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Lug 15


Torino ha reso omaggio questa mattina a don Aldo Rabino con l’intitolazione della strada d’accesso al centro sportivo Robaldo, all’altezza del civico 290 di strada Castello di Mirafiori. La cerimonia si è svolta alle 10, in una data particolarmente significativa, quella in cui lo storico cappellano del Torino avrebbe compiuto 87 anni.

L’iniziativa rappresenta il riconoscimento della città nei confronti di una figura che ha lasciato un segno profondo non solo nel mondo granata, ma anche nella vita sociale e solidale del territorio. Sacerdote salesiano dal 1968 e cappellano del Torino Football Club dal 1971, don Aldo Rabino è stato per decenni un punto di riferimento per generazioni di calciatori, tifosi e cittadini, distinguendosi per il suo impegno educativo e per l’attenzione rivolta ai più fragili.

Accanto alla sua storica vicinanza al Torino, don Aldo ha dedicato gran parte della propria vita ai giovani e agli ultimi. Dopo l’esperienza missionaria in Bolivia, fondò l’O.A.S.I. (Ora Amici Sempre Insieme), associazione nata per sostenere le popolazioni più povere dell’America Latina, portando avanti un’intensa attività di solidarietà che ha accompagnato il suo ministero fino alla scomparsa, avvenuta nel 2015.

Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, l’assessore comunale Domenico Carretta, la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, il presidente della Circoscrizione 2 Luca Rolandi, i nipoti Aldo Frola e Luca Rabino, il consigliere di amministrazione del Torino Football Club Paolo Bellino, il presidente della Fondazione Oasi Sebastiano Gamba, insieme a numerosi amici, tifosi e cittadini.

L’intitolazione della via si aggiunge agli altri riconoscimenti che la città ha dedicato a don Aldo Rabino, già insignito della cittadinanza onoraria nel 2015. La nuova strada che conduce al centro sportivo del settore giovanile del Torino lega idealmente il suo nome a un luogo dedicato alla crescita delle nuove generazioni, riassumendo il percorso umano e pastorale di un sacerdote che ha saputo coniugare la passione per il calcio con un costante impegno al servizio della comunità.

Lug 15


Si è svolta questa mattina al Parco della Tesoriera la festa conclusiva di Estate Ragazzi 2026, che ha riunito bambine e bambini provenienti dai centri estivi cittadini insieme agli educatori e agli enti coinvolti nel progetto. All’iniziativa ha partecipato anche l’assessora alle Politiche educative Carlotta Salerno.

L’edizione 2026 ha coinvolto 49 centri estivi, gestiti da 20 enti, con 4.403 iscritti, di cui 495 minori con disabilità e 2.506 beneficiari di agevolazioni ISEE. Complessivamente sono state assegnate 18.168 settimane di frequenza, confermando il ruolo del servizio come punto di riferimento per le famiglie torinesi durante la pausa scolastica.

Realizzato dalla Città di Torino attraverso ITER, in collaborazione con le istituzioni scolastiche, la Fondazione Compagnia di San Paolo e la Fondazione Ufficio Pio, il progetto ha proposto attività educative, sportive, artistiche, linguistiche e scientifiche, con particolare attenzione all’inclusione. In 47 centri su 49 è stato infatti attivato uno Spazio Inclusione dedicato a favorire la partecipazione di tutte le bambine e di tutti i bambini.

Tra le novità dell’edizione 2026 anche il potenziamento dell’offerta sportiva nelle piscine comunali, la prosecuzione della collaborazione con AIESEC, che ha coinvolto 50 volontari internazionali, e le attività realizzate con Federgolf.

La festa della Tesoriera ha segnato simbolicamente la conclusione delle principali attività estive, mentre i centri di Estate Ragazzi 2026 proseguiranno le loro iniziative fino al 31 luglio.