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La mostra propone un itinerario attraverso il patrimonio storico-culturale dell’Albania dalla preistoria al XVII secolo e consente di riscoprire le componenti europee di alcune delle civiltà formatesi sulla costa orientale del mare Adriatico.

Le 150 opere raccolte nella mostra, organizzata per il centenario dell’indipendenza dell’Albania, raccontano la millenaria vicenda della sedimentazione e della trasformazione della cultura di un popolo che affonda le sue radici nell’età preistorica per poi aprirsi alle influenze greco-ellenistiche, a quelle della Roma imperiale e, nel medioevo, accogliere i segni della civiltà dei comuni italiani, fino all’ingresso nell’orbita dell’impero ottomano.

Le tracce di questa lunga trama storica sono documentate da reperti archeologici di uso comune (vasellame, scultura, bronzi, gioielli) e da oggetti di culto (tra cui uno splendente nucleo di icone) che vanno dal neolitico al XVIII secolo della nostra era e che consentono di ripercorrere idealmente anche i comuni destini dei popoli insediati sull’altra sponda dell’Adriatico, in quella penisola che oggi si chiama Italia.

Se la mostra rappresenta, da un lato, un’occasione per riscoprire le radici europee dell’Albania, dall’altro intende delineare l’antico e profondo rapporto con l’Italia, che da secoli dialoga e collabora con l’Albania e ne accoglie le comunità in diaspora.

Il percorso espositivo, organizzato cronologicamente e curato dal prof. Apollon Baçe, Direttore dell’Istituto dei Monumenti della Repubblica d’Albania, prende avvio dalla preistoria, con oggetti in ceramica, gioielli, armi, statue dell’Antico Neolitico, dell’età del bronzo, dell’età del ferro e del periodo arcaico; vasi, manufatti, statue, ritratti, monete, stele istoriate illustrano l’Antichità, dal periodo ellenistico e romano, sino ad arrivare all’Alto Medioevo. Gran parte di questo tesoro è stato portato alla luce grazie all’opera di ricerca e scavo di archeologi albanesi ed europei, tra cui anche alcuni italiani, come Luigi Ugolini.

Il percorso giunge infine all’epoca bizantina presentando al pubblico una selezione di oggetti della liturgia bizantina, molti dei quali esposti per la prima volta in Italia e realizzati tra il XII e il XVIII secolo: pur nella fissità dei modelli figurativi, le icone presenti in mostra illustrano la ricezione della pittura italiana del Trecento e le trasformazioni apportate dal maestro Onufri e dalla sua scuola, confermando l’estrema permeabilità della cultura albanese.

Maggiori informazioni sul sito di Palazzo Madama

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dic 12


Anche quest’anno Palazzo Madama offre ai visitatori la possibilità di un confronto ravvicinato con un grande capolavoro dell’arte italiana. Dopo la Madonna col Bambino di Michelangelo, il disegno esposto durante le festività natalizie del 2011, è ora la volta del Ritratto di Lionello d’Este dipinto da Antonio Pisano, detto Pisanello.

L’esposizione si lega al percorso sulla storia del ritratto pittorico allestito nelle sale espositive del museo in occasione della mostra dedicata a Robert Wilson, ed è finanziata con i fondi donati dai visitatori dello scorso anno. L’augurio è che l’iniziativa possa ripetersi in futuro come un viaggio per tappe alla scoperta di opere che hanno segnato la storia e grandezza della civiltà figurativa italiana ed europea.

La tavola è stata restaurata nel 2008 presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e proviene dalle raccolte dell’Accademia Carrara di Bergamo, ora chiusa per lavori di restauro e la cui riapertura è prevista per il 2014.

Il dipinto è tra le opere più celebri della pittura rinascimentale italiana e raffigura il marchese Lionello d’Este, signore di Ferrara dal 1441 al 1450. Fu realizzato in occasione di una sfida che mise a confronto Pisanello con un altro artista veneto del momento, Jacopo Bellini. L’idea della gara, celebrata dai letterati del tempo, documenta l’alta considerazione raggiunta dalle arti figurative nell’ambiente delle corti italiane del Rinascimento.

Il busto di profilo, simile ai ritratti delle monete imperiali romane, si delinea con fierezza contro lo sfondo blu scuro del cielo, in uno spazio reso più profondo dalla siepe di rose che gioca in funzione di quinta ravvicinata. La spalla marca il primo piano con un ricco broccato a fili d’oro e bordure di velluto su cui spiccano grandi bottoni perlacei. Il volto è contraddistinto dall’impasto prezioso del colore, accarezzato dalla luce che si dirama in sottilissime ombre a definire i tratti essenziali, quasi incisi, della fisionomia.

Oltre che per i dipinti Pisanello è celebre per l’attività come medaglista e per i suoi disegni con studi dal vero di personaggi e animali, in cui eccelle per un senso di analisi e di curiosità naturalistica che verrà superata solo da Leonardo da Vinci.

La mostra è resa possibile grazie al generoso contributo dei visitatori che l’anno scorso hanno donato oltre 16 mila euro. Anche quest’anno in museo verrà posizionata un’urna per il contributo dei cittadini, per raccogliere i fondi che finanzieranno la mostra dell’anno prossimo e contribuiranno a sostenere Palazzo Madama.

PALAZZO MADAMA Museo Civico d’Arte Antica
Corte Medievale – Piazza Castello, Torino
Ingresso libero. Orario : 10-19, chiuso lunedì

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nov 30


Sabato 1 dicembre si conclude con una grande festa finale la quarta edizione di Madama Knit, il progetto di Palazzo Madama che ha previsto nel corso di tutto il 2012 incontri di lavoro a maglia nella splendida cornice del museo.
Durante l’anno le knitters sono state protagoniste di un progetto molto ambizioso poiché hanno realizzato una linea di prodotti in lana per la vendita presso il bookshop del museo col proposito di destinare i ricavati all’edizione del prossimo anno.
Inoltre, in concomitanza con il grave terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna la scorsa primavera, le partecipantidi Madama Knit, un gruppo unito, solidale e legato al museo ormai da quattro anni, ha deciso di donare all’associazioneCuore di Maglia la prima parte della produzione di maglioncini e abiti per bambini: un gesto di aiuto concreto, ma soprattutto un segno di solidarietà verso i bambini e le famiglie colpite dal terremoto.
A conclusione di questo anno di attività viene presentato al pubblico del museo un allestimento ideato appositamente dalle knitters che sarà visibile a partire dal 2 dicembre e per tutte le festività natalizie: un’operazione di “yarn bombing”, un “bombardamento di lana” gioioso e giocoso sui cancelli del Palazzo che verranno interamente rivestiti di sciarpe colorate, mentre al bookshop proseguirà la vendita dei prodotti realizzati dalle knitters per sostenere le attività di Palazzo Madama.
Coats Cucirini, parte del gruppo Coats, leader mondiale nella produzione di filati per cucire ha rinnovato per il secondo anno consecutivo il proprio sostegno a Madama Knit mettendo a disposizione delle knitters le pregiate lane Rowan, Schachenmayr Smc, Smc Select e Anchor Style e ha assunto, novità di quest’anno, anche la direzione artistica del progetto.

[fonte: Palazzo Madama]

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