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Set 11


L’11 settembre 2025, nella sede della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, si è svolta la cerimonia di conferimento del Premio StellaRe 2025 a Caterina Caselli. Alla serata hanno preso parte il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo e l’Assessora alla Cultura Rosanna Purchia. Il riconoscimento è stato consegnato dalla “padrona di casa” Patrizia Sandretto Re Rebaudengo.

La Fondazione ha scelto di premiare Caterina Caselli per il suo indiscusso talento artistico e per la capacità di trasformare visione e creatività in progetti culturali e imprenditoriali di grande valore. Dopo il successo come cantante negli anni ’60, con brani rimasti nella storia come Nessuno mi può giudicare, Perdono e Insieme a te non ci sto più, Caselli ha lasciato le scene per dedicarsi alla produzione discografica. Con la Sugar Music ha portato alla ribalta artisti che hanno segnato la musica italiana contemporanea, da Andrea Bocelli a Elisa, dai Negramaro a Malika Ayane, sostenendo anche le nuove generazioni con nomi come Madame e Sangiovanni.

Istituito nel 2006, il Premio StellaRe viene assegnato a donne che hanno tracciato nuovi percorsi nei diversi campi del sapere. Tra le vincitrici delle passate edizioni figurano personalitĂ  come Franca Sozzani, Fabiola Gianotti, Lidia Bastianich, Cherie Blair e Maria Manetti Shrem. Il premio consiste in un anello-scultura disegnato da Maurizio Cattelan, simbolo di appartenenza al Circolo StellaRe, comunitĂ  internazionale di donne che hanno inciso profondamente sulla cultura contemporanea.

Con questo riconoscimento, Caterina Caselli viene celebrata non solo come interprete di grandi successi, ma anche come pioniera e guida illuminata dell’industria musicale italiana, capace di unire sensibilità artistica, visione imprenditoriale e impegno culturale.

Set 11


È stata presentata oggi nella Sala Colonne di Palazzo Civico la ventottesima edizione di Luci d’Artista, il progetto che dal 1998 illumina Torino trasformandola in un museo a cielo aperto. All’incontro hanno preso parte il sindaco Stefano Lo Russo, il curatore della rassegna Antonio Grulli, insieme a Massimo Broccio, presidente della Fondazione Torino Musei, e all’Assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia.

La città si prepara così ad accendere nuovamente le sue luci: l’inaugurazione ufficiale è fissata per venerdì 24 ottobre alle ore 18:30, con le installazioni visibili fino all’11 gennaio 2026.

Le novità dell’edizione 2025-2026

Il programma di quest’anno si annuncia particolarmente ricco, con quattro nuove opere luminose che entreranno a far parte della collezione. Tra queste spicca l’arrivo a Torino di un nome di rilievo internazionale: Tracey Emin, che grazie alla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT porta in città una sua opera al neon.

Sempre in collaborazione con la Fondazione CRT e le OGR Torino, la rassegna ospiterĂ  un progetto speciale firmato da Soundwalk Collective con Patti Smith e Philip Glass.

Alla collezione si aggiungerà inoltre una luce ideata da Riccardo Previdi, donata in occasione delle Nitto ATP Finals, e un’opera al neon dell’artista lituano Gintaras Didžiapetris, grazie al contributo del Lithuanian Culture Institute.

Un percorso in evoluzione

Come hanno sottolineato il sindaco Lo Russo e il curatore Grulli, Luci d’Artista non è più soltanto un appuntamento legato ai mesi invernali: si sta affermando come un vero progetto culturale permanente, capace di dialogare con le istituzioni cittadine e internazionali.

Tra le novità di quest’anno figura DUET, la sezione dedicata alle collaborazioni internazionali, e un ampliamento di Costellazione, che esce dai confini torinesi per intrecciarsi con istituzioni come la Triennale Milano e il MAC di Lione. Confermato anche il percorso dell’Accademia della Luce, che svilupperà attività educative durante l’intero arco dell’anno.

Verso la trentesima edizione

In continuità con gli scorsi anni, particolare attenzione sarà riservata al restauro delle opere storiche e all’efficientamento tecnologico delle installazioni, in collaborazione con il Gruppo Iren e con le istituzioni cittadine che sostengono il progetto.

Guardando al futuro, l’appuntamento del 2025 rappresenta un passo importante verso la trentesima edizione, che si preannuncia come una tappa di rilievo nella storia di Luci d’Artista e della città.

Torino si prepara dunque ad accendere le sue luci: il conto alla rovescia è iniziato.

www.lucidartistatorino.org

Set 11


Dal 12 settembre 2025 all’11 gennaio 2026, le sale di Palazzo Falletti di Barolo a Torino ospitano la mostra Bruno Barbey. Gli Italiani, un viaggio fotografico nell’Italia del dopoguerra visto attraverso l’obiettivo di uno dei grandi maestri della fotografia del Novecento.

L’esposizione, curata da Caroline Thiénot-Barbey e prodotta da Ares in collaborazione con Magnum Photos e l’Archivio Bruno Barbey, raccoglie circa cento scatti in bianco e nero realizzati dal fotografo franco-marocchino tra il 1962 e il 1966.

Un progetto nato dal cinema

La genesi del lavoro risale ai primi anni Sessanta, quando Barbey, allora giovanissimo studente a Parigi, rimane folgorato dal cinema italiano di Pasolini, Rossellini, Visconti e Antonioni. Da quella passione nasce l’idea di un “saggio fotografico” sull’Italia, sviluppato durante i suoi viaggi in auto attraverso la Penisola.

Nei suoi scatti rivive un Paese diviso tra il dinamismo del Nord e le difficoltà del Sud, segnato ancora dalle ferite della guerra ma già proiettato verso la modernità. Dai vicoli di Napoli alle piazze di Roma, da Palermo a Milano, Barbey ritrae cerimonie religiose, feste popolari, operai, contadini, borghesi e nuovi ricchi. Una vera e propria “commedia umana” che ricorda le atmosfere del cinema neorealista.

Dalla Magnum a oggi

Il portfolio italiano convinse nel 1964 Magnum Photos a invitare Barbey a collaborare con l’agenzia, segnando l’inizio di una carriera straordinaria. Tuttavia, il progetto editoriale dedicato all’Italia vide la luce soltanto nel 2002 e, postumo, nel 2022 con la pubblicazione del volume Gli Italiani da parte di Contrasto, che accompagna anche questa mostra torinese.

Un racconto universale

La selezione proposta a Palazzo Barolo non è solo memoria storica, ma anche riflessione sul carattere degli italiani: orgogliosi e umili, legati alle tradizioni e attratti dal progresso. Come scrive lo scrittore Giosuè Calaciura, Barbey non si limita a fotografare, ma “radiografa” un’antropologia profonda e complessa, cogliendo ciò che resiste al tempo.

Il percorso espositivo è arricchito da un video di 10 minuti realizzato da Caroline Thiénot-Barbey, che racconta la genesi del progetto, accompagnato da citazioni di protagonisti della cultura e dello spettacolo dell’epoca.

L’artista

Nato in Marocco nel 1941, Bruno Barbey è stato membro di Magnum Photos dal 1964 e, dal 2016, dell’Accademia di Belle Arti francese. Ha lavorato in tutto il mondo, raccontando guerre e rivoluzioni ma anche momenti di vita quotidiana. Autore di oltre 30 libri, ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali. È scomparso nel 2020 a Orbais-l’Abbaye, lasciando un archivio che continua a raccontare l’umanità con intensità e poesia.

Bruno Barbey. Gli Italiani

Torino, Palazzo Falletti di Barolo (via delle Orfane 7)

12 settembre 2025 – 11 gennaio 2026

Maggiori informazioni su www.arestorino.it