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Ott 11


Dal 5 ottobre fino al 6 gennaio sarà possibile  visitare “Arte alle Corti”, la mostra-­percorso a cielo aperto  di installazioni e sculture d’arte contemporanea, che si snoda in 14 tra i palazzi più rappresentativi della città.

Il progetto espositivo intende far  conoscere la città attraverso i suoi luoghi più nascosti, quelle corti custodite all’interno di palazzi cittadini che raccontano secoli di storia torinese, creando un confronto inatteso e sorprendente con le architetture che le accolgono, in una mappatura dal Barocco al Novecento. Palazzi iconici, architetture imponenti e opere di artisti, in un dialogo creativo che vuole far scoprire Torino e sottolinearne la stretta relazione storica con l’arte contemporanea.

“Arte alle Corti promuove l’incontro tra il patrimonio storico-architettonico e i linguaggi dell’arte contemporanea, facendone uno strumento di vera e propria scoperta della città â€“ commenta l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia â€“  Grazie al lavoro degli artisti e alla collaborazione con le principali istituzioni pubbliche e private attive sul territorio, tra cui l’Accademia Albertina di Belle Arti e le gallerie d’arte, il progetto rende liberamente accessibili a tutti – cittadine, cittadini e turisti – luoghi magnifici e spesso poco conosciuti o frequentati, a partire dalla corte del nostro Palazzo di Città, che quest’anno aprirà le sue porte per diventare palcoscenico per l’arte. Un percorso che prende forma in molteplici itinerari capaci di collegare luoghi diversi, dalla corte di Palazzo Birago di Borgaro, sede aulica della Camera di Commercio, al Politecnico di Torino, da Villa della Regina al Museo Ferroviario Torino-Ciriè-Lanzo e Canavesana, per citare solo alcuni dei punti di una ricca mappa, ognuno dei quali con storie, caratteristiche e funzioni differenti. Un’identità specifica che si rivela e si arricchisce grazie al dialogo inatteso con sculture e installazioni concepite per generare sorpresa, meraviglia, ma anche riflessioni e nuova conoscenza”.

“Il progetto â€“ spiegano gli organizzatori – Ã¨ da vivere come una passeggiata, spostandosi a piedi lungo un ideale fil rouge che collega diversi punti del centro cittadino e oltre. È un modo per esplorare e impossessarsi di un territorio spesso sconosciuto, seppur quotidiano e familiare, reso scontato dall’abitudine e dall’incapacità di guardarsi realmente attorno approfondendo scenari straordinari e insospettati”.  

Tra i valori che lo ispirano, c’è proprio la cultura intesa come uno spazio della quotidianità dal libero accesso, dove le arti appaiono come strumento di crescita e di riflessione. L’arte come spazio comune e d’incontro e le corti – strutturalmente i luoghi di condivisione e passaggio delle architetture a cui appartengono – per l’occasione si trasformano in scrigni e palcoscenici per le installazioni, ma anche per altri linguaggi e realtà artistiche multidisciplinari. Piazze pubbliche che valorizzano e promuovono un patrimonio comunitario, proponendo anche un dibattito sull’arte in corso, tra contaminazioni e aperture. La multidisciplinarietà, quindi, si pone come una delle parole chiave del progetto, a partire dal confronto osmotico tra arte e architettura. Le installazioni sono realizzate in una eterogeneità assoluta di linguaggi, pratiche e tecniche artistiche così come il programma di eventi che mette in campo spettacoli (come il reading e book d’autore “I luoghi veri non lo sono mai”, tra poesia, voce, musica e disegno, realizzato appositamente e che andrà in scena in occasione dell’inaugurazione di domani 5 ottobre alle 21 a Palazzo Birago) dove ogni forma d’arte sarà protagonista.

“Un  progetto popolare e colto insieme â€“ sottolineano ancora gli organizzatori – che vuole sensibilizzare e sviluppare le arti, la loro presenza nella quotidianità come elemento non accessorio, la cultura come strumento di benessere, in un dialogo con lo spazio urbano che non solo sia espositivo e contemplativo ma vissuto dal vivo e interattivo.”

Il coinvolgimento e la partecipazione del pubblico, infatti, sono fondamentali e declinano il concetto di “pubblico” in tutte le sue accezioni: dagli amanti dell’arte al pubblico incontrato e cercato per strada, di tutte le età e provenienze. Per creare narrazioni e approfondimenti che coinvolgano e aprano la lettura dei vari aspetti del progetto, rendendolo un paesaggio dinamico e promotore di altri stimoli e suggestioni,  a corredo della manifestazione sarà organizzato un programma di visite e conferenze.

Maggiori informazioni nelle pagine di Arte alle Corti

Ott 11


Presentata questa mattina alla stampa e alla presenza dell’Assessora alla Cultura della Città di Torino, Rosanna Purchia, la mostra Picasso Rendez-vous a Torino

Disegni, litografie, incisioni, ceramiche, sculture, collage e fotografie, tutto in un unico imperdibile appuntamento nell’autunno torinese.
Organizzata da Radar Eventi Culturali, Extramuseum arte e scienza , PTK Piemonteticket e Patrocinata dalla Città di Torino, dalla Regione Piemonte e dalla Città Metropolitana.

La mostra è inserita nel calendario ufficiale delle celebrazioni a mezzo secolo dalla morte del grande artista. 

L’esposizione, curata da Jean Christophe Hubert, è accompagnata da un percorso fotografico curato da David Lawrence di Templar de Presse ed é ospitata presso i saloni settecenteschi di Palazzo Saluzzo Paesana, nel cuore della città di Torino.
Jean Christophe Hubert, curatore della mostra
“In qualità di curatore della mostra di Palazzo Saluzzo Paesana a Torino, sono particolarmente orgoglioso di far conoscere al pubblico una sfaccettatura importante dell’opera di Pablo Picasso: lo spirito creativo dell’artista espresso nelle arti grafiche. Spesso quasi ignorato, questo aspetto riassume tuttavia la sintesi perfetta dell’immensa eredità artistica lasciata dal maestro di Malaga nel 1973 «LA CREAZIONE È TUTTO»”.

La mostra, realizzata per Bruges dove è stata per la prima volta esposta, riunisce opere di 8 collezionisti belgi e francesi e comprende opere multiple, grafiche e disegni di Pablo Picasso e del suo entourage, tra cui Jean Cocteau, Dora Maar e Françoise Gillot.

Insieme al Museo d’Arte Pablo Picasso di Münster, questa è la seconda più grande collezione di arte grafica di Picasso esposta al mondo. 

Dopo Torino, la mostra andrà a Istanbul e poi a Parigi.

Picasso attribuisce valore ed importanza alle arti grafiche. Vero e proprio maestro della sperimentazione, appassionato sostenitore dell’innovazione e della libertà formale, esplora l’acquaforte, l’acquatinta, la litografia, la linoleografia, il monotipo. E, ogni volta, rinnova il genere, non soltanto con la mera applicazione della tecnica, ma anche  adattando la tecnica al proprio stile. Per viaggiare nel mondo delle arti grafiche, si circonda di esperti: Roger Lacourière per la calcografia, Fernand Mourlot per la litografia, Hidalgo Arnera per la linoleografia e, dal 1955, Jean Frélaut, nonché i fratelli Aldo e Piero Crommelynck che, nel 1963, aprono una tipografia a Mougins, non lontano da Notre-Dame-de-Vie. Riferendosi a questo aspetto essenziale della propria produzione artistica, Picasso dirà che: «la tecnica è importante, a condizione di averne talmente, da farla cessare completamente di esistere!».

Tra il 1899 e il 1973 Picasso realizza più di 2000 incisioni, utilizzando tecniche diverse. L’incisione gioca un ruolo essenziale nello sviluppo dell’arte pittorica di Picasso. Nelle incisioni si ritrovano tutti i temi a lui cari: il desiderio d’amore, la famiglia, il riferimento ai grandi maestri, il pittore e la modella nell’atelier, l’illustrazione di opere poetiche, i personaggi mitologici, i ritratti.
Per lui incidere è come tenere un diario intimo, nel quale seguire pensieri, evoluzioni e opinioni.

Picasso si dedica ad un numero consistente di forme artistiche ed è sempre aperto a nuove scoperte e a nuove collaborazioni che gli consentono di superare i propri limiti. Ed è così che nascono non solo nuove tecniche e nuovi stili, ma anche nuove forme d’arte.  

Picasso ama i libri, la scrittura, la poesia, la grafica e l’utilizzo creativo e sagace delle parole. Ama quindi incontrare scrittori e autori e a far tesoro di ciò che da loro apprende. Le sue scelte sono determinate dalle pulsioni, dalle passioni, dalle amicizie o dalle commesse.  Per tutta la vita Picasso lavorerà ad un gran numero di opere illustrate, un’attività che – stranamente – è poco nota al grande pubblico. 

Da artista divoratore di vita, Pablo Picasso ha esplorato correnti e tecniche artistiche diverse, grazie ai numerosi contatti con il mondo dell’arte. É stato soprattutto un creatore che – forse più di ogni altro artista – ha influenzato l’arte in vita e dopo la morte. È questa esplosione creativa che rimarrà impressa nella mente del visitatore all’uscita da Palazzo Saluzzo Paesana di Torino e che Picasso riassume con queste parole nel 1935: «La cosa più importante è creare. Null’altro conta; la creazione è tutto». 

Per maggiori informazioni www.rendezvous-torino.it