preload
Set 03


Nel trentesimo anniversario della sua scomparsa, anche Torino, città da tempo impegnata a promuovere e incentivare la cultura della legalità, ha voluto rendere omaggio al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso a Palermo in un agguato mafioso insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo.

Nella Sala Rossa si è svolta la commemorazione del generale dalla Chiesa. L’iniziativa scaturisce da una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Torino lo scorso 7 maggio, con cui è stato deliberato l’impegno della Città a mantenere viva nella memoria la figura del Generale Dalla Chiesa e a onorarne il profilo con iniziative di carattere nazionale. In mattinata il sindaco Fassino e il presidente del Consiglio comunale Ferraris, insieme al sottosegretario alla Difesa Filippo Milone, hanno deposto una corona al monumento dei Carabinieri.

Il sindaco ha ricordato come la convivenza civile sia una dimensione non solo ideale ma da conquistare giorno dopo giorno, rivolgendo un ringraziamento alle donne ed a gli uomini delle istituzioni che quotidianamente garantiscono a tutti libertà e democrazia e soffermandosi sull’importanza del ricordare sia per rendere onore che per trasmettere memoria senza lasciare che i fatti cadano nell’oblio.
“Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa va ricordato perchĂ© protagonista essenziale della lotta alla mafia – ha sottolineato Fassino – che ha contribuito con la sua intelligenza investigativa, la sua determinazione e il suo sacrificio a far sì che dal 1982 a oggi l’organizzazione criminale sia diventata meno forte e piĂą vulnerabile”.
Il sindaco ha poi ricordato gli anni torinesi del generale, anni bui e difficili, anni di piombo: Dalla Chiesa riuscì con le sue capacità e le sue innovazioni investigative, come il nucleo speciale antiterrorismo, a portare in carcere capi storici come Curcio e Franceschini e personaggi come Patrizio Peci che contribuirono poi alla rottura del muro di omertà che rendeva il terrorismo impenetrabile.
“Ricordare Dalla Chiesa e assumere l’impegno di contrastare il terrorismo e le mafie è compito non solo delle forze dell’ordine e delle istituzioni – ha concluso Fassino – ma dell’intera societĂ , che deve combattere per la convivenza civile difendendo i valori di legalitĂ  e giustizia e manifestando la sua solidarietĂ  verso gli uomini dello stato che lo fanno quotidianamente”.
“I 30 anni che ci separano dalla morte del generale Dalla Chiesa – ha ricordato il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, non ci devono far dimenticare quegli eventi ma anzi devono essere come un monito per tutti per rafforzare quei valori di giustizia, di democrazia e libertà per i quali Dalla Chiesa si era battuto nel corso della sua vita. E’ di grande importanza che le nuove e future generazioni facciano proprio il suo insegnamento di onestà e rispetto delle regole quali valori imprescindibili per ogni paese democratico. Ricordiamo soprattutto un grandissimo italiano, che amava il suo paese. La sua italianità lo ha spinto a fare della lotta alla criminalità la sua missione di vita: da piemontese ha dimostrato senso dello stato di cui è stato fedele servitore”.
“Torino è stata la sede dalla quale gran parte dell’impegno contro il terrorismo è stato gestito da mio padre – ha sottolineato Nando Dalla Chiesa. E’stato un bell’atto che la Città di Torino lo abbia voluto ricordare in questo modo. Perché una parte faticosa e vittoriosa della sua vita nel dedicarsi allo Stato è passata da qui, da Torino”.
All’incontro in Municipio erano anche presenti il sottosegretario di Stato alla Difesa, Filippo Milone, il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Michele Vietti, il presidente del Consiglio Regionale del Piemonte, Valerio Cattaneo, il sancelliere arcivescovile, Mons. Giacomo Maria Martinacci, il prefetto di Torino, Alberto Di Pace, il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, il capo della Polizia di Stato, Antonio Manganelli, il comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, gen. Leonardo Gallitelli, il procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Torino, Gian Carlo Caselli, il comandante della Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta, gen. Pasquale La Vacca, il presidente del Consiglio comunale, Giovanni Maria Ferraris.

Taggato con:
Giu 29


Si è tenuto nella Sala del Consiglio Comunale l’incontro con il Sindaco Maino Benatti ed una delegazione della Giunta di Mirandola, promosso dal Sindaco Fassino e dal Presedente del Consiglio Comunale dopo l’adozione da parte della Città di Torino della città emiliana colpita dal terremoto: in sala erano presenti assessori, consiglieri comunali, presidenti di Circoscrizione e rappresentanti di istituzioni culturali, associazioni, categorie e forze sociali.

Dopo il saluto introduttivo del Presidente del Consiglio Ferraris il Sindaco Benatti ha esposto la situazione della sua città, che ha definito “come bombardata” per i danni subiti a causa del sisma (3 mila sfollati circa su 25 mila abitanti ed il centro storico completamente distrutto), ricordando però la coesione sociale che la caratterizza facendone una comunità che è stata in grado di non ripiegarsi su sé stessa ma di reagire al dramma del terremoto. Dopo la fase dell’emergenza ora gli obiettivi sono la riapertura delle scuole a settembre, la possibilità di fornire una casa a tutti entro l’inverno e la riapertura delle aziende colpite: Mirandola ha un rilevante tessuto di piccole e medie imprese ed è un importantissimo centro internazionale per le strumentazioni e le tecnologie biomedicali.

L’Assessore Tedesco, che per la Giunta coordina interventi, progetti ed iniziative ha poi elencato quanto è stato fatto e si farà per fornire sostegno alla città emiliana ed avviare il suo ritorno alla normalità: un conto corrente il cui utilizzo sarà rendicontato pubblicamente, il concerto di solidarietà di stasera al Teatro Regio, la disponibilità a far convergere fondi su Mirandola da parte di sindacati ed associazioni di categoria, un’asta benefica fatta dalla Juventus e la decisione del Torino di devolvere un euro per ogni biglietto delle partite di Tim Cup, la disponibilità a gemellarsi con strutture analoghe da parte di società polisportive torinesi, la collaborazione del conservatorio Giuseppe Verdi con la scuola di musica di Mirandola, l’impegno de La Stampa attraverso la raccolta fondi su Specchio dei Tempi, la disponibilità dell’Urban Center a fornire aiuti e consulenze per la ricostruzione, l’avvio di scambi scolastici (40 ragazzi di Mirandola a Pra Catinat) e la realizzazione di iniziative reciproche di carattere culturale.

In chiusura il Sindaco Fassino ha richiamato i diffusi sentimenti di vicinanza alle città ed alla regione colpite ed ha ricordato come in ogni evento o catastrofe naturale l’impegno solidale degli italiani sia stato alto, e che lo è e lo sarà anche per le zone coinvolte dal sisma di maggio. Nel ricordare le tradizioni torinesi di solidarietà e fraternità ha poi fatto appello a tutti i presenti in sala ed ai rappresentanti di istituzioni ed associazioni perché siano messi in campo da tutti e nel tempo idee, progetti e risorse.

La collaborazione tra Torino e Mirandola è destinata a durare nel tempo e non si fermerà alle iniziative finora assunte o in programma, e questo creerà a giudizio di entrambi i sindaci legami duraturi di carattere istituzionale, operativo e personale che si svilupperanno lavorando insieme.

In serata al Teatro Regio di Torino si è tenuto un concerto straordinario il cui ricavato è destinato alla cittĂ  di Mirandola, uno dei luoghi maggiormente colpiti dal terremoto dell’Emilia Romagna. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del gemellaggio istituito tra la CittĂ  di Torino e il Comune di Mirandola, in accordo con l’Anci – Associazione Nazionale Comuni Italiani – e il Presidente della Regione Emilia Romagna.
Tutti gli artisti coinvolti hanno subito accolto l’invito a favorire questa occasione per un aiuto concreto, decidendo di prestare la loro opera gratuitamente. Renato Palumbo ha diretto l’Orchestra e il Coro del Regio in un programma che non poteva non essere all’insegna dell’emilianissimo Giuseppe Verdi, con alcuni dei suoi piĂą celebri brani d’opera.

Taggato con:
Giu 23


Fuoco e acqua quest’anno in piazza Castello. Nubi dense e nere incombevano sul tradizionale rito dell’accensione del farò, ma il temporale non ha fermato la festa e il Sindaco insieme all’Assessore Stefano Gallo e Gianduja ha dato fuoco alla catasta.
Quest’anno il Toro è caduto verso Porta Nuova, dalla parte giusta. Attendiamo quindi un anno fortunato!

Nelle immagini del fotoblog le immagini del Corteo Storico che partito da piazza Carlo Felice si è snodato lungo le vie del centro e i momenti ufficiali svolti a Palazzo Civico dove il Sindaco ha riceve i Pani della CaritĂ  e la tesi vincitrice del “Premio Tesi di Laurea di Torino” .

Taggato con: