di Matteo Salvatore, di Domenico Modugno e in quella di Fabrizio De Andrè. Un modo per raccontare il Sud, facendo appello, attraverso il linguaggio musicale, ad alcuni grandissimi autori e ai loro universi poetici.
Un condensato unico di musica d’autore, folk e rock, esclusivamente in acustico. Accompagnata da tre musicisti eccezionali (Sasà Flauto alle chitarre, Pasquale Angelini alla batteria e Vittorio Longobardi al basso), la cantautrice proporrà un concerto carico di ritmo, forza propulsiva, dolcezza ed energia vitale: esattamente come il pensiero meridiano. 
“Il Sud è lentezza, attesa, sensualità e torpore – spiega Teresa De Sio – ma anche ebbrezza e pienezza insostenibile della vita. E’ luce piena ed ombre, stato di grazia e maledizione, è estasi e perdita di controllo, assenza di bussole. E’ demone meridiano, magia e sortilegio, uno spazio abitato dai demoni. Il corpo e i sensi come inizio, come conoscenza forte del mondo, il Ritmo e la Danza.”

“Libera e Vera come la Resistenza” è un progetto realizzato dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte in collaborazione con ARCI Piemonte, ANPI Provinciale di TorinoCittà di TorinoCircoscrizione 4 Torino, e con il coinvolgimento di associazione TedacàEvergreen Fest, Parole Note (Radio Capital).

[Fonte: ArciPiemonte]