Si è conclusa l’edizione 2026 di Terra Madre Salone del Gusto, che per quattro giorni ha trasformato il centro di Torino in un grande laboratorio internazionale dedicato al cibo, alla biodiversità e alla sostenibilità. La manifestazione ha riunito oltre 1.500 delegati provenienti da 120 Paesi, più di 400 buyer e operatori del settore, centinaia di volontari e migliaia di visitatori arrivati da tutto il mondo per confrontarsi sui temi del cibo buono, pulito e giusto.
L’edizione intitolata “Biodiversity – Be Diversity” ha posto al centro il valore della biodiversità come risorsa fondamentale per il futuro delle comunità e del pianeta. Un messaggio rilanciato anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia inaugurale al Teatro Regio, che ha richiamato la necessità di una grande alleanza tra popoli, produttori e consumatori per la tutela della terra e della pace.
Tra i temi che hanno caratterizzato la manifestazione anche il dialogo internazionale e la cooperazione tra territori. Nell’ambito degli Stati Generali della Cooperazione Internazionale degli Enti Territoriali, ospitati al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, si è svolto l’incontro “Akli Baladi: il cibo come ponte tra culture alimentari del Mediterraneo”, dedicato al progetto che coinvolge la Città di Torino e i territori palestinesi. Al confronto hanno partecipato il sindaco Stefano Lo Russo, il sindaco di Betlemme Hanna Hanania, il sindaco di Beit Jala Vladimair Kharaoufeh e il sindaco di Gerico Salem Ali Salem Ghrouf. Al centro del dialogo il ruolo del cibo come strumento di cooperazione, tutela delle identità locali e sostegno alle economie dei territori attraverso le filiere dell’olio d’oliva, dei datteri e del miele.
Sempre nell’ambito del progetto Akli Baladi, uno showcooking dedicato alla tradizione gastronomica palestinese ha raccontato al pubblico il valore culturale e identitario di prodotti simbolo come l’olio, il miele e i datteri. Protagonista dell’incontro la food writer palestinese Fidaa Abuhamdiya, affiancata dall’apicoltrice Haneen Njoom, con i saluti dell’assessore Paolo Chiavarino.
Il 26 settembre si è svolto anche l’incontro “Territori in rete contro povertà, spreco e disuguaglianze”, dedicato al ruolo delle politiche alimentari locali nel garantire il diritto al cibo alle persone più fragili. Tra i relatori l’assessore alle Politiche sociali della Città di Torino Jacopo Rosatelli, che ha presentato l’esperienza della Rete Torino Solidale come esempio di collaborazione tra istituzioni, terzo settore e reti civiche per contrastare le povertà alimentari e rafforzare l’inclusione sociale.
Un altro appuntamento significativo si è svolto il 25 settembre nella Sala Codici del Museo del Risorgimento, dove per la prima volta cento cuoche e cuochi delle mense scolastiche comunali si sono riuniti per riflettere sul ruolo educativo della ristorazione scolastica. L’incontro, promosso dalla Città di Torino insieme all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e a Slow Food, ha posto l’attenzione sul valore del pasto scolastico come strumento di educazione alimentare, sostenibilità e inclusione. Nel corso della giornata sono state presentate le iniziative “Mense Aperte”, “Cuochi in Rete” e “Dietro ogni piatto”, pensate per valorizzare il lavoro quotidiano di chi contribuisce alla crescita alimentare delle nuove generazioni.
Tra stand, degustazioni, conferenze e incontri, Terra Madre ha confermato ancora una volta il suo ruolo di grande spazio di dialogo tra culture, comunità e territori. Per alcuni giorni Torino è diventata il punto di incontro di storie, lingue, tradizioni e sapori provenienti da ogni parte del mondo, nel segno dell’eredità lasciata da Carlo Petrini e della convinzione che il cibo possa essere un motore di pace, cooperazione e cambiamento.

