Grande successo di pubblico per la mostra di costruzioni in Lego, organizzata dall’’associazione Amici del Modellismo di Grugliasco, intitolata Grugliascofest – “Mattoncini in festa”.
All Parco Culturale “Le Serre”, in via Lanza a Grugliasco, si sono radunati i migliori costruttori Lego.
In mostra monumenti e scenari immaginari, navicelle spaziali e ambientazioni storiche, nonché numerosi scorci di Torino, fedelmente riprodotti con i famosi mattoncini nati in Danimarca oltre mezzo secolo fa.
Nella Torino riprodotta visibili i tradizionali tram correre a fianco di Palazzo Madama, sul ponte Vittorio Emanuele I costruito sul fiume Po, fino alla Chiesa della Gran Madre, e raggiungere anche lo Juventus Stadium.
Da stamattina si chiama “Giardino Jan Palach” l’area attrezzata a verde e giochi per bambini di fronte alla Residenza Universitaria di via San Domenico, all’angolo con via Bellezia e a pochi passi da Palazzo Civico.
A inaugurare la nuova denominazione, in rappresentanza della Città di Torino, il consigliere comunale Maurizio Marrone, con una cerimonia alla quale sono intervenuti, tra gli altri, la presidente dell’EDISU Marta Levi, il presidente della Circoscrizione Centro-Crocetta, Massimo Guerrini e i consoli onorari di Repubblica Ceca (Franco Aprile) e Slovacchia (Giuseppe Pellegrino).
Proprio in nome dell’indipendenza dell’allora Cecoslovacchia, invasa nell’estate del 1968 da truppe sovietiche e del Patto di Varsavia, che l’appena ventenne Jan si diede fuoco sulla piazza principale di Praga. Era il 16 gennaio del 1969.
Il ragazzo morì dopo giorni d’agonia, per le gravi ustioni riportate: ai funerali presero parte 600mila persone. Nei giorni seguenti, altri sei giovani seguirono il suo drammatico esempio, una campagna di resistenza estrema preannunciata dalla lettera che lo stesso Palach aveva scritto prima di darsi fuoco. Ragazzi purtroppo non passati alla storia, per via della censura operata dal regime sulle loro tragedie, ma che, come Jan Palach – è stato sottolineato nel corso della cerimonia – tentarono di scuotere le coscienze del loro Paese e dell’opinione pubblica occidentale.
“Jan Palach è un simbolo di libertà più che mai attuale”, ha ricordato il consigliere Marrone, “un esempio per la gioventù di oggi di come sia esistito un altro ’68”.
In piazza Castello centinaia di manifestanti sono intervenuti al presidio di solidarietà per la strage del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, nella quale hanno perso la vita 12 persone.
Sotto il Gonfalone della Città di Torino presenti anche il sindaco Piero Fassino e il presidente della Regione Sergio Chiamparino.
“I profondi legami storici e culturali che da sempre legano la storia di Torino alla Francia, ci fanno sentire in queste ore il dolore dei francesi come un nostro dolore. Siamo vicini alle famiglie delle vittime, al popolo francese e alle sue istituzioni in queste ore buie di sofferenza e di rabbia.
Libertà, democrazia, uguaglianza, rispetto delle persone e della loro identità sono valori irrinunciabili che devono essere riconosciuti e rispettati sotto ogni cielo e in ogni terra. Per questo ci sentiamo impegnati a contrastare ogni forma di violenza, di intimidazione, di sopruso e di intolleranza”.
Con queste parole il Sindaco di Torino Piero Fassino ha espresso il proprio cordoglio e quello della Città al Console Generale di Francia Madame Edith Ravaux.
In segno di lutto Palazzo Civico ha esposto le bandiere a mezz’asta di Italia e Francia.



