Feb 24

Torino ha ospitato la prima tappa del viaggio della Fiamma Paralimpica in vista dei Giochi di Milano Cortina 2026 in programma dal 6 al 15 marzo 2026. La Fiamma, giunta dalla storica sede di Stoke Mandeville, ha segnato simbolicamente l’avvio del percorso che accompagna l’Italia verso l’appuntamento paralimpico.
In piazza Castello si è svolto il Flame Festival, momento celebrativo dedicato ai valori di inclusione e partecipazione del movimento paralimpico. I tedofori, in gran parte atleti e protagonisti dello sport paralimpico di ieri e di oggi, sono partiti da piazza San Giovanni, hanno attraversato piazzetta Reale e, dopo il passaggio davanti alla Prefettura, hanno compiuto un giro attorno a Palazzo Madama. Qui è stato acceso il braciere che ha aperto ufficialmente il conto alla rovescia verso le Paralimpiadi. L’ultima tedofora ad accendere il braciere in piazza Castello è stata Carlotta Gilli, classe 2001, una delle stelle del nuoto paralimpico italiano. Ai Giochi di Tokyo 2020 ha conquistato cinque medaglie, tra cui due ori, due argenti e un bronzo, affermandosi come una delle atlete più brillanti della spedizione azzurra. Nel suo palmarès figurano anche numerosi titoli mondiali ed europei che ne hanno consolidato il ruolo di riferimento internazionale nella sua categoria.
La cerimonia ha valorizzato il territorio e il ricordo del ventennale dei Giochi delle Paralimpiadi di Torino 2006, evento che ha rappresentato un passaggio decisivo per la crescita dello sport paralimpico in Italia. Tra le presenze istituzionali l’assessore allo Sport Domenico Carretta, la presidente del comitato organizzatore di Torino 2006 Tiziana Nasi e la presidente del Comitato Italiano Paralimpico Piemonte Silvia Bruno, insieme a rappresentanti del mondo sportivo e ad atleti protagonisti dei Giochi del 2006.
Feb 22

Una finale intensa e combattuta ha degnamente chiuso la Frecciarossa Final Eight. La Bertram Derthona Tortona ha accarezzato a lungo il sogno della prima Coppa Italia della sua storia, ma nel finale ha dovuto arrendersi alla maggiore solidità della EA7 Emporio Armani Milano, che si è imposta 85-77.
Dopo due finali consecutive perse, l’Olimpia torna così a sollevare il trofeo conquistando la nona Coppa Italia della sua storia, un record. Milano parte alla grande e chiude il primo quarto avanti di 15 punti (33-18), grazie ad un’attenta difesa e ad una buona percentuale al tiro. Nel secondo periodo cambia l’inerzia della gara: Tortona reagisce con personalità e riduce progressivamente il divario, arrivando all’intervallo sul 47-45. L’avvio del terzo quarto è caratterizzato da ritmi più bassi e difese attente. Dopo due minuti, la tripla di Gorham vale il sorpasso piemontese (47-48), con Tortona che chiude la frazione in vantaggio 62-59. L’ultimo quarto si apre all’insegna dell’equilibrio, spezzato dalle triple decisive di Armoni Brooks, protagonista assoluto del finale ed eletto MVP del torneo al termine del match.
Per Tortona si tratta della seconda finale di Coppa Italia persa: anche nel 2022 fu Milano ad avere la meglio. La formazione piemontese esce comunque a testa alta da un torneo disputato su ottimi livelli, sostenuta dal caloroso supporto dei propri tifosi accorsi numerosi a Torino
Si chiude così la quarta edizione torinese delle Final Eight. Per celebrare la 50ª edizione della competizione e i suoi vincitori, in serata la Mole Antonelliana sarà illuminata con il logo della manifestazione.
Feb 22

Questa mattina, in piazza Castello, davanti alla Real Chiesa di San Lorenzo, si è svolta la cerimonia in memoria dei dispersi e dei reduci della Campagna di Russia (1941-1943).
L’iniziativa, promossa dalla Città di Torino insieme all’UNIRR (Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia) e alle Forze Armate, ha visto la partecipazione dell’assessore alla Sicurezza e alla Legalità Marco Porcedda. Nel corso della commemorazione è stato ricordato il sacrificio dei militari italiani durante la drammatica ritirata dal Don e la battaglia di Nikolajewka del gennaio 1943. La cerimonia è culminata con la deposizione di una corona d’alloro al monumento dedicato ai dispersi sul fronte russo e con una funzione religiosa nella chiesa di San Lorenzo.
La campagna italiana sul fronte orientale si concluse con un bilancio pesantissimo: circa 90mila tra caduti e dispersi sui 220mila uomini dell’Armata italiana in Russia (ARMIR). Inviati al fronte con equipaggiamenti inadeguati alle rigide temperature e con armamenti insufficienti, i reparti italiani — tra cui due divisioni alpine piemontesi — furono costretti a una ritirata estenuante nei territori dell’attuale Ucraina, lasciando sul campo oltre 86mila morti e migliaia di prigionieri catturati dall’Armata Rossa.
La tragedia dell’ARMIR è rimasta impressa anche nella memoria culturale del Paese grazie a opere come Il sergente nella neve di Mario Rigoni Stern, Centomila gavette di ghiaccio di Giulio Bedeschi e al film Italiani brava gente di Giuseppe De Santis, che hanno contribuito a tramandare il ricordo di quella drammatica pagina di storia.