Il magnifico gioiello juvarriano riapre le porte.
La Palazzina di Caccia di Stupinigi non poteva mancare all’appuntamento per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Un esemplare restauro architettonico, impiantistico ed artistico che riporta la Palazzina di Caccia di Stupinigi aglil antichi splendori, un percorso espositivo che interessa tutta l’ala di Levante, dalla Scuderia juvarriana al Salone Centrale, fino all’Appartamento del Duca di Chiablese, magnificamente restaurato negli interni e negli Arredi.
Reggia, palazzo, dimora, tenuta estiva. Ora regale, ora piena di una calda intimità. Straordinario capolavoro settecentesco e uno dei più begli esempi di architettura juvarriana, gemma del circuito delle Residenze reali e patrimonio dell’Unesco.
A Venaria l’ultima grande esposizione del calendario delle celebrazioni di Italia150.
Fino al 29 gennaio 2012 il pubblico potrà ammirare la mostra “Leonardo. Il genio, il mito.” dedicata al personaggio che meglio di tutti rappresenta il genio italiano.
Un’esposizione di livello mondiale, che onora il genio italiano di Leonardo da Vinci, diventato un simbolo universale di creatività: per la prima volta è possibile ammirare il celebre Autoritratto realizzato con la tecnica “a sanguigna”, insieme a circa trenti disegni originali provenienti dall’Italia e dall’estero, con l’allestimento e la scenografia curati dal Premio Oscar Dante Ferretti.
In esposizione il celebre “Autoritratto” di Leonardo, conservato abitualmente nel caveau della Biblioteca Reale di Torino.
Quattro sono le sezioni della mostra: Leonardo: il genio e il suo volto, Il volto di Leonardo tra realtà e mito, Il mito di Leonardo nell’arte contemporanea¸ Il mito di Leonardo nel cinema e nella televisione. Le opere immortali del genio toscano – dall’Autoritratto al Codice sul volo degli uccelli fino agli studi sui volti, sulla natura, sull’anatomia umana e sulle macchine – sono accompagnate da materiali di approfondimento sulla sua biografia e sul contesto storico-culturale, da video illustrativi e da una selezione di opere, dal Cinquecento al Novecento, di grandi artisti influenzati dalla personalità di Leonardo: da Mario Ceroli a Marcel Duchamp, da Andy Warhol a David La Chapelle e tanti altri.
Diversi i contributi video lungo il percorso della mostra: Il diluvio universale di Carlo Pedretti e Mark Whitney, con la voce narrante di Anjelica Huston; Ascolto il tuo cuore, o città di Koji Myazaki; Com’era Leonardo da giovane di Piero Angela. E a proposito dello storico divulgatore scientifico italiano, proprio Angela è stato protagonista di una scoperta relativa a Leonardo che “raddoppia” gli autoritratti: oltre a quello esposto, diventato ormai un’icona, sarà possibile ammirarne un altro di Leonardo da giovane, nascosto tra le righe manoscritte a pagina 10 del “Codice sul volo degli uccelli”. Una scoperta, quella di Piero Angela, confermata dagli esperti del reparto RIS dei Carabinieri, che attraverso sofisticate tecnologie digitali hanno svelato il mistero.
Leonardo. Il genio, il mito rimarrà aperta fino al 29 gennaio del 2012. Realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, la mostra è promossa dal Comitato Italia 150, ed è organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti culturali e il Diritto d’Autore, dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e Biblioteca Reale di Torino, e dal Consorzio La Venaria Reale, in collaborazione con Lavazza, Iren, Alenia Aeronautica e Gondrand.
Il costo del biglietto per visitare la nuova mostra di Esperienza Italia è di 12 euro (intero), 8 euro (ridotto over 65, under 18, disabili e gruppi), 5 euro per le scuole. Inoltre è possibile visitare insieme Moda in Italia e Leonardo. Il genio e il mito pagando il biglietto intero per una e quello ridotto per l’altra. La stessa opzione cumulativa è possibile abbinando l’ingresso alla Reggia con una delle due mostre.
Per informazioni, prenotazioni e visite guidate:
tel.: +39 011 4992333 – prenotazioni@lavenariareale.it
www.leonardoallavenariareale.it
www.lavenariareale.it
Ritorna la prima esperienza italiana che coniuga arte e paesaggio urbano attraverso l’impiego della luce. 19 opere di artisti italiani e internazionali trasformano la città in un museo a cielo aperto inaugurando la stagione dell’arte contemporanea.
L’inverno torinese si anima così di una speciale atmosfera che conduce in un viaggio emozionale rivolto sia ai cittadini sia ai turisti, attraverso una serie di “set” d’eccezione.
L’evento, riconosciuto in Italia e all’estero come il simbolo di una Torino in costante fermento artistico, ha dimostrato nel tempo di avere la capacità e le potenzialità per avvicinare la gente comune all’arte contemporanea, promuovendo il dialogo fra questi due soggetti.
L’edizione 2011-2012 si arricchisce del presepe di Emanuele Luzzati che ritorna nella sua completezza – con 90 sagome dipinte su legno e ispirate alla tradizione – in piazza Castello e che darà il via il 27 novembre, ai festeggiamenti del periodo natalizio.
In questa quattordicesima edizione, inoltre, grazie a un prestito proveniente dalla Fetes des Lumières della città di Lione, potremo ammirare in via Buozzi e via Amendola, Flamingo, di Pitaya Design: evocazioni luminose di uccelli stilizzati – a basso consumo energetico – che ricordano la semplicità formale degli origami. Maurizio Agostinetto è l’autore dell’altra opera ospite a Luci d’artista, E adesso usciremo a rivedere le stelle. Si tratta di una luce mobile che attraversa la città e 9 paesi europei e che rappresenta l’idea di rinascita. Lunghissime, curveiformi e bianche le scale che si proiettano dal tetto di un caravan verso il cielo. Questo camper è il simbolo itinerante del progetto europeo Caravan. Artists on the road e sarà installata in piazza San Carlo dall’8 dicembre.
Alle opere ospiti si affiancano le installazioni di Daniel Buren – il cui Tappeto volante è allestito nell’antica piazza delle Erbe – di Vasco Are, Enrica Borghi, Francesco Casorati, Richi Ferrero, Marco Gastini, Carmelo Giammello, Rebecca Horn, Joseph Kosuth, Qingyun Ma, Luigi Mainolfi, Mario Merz, Luigi Nervo, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Tobias Rehberger, Luigi Stoisa e Gilberto Zorio.
Sulla centralissima via Roma incontriamo Palomar di Giulio Paolini, l’opera concepita come un antico atlante astronomico e in via Garibaldi le surreali Palle di neve di Enrica Borghi; seguendo un filo rosso in flexneon retto da sagome geometrizzanti di uccelli arriviamo al Volo su… di Francesco Casorati, che illumina via Po.
Bwindi Light Masks, le quaranta maschere provenienti dall’area di confine tra Congo e Uganda, opera di Richi Ferrero sono installate nel cortile d’Onore del Palazzo dell’Università in via Po, mentre Neongraphy, la grande insegna al neon con immagini di ideogrammi di Qingyun Ma, impreziosisce nuovamente il portone d’ingresso della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
Adiacente al Teatro Regio, in Piazzetta Mollino, è riallestito il colorato Vento Solare di Luigi Nervo e nella pedonale via Lagrange si legge la storia Luì e l’arte di andare nel bosco di Luigi Mainolfi; in piazza Carignano incontriamo il grande orologio luminoso che scandisce le ore in formato binario My noon, l’opera di Tobias Rehbergher.
I Piccoli spiriti blu di Rebecca Horn, cerchi di luce capaci di donare un aspetto surreale e onirico, dominano la città dal Monte dei Cappuccini; Il volo dei numeri di Mario Merz, la luminosa sequenza numerica di Fibonacci, in cui ogni numero è la somma dei due precedenti (1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 8- 9…) si allunga sulla cupola della Mole Antonelliana.
Michelangelo Pistoletto a Porta Palazzo, sull’Antica Tettoia dell’Orologio, nel cuore di uno dei mercati all’aperto più grandi d’Europa, usa neon colorati per scrivere Amare le differenze in 39 lingue diverse.
Marco Gastini ha “ dipinto” il soffitto della Galleria Subalpina con i segni luminosi dell’opera L’energia che unisce si espande nel blu; all’entrata Sud della città, nel laghetto di Italia ’61, è situata Luce Fontana Ruota di Gilberto Zorio, una stella rotante che evoca un mulino; ai Murazzi prende luce Doppio Passaggio (Torino) di Joseph Kosuth. Passeggiando in via Pietro Micca ci troviamo sotto il Planetario di Carmelo Giammello mentre in via Carlo Alberto – verso corso Vittorio – incontriamo Noi, di Luigi Stoisa.
Le immagini dell’inaugurazione con la performance di Andrea Loreni e Le Baccanti
La mappa di Luci d’Artista 2011 (formato PDF – 2,72 MB)



