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Feb 15


La GAM di Torino presenta il nuovo allestimento delle collezioni del contemporaneo. Si tratta della prima edizione di un programma di diversi ordinamenti che si succederanno su base biennale.

Le diverse esposizioni permetteranno di far conoscere al pubblico la ricchezza delle collezioni del museo e di dare voce a molteplici letture e interpretazioni critiche.

Questo primo ordinamento, a cura di Elena Volpato, si concentra su due decenni, tra gli anni sessanta e gli anni ottanta, in rapporto di continuità cronologica con quanto è esposto nelle collezioni del ‘900. Lo fa scegliendo di raccontare aspetti rilevanti delle ricerche artistiche di quegli anni, perlopiù scarsamente riconosciuti dalla più diffusa interpretazione storica.

Verso la metà degli anni sessanta, quando le ricerche artistiche si muovevano in direzioni per lo più tese a sovvertire i tradizionali linguaggi artistici e a disconoscere ogni debito con il museo e la storia dell’arte, alcuni artisti italiani continuarono a interrogarsi sul significato della scultura, della pittura e del disegno, sulla possibilità di superare i limiti che sin lì quei linguaggi avevano espresso. Lo fecero senza recidere i legami con la storia, ponendo mente alle origini stesse del gesto pittorico e scultoreo, aprendo le loro opere, come mai prima di allora, ad accogliere e nutrire al loro interno il respiro dello spazio e, con esso, quello del tempo.

Gli artisti rappresentati non fanno parte di un unico gruppo. Alcuni dei loro nomi sono legati alle vicende dell’Arte Povera. Il percorso di altri si è intrecciato con quello della Pittura analitica. Altri ancora, dopo una stagione concettuale, hanno trovato nuove ragioni per tornare a riflettere su linguaggi tradizionali e su antichi codici espressivi. Tuttavia, se le loro opere sembrano dialogare qui con naturalezza, non è per mera cronologia, ma perché nel lavoro di ciascuno di loro c’è molto più di quanto le parole della critica militante avesse motivo di raccontare. In tutti loro, come spesso accade, c’è più personalità e indipendenza di quanto le ragioni di un raggruppamento o le linee di tendenza del mondo dell’arte possano dire.

A distanza di decenni, ora che quelle storie d’insieme sono note e codificate, ora che sempre più mostre internazionali vengono tributate ad alcune di esse, possiamo concederci di guardare agli aspetti più personali del loro lavoro. Ed è proprio in quella cifra individuale che sembra risuonare con più chiarezza un insoluto legame con la storia dell’arte, con i suoi antichi linguaggi, per ciascuno in modo diverso, ma con simile forza.

Se si dovesse provare a spiegare in una frase cosa avvicina tra loro queste opere e i loro autori, là dove sembrano esprimere la loro voce più personale, si direbbe che hanno in comune un autentico desiderio dell’arte, un senso di appartenenza, la consapevolezza di tutto ciò che quella parola aveva significato sin lì e tutto ciò che ancora poteva rappresentare in virtù di quel passato.

Le opere in mostra provengono interamente dalle collezioni del museo. Il nucleo espositivo più rilevante è frutto delle numerose acquisizioni realizzate durante la direzione di Pier Giovanni Castagnoli, tra il 1998 e il 2008. Molte di queste opere sono state acquisite grazie al contributo della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, a cui si deve anche la recente acquisizione dei libri d’artista e delle due opere di Marco Bagnoli, Vedetta notturna, 1986 e Iris, 1987, avvenuta durante l’attuale direzione di Riccardo Passoni.

Animale terribile di Mario Merz, del 1981, e Gli Attaccapanni (di Napoli) di Luciano Fabro, prime tra le opere acquisite dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT dalla sua costituzione, fanno parte di un ristretto gruppo di lavori provenienti dalla Collezione Margherita Stein, acquistato per essere affidato alla comune cura della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea e del Castello di Rivoli.

A diciotto anni da quell’acquisto, la GAM è felice di mostrare per la prima volta nei propri spazi l’opera di Luciano Fabro.

Maggiori informazioni nelle pagine della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea

Feb 15


Pietra Alta e corso Taranto: due aree cittadine della Circoscrizione 6 che, grazie al progetto periferie – AxTO, sono state ripulite e riqualificate. In totale vengono restituiti ai torinesi quasi 11.500 mq., ossia un grande spazio nella periferia nord cittadina che man mano sta cambiando volto, dove sarà possibile giocare, incontrarsi e, dunque, ricostruire un senso di comunità.

In corso Taranto, tra via Ancina e via Monte Rosa, si è intervenuti sul recupero delle funzioni esistenti attraverso la dotazione di nuove attrezzature. L’area in questione, inserita tra complessi di case popolari, si trova tra il Centro Interculturale, l’Ospedale Giovanni Bosco e numerose scuole. Il quartiere è densamente abitato e corso Taranto è un asse viario fondamentale, dotato di una pista ciclabile, aree gioco e spazi verdi.

Tre gli ambiti su cui si è intervenuti. Il primo è quello tra via Corelli e via Ancina adiacente al mercato. Nell’area di circa 1700 mq sono stati ripristinati i giochi mancanti e inserite nuove sedute; mentre nel tratto di fronte a via Corelli, (circa 2700 mq), sono presenti su una vasta area verde un campo da basket e un tavolo da ping-pong. Qui sono stati aggiunti tavoli e nuove sedute. Il terzo ambito è quello compreso tra corso Taranto, via Mercadante e via Monte Rosa. L’area di quasi 5200 mq, comprende uno spazio verde molto ombreggiato in cui erano presenti quattro piastre con elementi gioco obsoleti. Con l’azione 1.10 del progetto AxTO sono state risistemate le sedute, ed è stata creata un’area gioco “avventura” dove i ragazzi del quartiere potranno usare: una teleferica, una giostra rotante, un’altalena a cestone per i più piccini e cinque usufruibili anche dagli adulti.

Il fine di questo intervento di riqualificazione è quello creare un “Boulevard Verde” a disposizione per tutte le fasce d’età, uno spazio aperto attrezzato per giochi, tornei ed area per adolescenti anche a disposizione di associazioni che operano sul territorio. L’intervento ammonta a 129mila euro.

Sorto in prossimità di importanti arterie stradali che raccolgono il traffico diretto all’interno e all’esterno di Torino, Pietra Alta è un piccolo borgo dell’Oltrestura torinese. L’area su cui si è intervenuti con i fondi AxTO il progetto della Città di Torino per la riqualificazione e la sicurezza delle periferie, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, è quella adiacente al villaggio Snia Viscosa, ossia proprio in quell’area dove nel corso della storia si è passati dal modello “villaggio operaio” a quello dei nuovi insediamenti abitativi della Torino industriale voluto negli anni venti da Riccardo Gualino.

Il lotto (circa 7.000 mq) in questione è racchiuso tra Corso Vercelli 483, il Villaggio Snia, la chiesa ortodossa ed il liceo Giordano Bruno di Via Marinuzzi. Con l’azione 1.10 “Riqualificazione spazi residuali” si è intervenuti restituendo al quartiere, dopo averla pulita, liberata da rifiuti e sterpaglie, un’area sportiva attrezzata dedicata in special modo agli adolescenti, con tavoli e sedute per la sosta alfine di favorirne la socializzazione. In specifico è stato effettuato lo sfalcio del verde, la rimozione delle pavimentazioni e delle strutture esistenti, dei campi da tennis e le porte del campo di calcio, nonché sono state ripristinate le parti danneggiate della recinzione. Le due alte siepi di lauro, potate e ripulite, separano la zona dove ci sono tre piattaforme per giocare a tennis, a calcio e a basket, da quella dove è possibile sedersi ai tavoli e giocare a ping-pong, oppure sfidarsi in tornei di calcio balilla. L’intervento è costato 217mila euro.

“Riportare le periferie al centro dell’attenzione è un obiettivo cardine dell’azione della nostra Amministrazione – sottolineano la sindaca Chiara Appendino e l’assessore Marco Giusta – grazie ad AxTO, altre due aree ripulite e riqualificate vengono oggi restituite alla cittadinanza. L’esperienza di due anni di AxTO e le altre iniziative di progettazione civica condotte con una folta partecipazione di cittadine e cittadini hanno reso evidente come agire positivamente sulla qualità degli spazi pubblici contribuisca a costruire un senso di appartenenza e di partecipazione a una comunità, a cambiare la percezione che i cittadini hanno di questi territori, facendo emergere identità, caratteri, storie e vocazioni, nonché a creare nuove opportunità di sviluppo”.

“La riqualificazione dell’area gioco di corso Taranto e dell’ex campo sportivo Giovanni XXIII, a Pietra Alta, – afferma la Presidente della Circoscrizione 6, Carlotta Salerno – è un importante risultato per i quartieri coinvolti e per i cittadini, che stanno attivamente partecipando a tutto il processo di ammodernamento e di messa in sicurezza. Inoltre, in corso Taranto la Circoscrizione è già al lavoro anche per intervenire sulla vecchia bocciofila Due Pini, così da rendere l’intervento completo. Invece per i campi sportivi di Pietra Alta sono già attivi un gruppo di residenti, alcune associazioni del territorio e il Liceo Giordano Bruno adiacente, affinché lo spazio sia tenuto vivo e curato; non solo: proporremo un percorso partecipato con la cittadinanza del quartiere per definire il nome che verrà dato all’area. Ritengo – conclude la Presidente – che questi due interventi siano la migliore rappresentazione dei risultati di una buona collaborazione tra amministrazione centrale e circoscrizioni”.

[Fonte: TorinoClick]