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Ott 13


Sabato 12 e domenica 13 il rigoglioso giardino di FLOR Ă¨ tornato a inebriare il cuore pulsante di Torino con i suoi colori e profumi autunnali: da Via Carlo Alberto a Via Roma, da Piazza Carlo Alberto fino a Via Principe Amedeo. I fiori e la natura hanno preso dimora anche nei Palazzi storici come Palazzo Birago, sede aulica della Camera di commercio di Torino, e il Museo del Risorgimento a Palazzo Carignano.

Oltre 180 gli espositori provenienti da tutta Italia, con alcune chicche internazionali come le orchidee provenienti dalla Germania, i bulbi olandesi e le sculture in ferro per il giardino francesi, ideali per abbellire spazi urbani, giardini, terrazzi e balconi: dalle piante succulente a quelle carnivore, passando per orchidee, tillandsie, piante acquatiche e rampicanti, aromatiche e tropicali. Piante da appartamento, da secco e da sole intenso, da ombra, bonsai, fioriture annuali, bulbose e graminacee. Non sono mancate proposte piĂą stagionali come le viole, i ciclamini, peperoncini di ogni genere, settembrini e rose rifiorenti; i caldi e vivaci colori autunnali sono stati protagonisti anche nelle foglie di ortensie, aceri giapponesi e cornioli. Come da tradizione spazio poi all’oggettistica per il giardinaggio, libri, sementi e prodotti naturali, decorazioni e spezie.

Ott 10


Da questa mattina, il giardino di via Malta angolo via Millio, nella Circoscrizione 3 di Torino, è dedicato al maresciallo dei Carabinieri, Oreste Leonardi, deceduto il 16 marzo 1978 nell’agguato terroristico di via Fani, a Roma.
Leonardi era il capo scorta dell’on. Aldo Moro e morì sotto i colpi di terroristi appartenenti alle Brigate Rosse. Nello stesso attacco, morirono altri quattro agenti della scorta.
Leonardi, torinese di origine, riuscì a proteggere, col suo corpo, l’incolumità di Aldo Moro, che sarà poi sequestrato ed ucciso, dopo 55 giorni di prigionia.

Torino non dimentica e tutti coloro che ricoprono un ruolo istituzionale hanno il dovere morale di non dimenticare perchĂ© la forza della nostra Repubblica necessita di solide basi. E non ci sono basi migliori del ricordo dei servitori dello Stato che per lo Stato hanno sacrificato le proprie vite”, ha sottolineato il presidente del Consiglio Comunale e della commissione Toponomastica, Francesco Sicari, dopo aver ripercorso la vita professionale di Leonardi, in apertura della cerimonia che si è svolta presso l’istituto “Plana” di via Braccini, alla presenza di molti studenti e del dirigente scolastico Alberto Baccaglini che ha fatto gli onori di casa.
Per la presidente della Circoscrizione 3, Francesca Troise, “intitolare un luogo del nostro a borgo a chi ha protetto nell’ombra la vita altrui, significa ricordare alla nostra comunitĂ  che siamo tutti debitori verso di lui e verso tutti coloro che, a costo della propria stessa vita, ci hanno garantito tutte le libertĂ  democratiche di cui godiamo”.

Maria Grazia Leonardi, sorella di Oreste Leonardi, ringraziando i promotori dell’iniziativa, a partire dall’Associazione Europea Vittime del Terrorismo, ha ricordato come il fratello abbia vissuto i primi anni di vita in via Pollenzo, proprio a pochi passi dal giardino.
“Con questa intitolazione celebriamo uno dei nostri figli migliori, decorato di medaglia d’oro al valor civile”, ha sottolineato il generale di Brigata, Aldo Iacobelli, comandante della Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta. “Una cerimonia, ha affermato, che va oltre il valore della memoria perchĂ© la targa perpetuerĂ  il suo esempio e il suo sacrificio per il bene comune”.

Prima dello scoprimento della targa presso il giardino, la sindaca Chiara Appendino ha ricordato come questa intitolazione ci faccia tornare ad una delle pagine piĂą buie della nostra storia. â€śQuel passato, ha evidenziato, ci ricorda quanto può essere alto il prezzo da pagare per salvare una democraziaLeonardi, come tutte le vittime del terrorismo non venne mai meno al proprio impegno. Dobbiamo raccogliere l’ereditĂ  di questi eroi, perchĂ© altre persone non debbano perdere la propria vita nello svolgimento del proprio dovere, come accaduto ancora nei giorni scorsi a Trieste”.

[Fonte: CittAgorĂ ]

Ott 09


E’ da oggi intitolato alla memoria delle “Vittime dell’immigrazione“ l’area pedonale attigua al ponte Amedeo IX, che collega via Livorno con corso Mortara. La Città di Torino ha così dato corso alla proposta avanzata dalla petizione “Torino non dimentica”, presentata alcuni mesi fa al Consiglio comunale.

Circa 200 persone, in gran parte giovani, hanno preso parte alla breve cerimonia che ha preceduto lo scoprimento simbolico della targa, che ricorda i 19000 migrarti periti nel Mediterraneo dal 2013 ad oggi, piĂą i tanti altri dei quali non si è venuta a conoscere la tragica sorte.  Prima dello scoprimento della targa commemorativa, hanno preso la parola Francesco Sicari, presidente del Consiglio comunale e della Commissione Toponomastica che ha deciso l’intitolazione, il presidente della Circoscrizione 4 Claudio Cerrato, il primo firmatario della petizione Andrea Sacco, la portavoce per il Sud Europa del UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) Carlotta Sami e Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 Ottobre.

Proprio dalla tragedia del 3 ottobre 2013, quando il naufragio al largo di Lampedusa di un’imbarcazione carica di migranti provocò 368 vittime, ha preso spunto l’intervento pronunciato dal presidente Sicari a nome della Città di Torino.

Sicari ha ricordato anche l’emigrazione italiana, sottolineando come con l’intitolazione di questa mattina si sia voluto dare voce a tutte le vittime dell’immigrazione, persone spinte alla fuga da violenze e miseria. Claudio Cerrato ha ricordato come occorra combattere “la paura del diverso” anche a Torino, rievocando anche l’immigrazione dal Meridione che aveva caratterizzato la città e lo stesso quartiere dove si è svolta la cerimonia.

Andrea Sacco, da parte sua,  ha definito la cerimonia come “un grande abbraccio a tutte le vittime”, ricordandone i terribili numeri: oltre 19.000 dal 2013 (1600 erano bambini) e 669 solo quest’anno, secondo stime ufficiali. La rappresentante del UNHCR, Carlotta Sami, ha rievocato il tragico naufragio di pochi giorni fa ed ha evidenziato come i migranti siano vittime di privazioni e violenze ma anche, frequentemente, vittime di muri legislativi che vanno abbattuti, cominciando anche dalle azioni quotidiane di tutti.  Infine, l’intervento di Tareke Brhane, che ha parlato con intensa commozione del dramma di migliaia di uomini, donne e bambini “nati invisibili e poi morti invisibili”, stigmatizzando le responsabilitĂ  dei governi europei e chiedendo soluzioni a lungo termine.

[Fonte, foto e testo: CittAgorĂ ]