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Gen 28


Grande affluenza al Pala Alpitour per la festa di ieri notte, con la presentazione della bandiera FISU nel foyer del palazzetto olimpico. Duemila persone hanno festeggiato l’arrivo del vessillo dagli Stati Uniti dopo che è stato consegnato dalla federazione internazionale al CUSI e poi al primo cittadino del capoluogo piemontese Stefano Lo Russo.

Gli interventi delle numerose autorità intervenute sono stati intervallati dallo splendido show realizzato con la produzione di Masters of Magic, nota realtà torinese che si è recentemente aggiudicata l’onore di organizzare a Torino le due manifestazioni più importanti del mondo dell’illusionismo: il Campionato Europeo di Magia 2024 e il Mondiale del 2025. Un cast straordinario composto da artisti internazionali, Campioni mondiali e performer del Cirque du Soleil, si è esibito sul palco guidato da Walter Rolfo â€“ Presidente di Masters of Magic â€“ che ha condotto la serata in qualità di Master of Ceremony.  Si è trattato di uno spettacolo innovativo che ha utilizzato l’arte magica come mezzo di comunicazione per raccontare i valori cardinali dei Giochi Mondiali Universitari invernali di Torino 2025, legando tutti gli interventi in un unico grande show.

Una festa che ha coinvolto tutta la città, non soltanto il Pala Alpitour (che sarà sede della Cerimonia d’apertura dei FISU Games), perché alle 17,45 è stata illuminata la Mole Antonelliana coi colori di Torino 2025, mentre alle 21 Ã¨ stato accesso sulla Torre Maratona antistante allo Stadio Olimpico Grande Torino il countdown ufficiale con i pittogrammi delle discipline sportive che saranno protagoniste tra meno di due anni. I FISU Games saranno in programma dal 13 al 23 gennaio 2025 a Torino, Torre Pellice, Pinerolo, Pragelato e Bardonecchia.

Edisu Piemonte ha inviato tutte le sue studentesse e i suoi studenti a partecipare alla cerimonia di arrivo della bandiera Fisu al Pala Alpitour e per l’occasione ha messo a disposizione delle navette gratuite per permettere a studentesse e studenti del Piemonte Orientale di poter tranquillamente prendere parte all’evento. Inoltre, è già al lavoro con il Comitato organizzatore per l’ospitalità degli atleti e atlete che gareggeranno ai Giochi potenziando e migliorando la rete delle residente universitarie.

Una serata ricca di eventi perché, prima che il caloroso pubblico presente potesse scatenarsi nel dj set andato in scena fino a tarda notte, è stata lanciata la campagna di reclutamento per i volontari, che rappresenteranno un prezioso supporto per il successo del massimo evento sportivo universitario su scala mondiale: Don’t miss the call! ovvero non perdetevi la chiamata, come recita lo slogan della campagna.

Qui le dichiarazioni delle autorità:

Alice Cometti (Consigliere federale nazionale del CUSI, in rappresentanza del presidente della FederCUSI Antonio Dima): «Nel corso degli anni, il CUSI si è impegnato nella promozione dello sport universitario a tutti i livelli, in collaborazione con i vari CUS distribuiti su tutto il territorio nazionale. A tali progetti si sono affiancate le iniziative di molte Università in Italia, volte a favorire la conciliazione della pratica sportiva da parte di atleti di  alto livello con lo studio, e mi riferisco ai percorsi dual carrier nei quali i singoli atenei propongono dei percorsi che prevedono sia agevolazioni economiche, anche in collaborazione con gli Enti per il Diritto allo studio, sia servizi dedicati di tutoraggio e percorsi dedicati nella carriera universitaria per conciliare le esigenze sportive con lo studio. Gli atenei piemontesi ormai da anni hanno aperto le porte agli atleti di alto livello e ne sono esempio i ragazzi tornati dall’ Universiade appena conclusa a Lake Placid. Il presidente Dima mi ha delegato per rappresentarlo in questo importante momento per lo sport universitario italiano e sono molto contenta di far parte del consiglio federale Cusi che ha riportato in Italia l’Universiade».

Augusta Montaruli (Sottosegretario di Stato e Ministro dell’Università e della Ricerca): «Torino 2025 è una grandissima opportunità che coniuga il mondo dello sport con quello degli atenei e che rappresenta come tutti gli studenti universitari debbano avere una possibilità di vivere un percorso completo all’interno degli atenei, che permetta di viverlo come un campus, ovvero di seguire la didattica, passare il tempo con i propri coetanei e praticare lo sport. Avere le Universiadi a Torino è una grandissima occasione, nel luogo in cui sono nate: sarà una grande occasione per Torino, il Piemonte e per l’Italia. Il binomio tra sport e mente deve essere rafforzato e diffuso tra i giovani».

Fabrizio Ricca (assessore allo Sport della Regione Piemonte): «Siamo contenti di riportare questa bandiera a Torino e in Piemonte dopo la grande rassegna del 2007, perché rappresenta un orgoglio per tutta l’Italia. È la dimostrazione della forza del Piemonte nell’organizzare grandi eventi come è già stato nel 2006, incrociando le dita per il futuro».

Stefano Lo Russo (sindaco della Città di Torino): «È sicuramente una straordinaria occasione per Torino, siamo davvero molto contenti dell’entusiasmo di questa serata. Le Universiadi tornano a Torino e saranno un grandissimo evento internazionale, per cui ci prepareremo al meglio per accogliere le delegazioni, gli studenti e gli atleti che arriveranno e per far diventare la Torino una città universitaria internazionale, uno degli obiettivi principali delle Universiadi».

Domenico Carretta (assessore allo Sport della Città di Torino): «La bandiera è tornata a casa, in una città e in un territorio che hanno sempre dimostrato una grande competenza, capacità organizzative, ma soprattutto un amore per lo sport invidiabile. Il 2025 sarà un anno importante, ma noi iniziamo a vivere di emozioni da adesso e le abbiamo già vissute la settimana scorsa a Lake Placid. Siamo pronti e ci sarà tanto da lavorare in una Torino città universitaria e costruita a misura d’uomo».

Alessandro Ciro Sciretti (presidente del Comitato organizzatore di Torino 2025 e di Edisu Piemonte): «C’è stata una grande adesione della città e Torino 2025 si fa sentire. Il nostro obiettivo principale, ben oltre le competizioni sportive e gli eventi ufficiali, è il coinvolgimento del territorio. Abbiamo qui gli amministratori, ma soprattutto i cittadini di Torino e delle città che ospiteranno il grande evento che ci aspetta. È solo l’inizio e da qui al gennaio 2025 il nostro obiettivo è di riempire le agende dei torinesi con queste iniziative perché i Giochi Mondiali Universitari invernali devono essere prima di tutto una grande festa per Torino e tutto il Piemonte». 

Riccardo D’Elicio (presidente del CUS Torino e vicepresidente dei Giochi di Torino 2025): «Che bello sentire il calore di questa città per un evento che coinvolgerà tutti gli studenti universitari, il mondo universitario e mi auguro che tutti vivano una grande esperienza formativa grazie a Torino 2025. Abbiamo bisogno dell’entusiasmo di una città come Torino, abbiamo scoperto che la buona politica ci ha aiutato a portare l’Universiade a Torino grazie al grande supporto del CUSI.  Ora tocca a noi, saranno in discesa verso l’evento, abbiamo bisogno di tutti voi e la squadra del CUS Torino sarà in prima vista. Abbiamo avuto grandi riscontri negli Stati Uniti e l’augurio è che i Giochi 2025 si tengano in un momento di pace del mondo e mi auguro che non manchi nessuno. Fare le Universiadi anche con la Russia presente a Torino renderebbe unica la nostra manifestazione, come simbolo di unione globale».

Gen 27


Ricordare, questo lo scopo con il quale ogni anno viene celebrato il 27 gennaio, il Giorno della Memoria. E come ogni anno, a partire dal 2000, anno in cui è stata ufficialmente istituita la Giornata, la Città di Torino ha ricordato le vittime dello sterminio nazista con una cerimonia, che si è svolta questa mattina al Cimitero Monumentale, e una celebrazione ufficiale da poco conclusa in Sala Rossa.

Ad aprire la celebrazione Maria Grazia Grippo, Presidente del Consiglio comunale, che dopo una breve introduzione musicale a cura dei Piccoli Cantori dei Torino, ha  sottolineato come la memoria sia fondamentale per contrastare e proteggerci dall’oblio:” occorre impegnarsi per tenerla viva, portare e diffondere le memorie stesse di chi l’ha vissuta in prima persona e battere tutte le piste che possono favorirci in questo”.

A seguire l’intervento di Daniele Valle, Consigliere della Regione Piemonte, che ha portato in sala il saluto del Consiglio e della Giunta regionale e ha poi citato la Senatrice Liliana Segre e le sue recenti dichiarazioni sul pericolo dell’oblio, ovvero il rischio concreto che tra qualche anno possa scomparire il ricordo di tutto. Già nel 2020 – ha sottolineato Valle – un sondaggio indicava nel 16% la percentuale di persone intervistate che riteneva la Shoah un’invenzione, un dato che nel 2000 si attestava sul 2%. Anche per Valle la memoria e  soprattutto la sua condivisione  sono lo strumento principale per far sì che tali eventi non possano mai più ripetersi.

L’importanza del ricordare e al tempo stesso il pericolo derivato dal dimenticare, ha fatto da filo conduttore all’intervento di Dario Disegni, presidente della comunità ebraica di Torino. Il rischio dell’oblio è oggi, a 80 anni dagli eventi, sempre più incalzante per tutta una serie di fattori, in primis la progressiva e lenta scomparsa dei sopravvissuti stessi. I giovani sono quindi la chiave di volta e a tutti noi, istituzioni, scuole e cittadinanza in generale, corre l’obbligo di aiutarli a ricordare, studiando nuove modalità di condivisione e nuovi percorsi mentali per rendere il passato sempre presente nella memoria collettiva.

Si sono poi susseguiti gli interventi di Ariel Finzi, Rabbino Capo di Torino, che ha messo sotto la luce come in tutto questo, ancora oggi, alla domanda “Perchè” nessuno ancora può dare una risposta, e Alberto Sinigallia, Presidente del Polo del ‘900, che ha invece sottolineato come il Giorno della Memoria riguarda tutti, ma tocca sicuramente Torino in modo particolare: “Torino è la Città che ha visto nascere Primo Levi, alla città di Torino è stata conferita la medaglia d’oro al valor militare, riconoscendone il sacrificio nella Resistenza e nella lotta di Liberazione dal nazifascismo, e sempre a Torino si possono incontrare passeggiando per la Città numerose pietre d’inciampo, proprio a ricordo delle vittime di tali eventi”. Sinigallia ha poi concluso sottolineando che le colpe furono del nazismo, ma anche del fascismo, che ha appoggiato le nefandezze perpetrate contro l’umanità a partire dalla firma del Manifesto della Razza. Firmato e avvallato da alcuni dei principali scienziati italiani del tempo, divenne la base ideologica e pseudo-scientifica della politica razzista dell’Italia fascista, che di lì a poco avrebbe emanato le vergognose leggi razziali: “Era il 1943, e veniva chiamata la “caccia all’ebreo”, per un bambino venivano pagate 1000 lire, per un adulto 5000… da 23 anni il Giorno della Memoria ci sprona a non dimenticare tutto questo”.

A conclusione della celebrazione l’intervento del Sindaco Stefano Lo Russo, che ha sottolineato come il Giorno della Memoria sia una giornata fondamentale da celebrare anzitutto per un dovere di umanità e civiltà, ma anche e soprattutto per contrastare la completa distorsione della Storia a cui può portare l’oblio della memoria: “Le parole, specie quelle di odio, non restano mai senza conseguenze. Il germe dell’odio si diffonde, e abbiamo il dovere di contrastarlo. Non bisogna quindi dimenticare, e in questo sono di aiuto le numerose iniziative per contrastare l’oblio della memoria ed educare verso tolleranza, giustizia e Pace, per far sì che i diritti dell’uomo vincano su arbitrio e sopraffazione, poichè, citando Edmund Burke, chi non conosce la Storia è destinato a ripeterla”.

Disponibile la registrazione della diretta della celebrazione da Palazzo Civico su: https://youtube.com/live/O3uayivNGFw

[Fonte: TorinoClick]

Gen 26


Dopo la prima edizione tenutasi nel 2022, Il BHM Torino torna anche quest’anno in una nuova veste, con tre nuove tematiche centrali e il coinvolgimento di luoghi storici della città. La volontà di affrontare una nuova edizione nasce innanzitutto dalla grande partecipazione riscontrata durante quella precedente e dalla voglia di rendere Torino nuovamente partecipe di un evento che riteniamo essere importante non solo per la multiculturalità che la contraddistingue ma anche perché questo possa essere lo stimolo per ideare, costruire, e rafforzare le politiche rivolte alle minoranze etniche, alle comunità diasporiche, ai ragazz* afrodiscendenti e alle scuole che sono, di questa multiculturalità, il maggiore esempio.

Questa edizione, promossa dall’Associazione Donne Africa Subsahariana e II Generazione (ADASS), è realizzata con il contributo della Fondazione Compagnia San Paolo, patrocinata da Città di Torino, in collaborazione con l’associazione Zonafranca, ass. Tamra, Snobiety, Black History Month Firenze e Black History Month Bologna e vedrà la partecipazione del Museo Nazionale del Cinema, Cinema Massimo, Palazzo Madama, Musei Reali Torino, Polo del 900, Museo di Antropologia e Etnografia del Sistema Museale di Ateneo di Torino, Università degli studi di Torino, Dipartimento Culture Politica e Società dell’Università degli Studi di Torino, CODIASCO, Gruppo Abele, ass. Paìs, Polo Culturale Lombroso 16, Casa Del Quartiere San Salvario, Centro piemontese di studi africani, Cinecafè Ambrosio, ass. Ameb, Associazione Sudanese di Torino, Fondazione Mamre, Collettivo afrofemminista Nwanyi, ass. Afromondo, Associazione Senegalesi Torino AST, Di tutti i colori, Giguiya, Y-IDEA, OH4EU, LabPerm, ass. Mosaico.

La seconda edizione volgerà sui temi dell’identità, dell’afro-arte e dell’empowerment.
L’identità è un argomento complesso, caratterizzato da mille sfaccettature che ne accentuano spesso la difficoltà di lettura, ma che al contempo la rendono fonte di stimolo, di conoscenza
reciproca, di approfondimento e discussione. Il modo in cui si intende affrontare l’identità dei corpi neri e delle sue nuove generazioni è intrinsecamente legato alla rievocazione, alla rilettura e
alla riscoperta delle sue radici coloniali e di come queste ne abbiano plasmato la narrativa per secoli. Cosa ha lasciato il colonialismo? Quali sono i suoi effetti sui corpi razzializzati e come
affrontare questo discorso in un modo che sia il più possibile protettivo nei confronti di chi, tutt’oggi, vede la sua identità utilizzata come criterio di esclusione?
L’identità si può esprimere in diversi modi e pensiamo che l’arte, l’arte africana, l’arte frutto della diaspora, del melting pot culturale debba essere uno dei temi principali di questa edizione. Dalla
cura del corpo a quella dei capelli, dalla scrittura alla poesia. L’obiettivo è di far conoscere, di sperimentare, scoprire e riscoprire includendo ed educando.
Altri temi fulcro dell’edizione saranno l’empowerment e le parole.
L’empowerment femminile, in particolare delle donne africane, è il perno centrale di un reale progresso del continente africano, della storia che le diaspore scrivono in Italia e Torino e di una
storia che venga narrata dai diretti interessati.

Le parole non sono quindi elemento sterile, ma strumento in grado di trasmettere significati, simboli e stereotipi ed è proprio da queste che diventa necessario partire per una riflessione che
sia profonda e accurata.
Il Black History Month sarà anche quest’anno occasione di approfondimento e dibattito. La costruzione di una città plurale passa attraverso la conoscenza reciproca e sono sicura che
quest’iniziativa sia un passo ulteriore nella giusta direzione. Affermare le identità e renderle risorsa a disposizione della comunità vuol dire arricchire e non creare steccati, afferma l’assessora al Coordinamento delle politiche per la multiculturalità e integrazione Gianna Pentenero.
“La città di Torino è orgogliosa di ospitare la seconda edizione di “Black History Month”, una rassegna che mette al centro temi di grande importanza come la trasmissione dell’identità africana
attraverso l’arte, un aspetto che mette in luce la capacità di una comunità di esprimere la propria storia e il legame che intercorre tra lo sviluppo umano e la tradizione. Il grande numero di
associazioni e di musei cittadini coinvolti nella rassegna ben sottolinea la portata delle tematiche trattate e ritengo sia il viatico migliore per diffondere una profonda riflessione sul valore della
multiculturalità”, dichiara l’assessora alla cultura Rosanna Purchia.
“Dopo la prima edizione del 2022, sono felice che si torni a celebrare la diversità delle culture afro-discendenti della nostra città. Come suggeriscono le parole chiave della rassegna, l’empowerment deve essere il cardine per immaginare un futuro inclusivo in cui l’antirazzismo è una pratica di cui si fa esperienza collettivamente. Sarà un'occasione preziosa per incontrare il mondo associativo, approfondire il tema delle discriminazioni razziali oggi e celebrare una ricchezza artistica e culturale”, commenta l’assessore alle Politiche sociali e Pari opportunità Jacopo Rosatelli.

Programma completo disponibile sul sito: www.blackhistorymonthtorino.it