Giovedì 22 giugno un grande concerto ad ingresso libero nel cortile all’ingresso del cimitero Monumentale ha aperto il calendario di eventi per la Festa di San Giovanni.
Dopo il successo del Requiem di Mozart dello scorso anno AFC (Società partecipata con socio unico il Comune) e la Città hanno deciso di replicare offrendo un suggestivo appuntamento musicale con l’orchestra Melos Filarmonica e la Corale dell’Accademia Stefano Tempia, 65 elementi tra orchestrali e coristi. Direttore Luigi Cociglio.
Ad aprire il concerto, dedicato al Santo Patrono della Città di Torino, il canto “Inno della natività di San Giovanni Battista†di Orlando Di Lasso, si prosegue con l’Hallelujah†dal Messiah di Georg Friedrich Handel, la 3° Suite per orchestra del genio di Johann Sebastian Bach e per concludere, in omaggio al sacro luogo, “In Paradisium†dal Requiem di Gabriel Faurè
Grazie alla generosa donazione dei collezionisti Giuseppe e Gabriella Ferrero, i Musei Reali inaugurano una nuova sezione permanente della Galleria Sabauda – Ceramiche Lenci, la collezione di Giuseppe e Gabriella Ferrero e la Torino del Novecento – dedicata alle ceramiche della manifattura torinese Lenci, con 132 opere che documentano l’attività di 17 artisti, tra cui Mario Sturani, Giovanni Grande, Gigi Chessa, Sandro Vacchetti, Giuseppe Porcheddu, Elena König Scavini.
Il nuovo allestimento, realizzato in collaborazione con la Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, è esposto in dialogo con una selezione di opere provenienti dalla raccolta di arte moderna della Galleria Sabauda, con lavori di pittori e scultori attivi a Torino tra le due guerre.
Sono interventuti alla presentazione della nuova collezione: Vittorio Sgarbi, Sottosegretario alla Cultura; Enrica Pagella, Direttrice Musei Reali; Rosanna Purchia, Assessora alla Cultura della Città di Torino; Giorgio Marsiaj, Presidente Consulta Valorizzazione Beni Artistici e Culturali di Torino; Giuseppe e Gabriella Ferrero, collezionisti; Annamaria Bava, Responsabile Collezioni Musei Reali; Valerio Terraroli, Storico dell’arte.
Maggiori informazioni nelle pagine dei Musei Reali
La GAM di Torino è felice di annunciare la mostra Michele Tocca. Repoussoir, progetto vincitore del PAC2021 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
La mostra, curata da Elena Volpato, nasce dalla volontà della GAM di Torino di acquisire un gruppo di opere di Michele Tocca (Subiaco, 1983), un pittore capace di porsi all’osservazione del mondo con l’immediatezza di una interiore first-timeness: con il candore di uno sguardo che sa vedere tutto come fosse la prima volta, eppure coltiva una profonda conoscenza dei meccanismi della visione, delle strutture di pensiero e delle eredità che l’arte ci tramanda. Questa sua capacità di essere interamente nell’istante presente, di sentire il motivo all’impronta e, al contempo, di vedersi vedere, di sorvegliare ogni sua decisione, di “dimenticare a memoria†nei propri atti le matrici pittoriche che appartengono ai secoli passati, ha portato a immaginare un’esposizione che potesse tenere insieme queste due tensioni fatte di schiettezza attuale e conoscenza della storia.
Pochi, meditati, studi pittorici di piccole dimensioni, realizzati direttamente sulla natura da artisti come Antonio Fontanesi, Massimo d’Azeglio e Giovanni Battista De Gubernatis, sono stati tratti dalla collezione di Ottocento della GAM e disposti in alto sulle pareti, come fossero degli appunti ideali, mentre le serie pittoriche di Michele Tocca scorrono sulla linea di visione. Anche una distinzione cromatica separa sulla parete la pittura del presente da quella ottocentesca, così come nella mente dell’artista, talvolta, una sfumatura più o meno intensa di colore, la prospettiva un poco più ravvicinata sull’oggetto o la sintesi più o meno spinta di una pennellata, separa il suo proprio fare dalla memoria viva di quanto i plenairists andavano scoprendo tra Sette e Ottocento, dando campo a vere rivoluzioni dello sguardo e all’emergere della consapevolezza storica del paesaggio.
Repoussoir è il titolo di un’opera in mostra di Michele Tocca, anch’essa parte dell’acquisizione che la GAM ha realizzato grazie al bando PAC2021. Il termine repoussoir appartiene alla storia della pittura di paesaggio. Indica un elemento posto in primo piano con lo scopo di costituire un ostacolo, una cornice, una quinta all’aperta visione. È un ostacolo che rilancia in profondità lo sguardo, ne determina la traiettoria verso il fulcro visivo del dipinto.
L’intera pittura di Tocca può essere letta attraverso il meccanismo visivo del repoussoir: tutto ciò che è apparentemente marginale, tutto quanto si distingue da ciò che ci aspettiamo di trovare al centro dell’attenzione, acquista nelle sue opere pieno rilievo e nuovo significato. La serie delle sue Giacche da pioggia del pittore, ad esempio, poste ad asciugare dopo una giornata di pittura all’aperto, rappresentano niente più che semplici accessori, eppure sono autoritratti, dipinti dagli elementi atmosferici, dalle gocce di pioggia, non meno che dalle inevitabili macchioline di colore ad olio cadute durante il lavoro. Hanno la forza degli autoritratti e lo sono, in egual misura, del pittore che li indossa e del paesaggio che li imbeve. Michele Tocca ritraendo di spalle la propria giacca da lavoro fa di se stesso un repoussoir, un dispositivo della visione pittorica, e della sua opera una riflessione sull’ “attualità †fisica e metaforica tra la pittura e i fenomeni.
Questa esposizione intende, ancora una volta, affermare la piena continuità tra la storia dell’arte e i suoi percorsi odierni, in un tramando di significati, pensieri e tecniche che solo musei come la GAM di Torino hanno la possibilità di raccontare, continuando a innestare sul solido tronco delle proprie collezioni il racconto del presente.
Fonte e maggiori informazioni sul sito della GAM



