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Feb 20


Grazie al finanziamento dell’avvocato Marziano Marzano, già assessore alla Cultura della Città di Torino negli anni Ottanta, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica ha portato a termine il restauro del Polittico con San Girolamo e santi, Annunciazione e scene della Passione di Defendente Ferrari, opera fondamentale per la pittura piemontese del primo Cinquecento.

Dipinto su tavola e conservato con la cornice originale, il polittico, entrato nelle collezioni civiche nel 1932, presentava criticità strutturali legate alla complessità dell’apparato ligneo. La presenza della carpenteria originaria, elemento raro per opere di questa tipologia, ha richiesto un intervento particolarmente articolato con la revisione delle precedenti soluzioni conservative.

Il restauro ha interessato sia la struttura sia la superficie pittorica. Le tavole lignee sono state risanate e consolidate; la tavola centrale, segnata da un’antica frattura, è stata ricomposta restituendo stabilità e continuità all’insieme. Gli interventi sono stati eseguiti dal laboratorio di Leone Algisi di Gorle con la collaborazione di Carla Grassi per la parte pittorica.

Realizzato da Defendente Ferrari, allievo di Giovanni Martino Spanzotti e protagonista di una bottega attiva nel ducato di Savoia, il polittico testimonia un linguaggio raffinato che fonde suggestioni padane, francesi e fiamminghe. Al centro è raffigurato San Gerolamo eremita affiancato da santi mentre la cornice rinascimentale a candelabre in pastiglia e la predella con tratteggio a oro rappresentano elementi di straordinario pregio tecnico.

Al termine dell’intervento, l’opera torna esposta nella Sala Acaia al piano terra del museo, reinserita nel percorso permanente e nuovamente leggibile nella sua integrità strutturale e formale.

Feb 20


Dal 21 febbraio al 22 marzo 2026 il Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto di Torino ospita nella Sala delle Arti del Barocco un’opera di straordinario fascino storico: la Corona di Carlo III di Borbone, simbolo di potere e raffinatezza artistica nel Settecento europeo.

La corona è la fedele riproduzione dell’originale commissionata nel 1732 dalla regina di Spagna Isabella Farnese a un’équipe di orefici fiorentini per l’incoronazione di Carlo III di Borbone, proclamato re di Sicilia il 3 luglio 1735 nel Duomo di Palermo.

Realizzata dal Centro Orafo Il Tarì, la riproduzione è in argento dorato, pesa 1405 grammi, misura 20 cm di diametro e 19 cm di altezza. È impreziosita da oltre 300 pietre bianche in cubic zirconia e da una grande ametista con taglio antico che sostituisce il celebre “diamante viola Farnese†di 42 carati.

Accanto alla corona sono esposti capolavori di arte decorativa napoletana provenienti dalle collezioni del museo: una coppia di doppieri in argento realizzati intorno al 1775 da Francesco Tomaselli e un prezioso vassoio da parata in piquet tartarugato donato da Papa Benedetto XIV al marchese Leopoldo del Carretto.

Dopo l’esposizione alla Reggia di Caserta nel 2023, la corona, oggi a Torino, entrerà a far parte del Tesoro di San Gennaro, suggellando il suo percorso tra storia, arte e memoria dinastica.

La corona di Carlo III di Borbone
Arte e regalità nell’Europa del Settecento
Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, Torino
21 febbraio – 22 marzo 2026