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Set 11


La prima campanella nella scuola media Drovetti, in via Bardonecchia 34, dell’istituto comprensivo corso Racconigi è suonata in un clima di festa, in un istituto che oggi si propone come un modello per il territorio.

Ad attendere le autorità insieme ai giovani studenti, le bambine e i bambini della scuola dell’infanzia statale Felice Quaranta e del nido comunale La mongolfiera, che hanno accolto con un canto la sindaca Chiara Appendino, le assessore all’istruzione comunali e regionali Federica Patti e Giovanna Pentenero, la consigliera delegata all’istruzione della Città Metropolitana Barbara Azzarà e il direttore dell’Ufficio scolastico regionale del Piemonte.

Musica, canti, favole e giochi. E proprio attraverso il gioco dell’immaginare un viaggio su un’astronave verso un pianeta lontano, Chiara Appendino si è rivolta a bimbi e allievi dicendo: “L’astronave è più bella e funziona se lavoriamo tutti insieme perché ciascuno di noi sa fare qualcosa e lo sa fare bene”. “A noi – ha proseguito – il compito di far sì che queste passioni possano essere coltivate e farvi crescere come persone. A voi quello di impegnarvi senza paura di sbagliare”. Anche Patti, leggendo la storia del topo “Federico”, ha posto in evidenza quanto sia importante che la “scuola offra a tutti l’opportunità di esprimere le proprie abilità e attitudini senza pregiudizi”.

La sindaca con accanto Patti, rivolgendosi alle bambine e ai bambini ha poi ricordato che si è supereroi “quando si aiuta il proprio compagno di classe, quando non si ha paura dell’altro, quando si costruisce insieme il proprio futuro. E nelle nostre scuole voi siete tanti supereroi“.

L’assessora ha posto l’accento sulla prima esperienza di ‘scuola centro civico’ “aperta a tutti i cittadini, in cui convivono e interagiscono funzioni a carattere educativo e di interesse collettivo. L’assessorato si è impegnato a sostenere attivamente questa realtà perché proprio la scuola possa diventare un centro di rigenerazione urbana. La struttura ospita un nido comunale, una scuola dell’infanzia e una media. Al loro interno si svolgeranno, anche al pomeriggio, attività integrative aperte al territorio”.

Set 10


MITO Settembremusica riaccende la piazza. Come nel 2016, piazza San Carlo si è trasformata in un gigantesco palcoscenico. Il 9 settembre “Il giorno dei cori/MITO Open Singing”: un evento in occasione del quale tutti hanno avuto la possibilità di diventare cantori unendosi al coroguida (il Coro Giovanile Italiano), e a mille coristi radunatisi in piazza, per intonare – grazie al fascicolo con le partiture distribuito gratuitamente – i brani in programma, sotto la guida di Michael Gohl, direttore specializzato nella pratica dell’open singing.
Domenica 10 è stata la volta della grande musica classica con “la Nona dei ragazzi in piazza”, la Nona sinfonia di Beethoven eseguita dall’ Orchestra Giovanile Italiana e dal Coro Maghini diretti da Daniele Rustioni e dal maestro del coro Claudio Chiavazza.

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Set 08


Per la prima volta una scuola viene dedicata a una vittima di femminicidio. E’ la Materna di Piazza Guala, nel quartiere Mirafiori. Da oggi porta il nome di Silvana Allasia, una maestra uccisa tre anni dal proprio compagno.
Questa mattina si è svolta la cerimonia di intitolazione a cui è intervenuta l’assessora al Welfare della Città di Torino, Sonia Schellino, che ha sottilineato come “quella di intitolare a Silvana Allasia una scuola rappresenta una scelta importante perché non solo ne mantiene viva la memoria, ma rappresenta allo stesso tempo un atto di grande significato simbolico nell’ambito della lotta alla discriminazione e alla violenza di genere: un fenomeno che purtroppo, nonostante i tanti sforzi di istituzioni, associazioni e anche di semplici cittadini, continua a portare lutti e sofferenze in tante famiglie e miete ancora troppe vittime per una società che vuole essere chiamata civile”.
“Oggi – ha ricordato Sonia Schellino – sappiamo che nel nostro Paese possiamo contare in milioni le donne che hanno subìto una qualche forma di abuso nel corso della loro vita e siamo perfettamente coscienti che il problema va affrontato non solo con risposte normative e giudiziarie, ma anche culturali ed educative.
Proprio per questo motivo è in famiglia e sui banchi di scuola che dobbiamo condurre la battaglia senza quartiere contro un modo sbagliato di interpretare il rapporto di coppia. Una concezione le cui malate radici sono secolari, legate al costume, alla mentalità e quindi all’educazione e alla cultura”.
“Il ricordo di Silvana attraverso l’intitolazione di questa scuola materna, la memoria del suo impegno per la comunità e della sua tragedia, devono spingere ognuno di noi – ha ancora detto l’assessora – a impegnarsi affinché si possa costruire una società capace di tutelare pienamente la sfera intima e personale di ogni suo componente, sia esso uomo o donna, e in grado di assicurare a tutti autonomia, rispetto, indipendenza e libertà di scelta”.

[Fonte: TorinoClick]