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Feb 26


Dal 20 febbraio 2026 al 14 febbraio 2027 Palazzo Falletti di Barolo a Torino ospita la mostra dedicata al genio di Leonardo da Vinci. L’esposizione propone oltre cinquanta modelli funzionanti tratti dai Codici vinciani e offre un percorso immersivo nell’officina creativa del Rinascimento.

Il progetto riunisce macchine dedicate al volo, alla guerra, all’ingegneria civile, all’idraulica, alla meccanica e all’anatomia. Si tratta di ricostruzioni realizzate con materiali compatibili con l’epoca come legno, ottone, ferro e cotone, sviluppate con precisione tecnica attraverso strumenti digitali per garantire proporzioni e meccanismi fedeli ai disegni originali.

Una parte delle installazioni è interattiva e permette al pubblico di azionare direttamente i dispositivi meccanici. L’obiettivo è trasformare la visita in un’esperienza concreta e didattica, particolarmente rivolta a scuole e famiglie.

Tra i modelli esposti compaiono la vite aerea antesignana dell’elicottero, il paracadute, il carro armato, il ponte girevole, la sega idraulica, il battello a pale e studi sul palombaro. Progetti che nei secoli successivi hanno trovato applicazione reale e che testimoniano la visione anticipatrice dell’artista e inventore.

La mostra ha già toccato importanti sedi internazionali tra Europa, Stati Uniti, Asia e Oceania prima di approdare nel capoluogo piemontese. A Torino il percorso si sviluppa nelle sale storiche del palazzo, con pannelli didattici, video di approfondimento e contenuti digitali accessibili tramite QR code.

Il progetto è curato da Paolo Tarchiani con la collaborazione scientifica di Sara Taglialagamba e si inserisce in un percorso espositivo che dagli anni Novanta porta nel mondo le ricostruzioni delle macchine leonardesche. Un’occasione per riscoprire il volto più tecnico e sperimentale di uno dei protagonisti assoluti della storia dell’umanità.

Maggiori informazioni su www.lamostradileonardo.com

Feb 25


Dal 26 febbraio al 7 settembre 2026 Palazzo Madama ospita la mostra MonumenTO Torino Capitale. La forma della memoria, un progetto espositivo che indaga il ruolo della statuaria pubblica nella costruzione dell’identità collettiva italiana, con un focus specifico sulla città di Torino.

L’esposizione nasce dalla campagna fotografica realizzata da Giorgio Boschetti, che attraverso suggestive immagini notturne restituisce nuova centralità ai monumenti torinesi, trasformando la città in un ideale Teatro della Memoria. A questo lavoro si affianca la grande mappa a china su carta di Alessandro Capra, una veduta ibrida che dal cuore storico di piazza Castello si estende fino al Monviso, collocando e numerando i 79 monumenti pubblici cittadini.

La mostra analizza un secolo di statuaria commemorativa a Torino, dal 1838 con il Monumento equestre a Emanuele Filiberto di Carlo Marochetti fino agli anni Trenta del Novecento. Attraverso oltre cinquanta gruppi scultorei emerge il volto simbolico della città: la capitale sabauda dei principi e dei condottieri, la città dei santi sociali come Giuseppe Cafasso e Giuseppe Benedetto Cottolengo, la protagonista del Risorgimento con figure come Massimo d’Azeglio, Garibaldi e Cavour, e la Torino laica e positivista che celebra scienza, impegno civile e imprenditoria.

Il percorso riunisce circa cento opere tra modelli in gesso, bronzetti, disegni progettuali, periodici, fotografie e manifesti. Accanto a Marochetti e Pelagio Palagi, emergono protagonisti come Vincenzo Vela, che rinnovò la scultura monumentale in senso verista, e, tra Otto e Novecento, Davide Calandra, Pietro Canonica, Edoardo Rubino, Arturo Martini ed Eugenio Baroni.

Un nucleo significativo di opere proviene dalla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, con prestiti da importanti istituzioni italiane tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, i Musei Civici di Bologna e le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo a Vicenza. Grazie al contributo di Intesa Sanpaolo e della Cassa di Risparmio di Cuneo sono stati restaurati importanti bozzetti in gesso, tra cui quelli di Edoardo Rubino per il Monumento al Carabiniere Reale.

Allestita nella Sala del Senato di Palazzo Madama, già sede del primo Senato d’Italia, la mostra sottolinea il ruolo unico di Torino nello sviluppo della scultura monumentale legata alla storia patria. Prima capitale sabauda e poi del Regno d’Italia, la città fece della statuaria uno strumento culturale e politico capace di incidere sull’urbanistica, sul decoro pubblico e sulla costruzione di un Pantheon civile condiviso.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, curato da Giovanni Carlo Federico Villa e Renzo Villa, con le fotografie di Giorgio Boschetti e i disegni di Alessandro Capra.

MonumenTO Torino Capitale. La forma della memoria
A cura di Giovanni Carlo Federico Villa e Cristina Maritano

Dal 26 febbraio al 7 settembre 2026
Palazzo Madama, Sala del Senato
Piazza Castello, Torino

Feb 25


Un nuovo modello di abitare solidale prende forma nel quartiere San Donato a Torino. È stato inaugurato il nuovo spazio di cohousing sociale di via Vagnone che mette a disposizione 32 alloggi e una rete di servizi integrati per rispondere in modo concreto alle esigenze abitative e alle nuove forme di vulnerabilità, puntando su coabitazione, mixité sociale e innovazione tecnologica.

L’intervento è stato realizzato in un immobile di proprietà comunale nel territorio della Circoscrizione Quattro e comprende 32 unità abitative, di cui 8 trilocali e 24 bilocali. L’investimento complessivo ammonta a 6 milioni di euro, finanziati principalmente attraverso fondi Pon Metro e integrati da un mutuo stipulato con Cassa Depositi e Prestiti.

Il progetto mira a creare un sistema di soluzioni abitative a durata variabile accompagnate da servizi di supporto sociale integrati per favorire relazioni positive tra generazioni diverse e promuovere forme di supporto reciproco. L’obiettivo è rafforzare le opportunità di coabitazione solidale e il senso di comunità, coniugando qualità abitativa, inclusione e rigenerazione urbana.

Gli ospiti saranno selezionati dagli uffici competenti del Dipartimento Servizi Sociali, Socio Sanitari e Abitativi del Comune di Torino. Il target principale è rappresentato da persone anziane autosufficienti in condizioni di fragilità ma il progetto è rivolto anche ad adulti con bisogni specifici giovani con precaria indipendenza economica studenti care leavers persone con disabilità con un progetto individualizzato famiglie in temporanea difficoltà abitativa e titolari di protezione internazionale inseriti nei percorsi previsti dal protocollo sui corridoi lavorativi per rifugiati.

Per favorire l’aggregazione il complesso offre diversi spazi comuni tra cui un ampio terrazzo con aree verdi una cucina condivisa e due sale multifunzionali destinate ad attività e incontri aperti anche alla cittadinanza e alle associazioni del quartiere.

Il taglio del nastro si è svolto alla presenza del Sindaco Stefano Lo Russo, dell’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, del presidente della Circoscrizione 4 Alberto Re, della direttrice del Dipartimento Servizi Sociali Socio Sanitari e Abitativi Monica Lo Cascio e del presidente della Cooperativa Sociale Piergiorgio Frassati Roberto Galassi.

La gestione dell’immobile è affidata alla Cooperativa Sociale Piergiorgio Frassati, partner della Città in coprogettazione. Una équipe multidisciplinare garantirà il supporto alla convivenza l’accompagnamento verso l’autonomia abitativa e attività rivolte al territorio in dialogo costante con i residenti.

La struttura si distingue anche per due elementi di innovazione tecnologica: un sistema di controllo digitale da remoto degli accessi e un impianto fotovoltaico che contribuisce alla riduzione dei costi di gestione e delle emissioni. Sono inoltre già state avviate le procedure per l’ingresso in una Comunità Energetica Rinnovabile, rafforzando la sostenibilità ambientale dell’intervento.