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mag 16


In occasione di Torino Incontra la Francia e in vista degli Smart City Days, Piazza Castello diventa teatro di un evento che ha dell’incredibile: “una serra volante, forse un’astronave, che viaggia per il mondo collezionando vegetali, atterrerà all’improvviso per svelare ai torinesi un incredibile segreto”, si legge nella newsletter sulla Attività Internazionali della Città di Torino. Nantes Capitale Europea del Verde 2013 porta in Europa la sua esperienza artigianale nel costruire macchine fantastiche.

L’Expédition Végétale, presentata a Palazzo Chiablese alla presenza del Sindaco Piero Fassino e del Sindaco di Nantes Patrick Rimbert, è atterrata in piazza Castello il 16 maggio e si fermerà fino al 19. Dopo la prima tappa a Bruxelles, come nell’incipit di un racconto fantascientifico degno del grande Jules Verne, l’aeronave “Aéroflorale II” intenta nella sua “Expédition Végétale” è sbarcata infatti nel capoluogo piemontese, approdando poi ad Amburgo, prima di far ritorno a Nantes per dar conto di tutte le esperienze raccolte nel suo viaggio divulgativo-esplorativo.

E’ infatti dalla comunità urbana di Nantes Métropole, nominata Capitale Europea del Verde 2013, che la spedizione scientifico-teatrale è nata e partita, inserita nell’ambito di un più vasto programma di eventi per coinvolgere i propri cittadini e i partner europei nella promozione di una maggiore attenzione all’ambiente per il miglioramento generale della qualità della vita. Per Torino Il 2013 sarà l’anno dedicato ai cugini d’Oltralpe nella città della Mole, grazie all’accordo siglato dal Sindaco di Torino e dal Ministro francese Aurélie Filippetti.

Il Servizio Verde Gestione della Città di Torino ha contribuito all’allestimento della Expédition végétale organizzata dalla compagnia francese La Machine, fornendo i materiali vegetali che saranno utilizzati durante l’evento.

[fonte Verde Pubblico Città di Torino]

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apr 30


La travolgente musica manouche del Dorado Schmitt Familia Sextet ed i ritmi latini del leggendario McCoy Tyner con i Latin All Stars protagonisti della Giornata Unesco per il Jazz.
Dorado Schmitt, accompagnato dalla sua famiglia straripante di talento, ha regalato composizioni personali e viaggi nel mondo della bossa nova e del flamenco.
Il progetto con i Latin All Stars, che risale ad un omonimo disco del ’99, ha visto invece l’indiscusso colosso del pianoforte McCoy Tyner alle prese con ritmicità afrocubane. Ad accompagnarlo, prestigiosi solisti provenienti da tutto il continente americano.
Al conservatorio Giuseppe Verdi si è tenuto il concerto conclusivo del Juilliard Jazz Ensemble assieme agli studenti del Dipartimento Jazz del conservatorio che hanno partecipato alla Masterclass.
L’evento ha concluso così le cinque giornate di lezioni tenute in collaborazione con la prestigiosa Juilliard School di New York, in collaborazione con il Dipartimento Jazz del Conservatorio G. Verdi.
Al Museo di Scienze Naturali di scena “Le città degli invisibili”. La musica non ha confini. Per poterla suonare non occorre possedere particolari doti o anni di intensi studi. Occorre istinto, occorre sentire qualcosa, occorre avere l’urgenza di esprimere un’emozione per poterla condividere con gli altri. 3quietman e Stefano Battaglia con gli ospiti del CLG Ensemble hanno proposto una performance senza confini relazionali e musicali, un percorso/laboratorio sulle orme di Italo Calvino e delle sue “città Invisibili”.
E ancora Jazz per le strade della città, lo swing ha acceso piazza Castello prima del concerto di McCoy Tyner e a notte fonde in piazza Vittorio Veneto la Dixieland Street Band ha richiamato a se una folla allegra e danzante.
Particolare esibizione sul terrazzo del circolo Esperia del trombettista Gianluca Petrella. Illuminato da un potente faro le sue note hanno percorso le acque del Po.

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dic 05


Nella magia del Natale tutto è possibile, anche la comparsa, nelle piazze di Torino, di sculture di ghiaccio. Monumenti storici, pupazzi, alberi, simboli della città e un presepe glaciale faranno la loro apparizione per tutto il mese di dicembre all’interno del programma natalizio promosso dalla Città di Torino.
Gli scultori del ghiaccio in piazza Castello hanno presentato LO SCUDO, stemma della Città di Torino e incipit della loro produzione.
Gli artisti realizzeranno una serie di opere (uniche) negli angoli più attraenti della città. Prenderà vita un sorprendente “Sentiero delle Statue di Ghiaccio”, seguendo il quale, si scoprirà una città immaginaria fatta di luce e solida trasparenza. Il 12 dicembre si inaugurerà, in piazza Emanuele Filiberto, sopra le storiche ghiacciaie romane, uno dei simboli più celebri della città: la Mole Antonelliana riprodotta con led luminosi tricolori. Il 19 dicembre in piazza della Consolata sarà scolpito il classico Presepe di Natale. Ai cinque personaggi della Natività si aggiungerà, il 24 dicembre, la ‘statua’ del bambino.
L’ultimo intervento è previsto giovedì 27 dicembre in piazza Carlo Alberto.
Gli artisti di Harbin, città della Cina nordorientale gemellata con Torino, creeranno due muri di ghiaccio – alti circa 2,5 metri – che si trasformeranno, il 29 e 30 dicembre, in due Babbo Natale sui quali sarà inciso il nome di Torino, come sigillo finale posto a chiusura del ‘sentiero’.
Il Sentiero delle Statue di Ghiaccio è realizzato dalla Città di Torino in collaborazione con la torinese ditta Cubetto.

La collezione di Luci d’Artista 2012-13 si arricchisce di un’installazione. Nel cortile di Palazzo Reale è stata infatti inaugurata l’opera BWINDI LIGHT MASKS, progetto artistico di Richi Ferrero.
L’installazione, presentata in anteprima a Francoforte nell’ambito di Luminale 2010 e nel giugno 2011 al Jerusalem Festival of Light – in un allestimento particolarmente evocativo all’interno della caverna di Zedekiah -, dopo essere stata allestita nel centro di Eindhoven, dal 10 al 17 novembre 2012, per la settima edizione del Glow Forum of light & Architecture 2012 (Festival di arte e luce) torna a Torino in occasione della XV^ edizione di Luci d’Artista.
Quaranta maschere identiche, provenienti dal Bwindi National Park, nel cuore più remoto dell’Africa nera, sono collocate come piccoli monoliti nello spazio buio della fabbrica abbandonata, simili ad antichi reperti in terracotta in un cantiere archeologico.
Il rito prende vita quando la luce artificiale muta i cromatismi delle maschere dando vita ad una danza ferma, sostenuta dai suoni bi-vocali dei Tuva (Asia centrale), che a sua volta esegue un dipinto d’ombre. Una ritualità nuova prende forma attraverso archetipi antropologici universali: la maschera africana da sempre tramite tra l’uomo e il soprannaturale, i canti armonici tipici della tradizione sciamanica dei Tuva e la luce. L’aspetto più interessante di questo rito senza tempo sta proprio nel legame tra luce e suono, spesso presente nelle culture antiche nelle quali il senso della performance religiosa è dato dal farsi sostanza del suono, che richiama la luce divina per stabilire un contatto tra questa e l’uomo.

Come ogni sera inoltre i pompieri hanno aperto la finestra del calendario dell’Avvento creando un piccolo spettacolo per il pubblico di grandi e piccini presenti in piazza.

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