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Feb 26


Dal 27 febbraio al 7 aprile 2026 il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenta al pubblico europeo due straordinarie sculture del maestro mongolo Zanabazar. Il progetto è realizzato in collaborazione con la Galleria Borghese e porta in Italia opere concesse in prestito per la prima volta dal Chinggis Khaan National Museum di Ulaanbaatar.

Protagonista dell’esposizione è una selezione di capolavori del XVII secolo tra cui una raffinata Tara verde e un autoritratto in bronzo dell’artista seduto in trono. Le opere sono state presentate a Roma e approdano ora a Torino all’interno del percorso permanente dedicato all’Asia meridionale centrale e alla regione himalayana, in dialogo con i manufatti provenienti dall’antico monastero di Densatil in Tibet Centrale.

Nato nel 1635 nelle steppe mongole, Zanabazar fu massima autorità religiosa della scuola Gelugpa del buddhismo tibetano in Mongolia e figura centrale per gli equilibri spirituali e politici del Paese. Riconosciuto leader religioso in tenera età e considerato il più grande scultore mongolo della sua epoca, lasciò opere firmate di straordinaria qualità plastica e innovazione formale.

Il progetto rappresenta per il museo torinese un’occasione per colmare l’assenza di opere di provenienza mongola nelle proprie collezioni e rafforzare il dialogo culturale tra Italia e Mongolia. È inoltre previsto per l’estate 2026 uno scambio espositivo che porterà a Ulaanbaatar frammenti del monastero di Densatil conservati al MAO insieme a un’installazione multimediale del duo Ritu Sarin e Tenzing Sonam.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale con contributi istituzionali e saggi di studiosi internazionali. L’ingresso è incluso nel biglietto delle collezioni permanenti e della mostra dedicata a Chiharu Shiota.

Maggiori informazioni nelle pagine del MAO Museo d’Arte Orientale

Feb 26


Dal 20 febbraio 2026 al 14 febbraio 2027 Palazzo Falletti di Barolo a Torino ospita la mostra dedicata al genio di Leonardo da Vinci. L’esposizione propone oltre cinquanta modelli funzionanti tratti dai Codici vinciani e offre un percorso immersivo nell’officina creativa del Rinascimento.

Il progetto riunisce macchine dedicate al volo, alla guerra, all’ingegneria civile, all’idraulica, alla meccanica e all’anatomia. Si tratta di ricostruzioni realizzate con materiali compatibili con l’epoca come legno, ottone, ferro e cotone, sviluppate con precisione tecnica attraverso strumenti digitali per garantire proporzioni e meccanismi fedeli ai disegni originali.

Una parte delle installazioni è interattiva e permette al pubblico di azionare direttamente i dispositivi meccanici. L’obiettivo è trasformare la visita in un’esperienza concreta e didattica, particolarmente rivolta a scuole e famiglie.

Tra i modelli esposti compaiono la vite aerea antesignana dell’elicottero, il paracadute, il carro armato, il ponte girevole, la sega idraulica, il battello a pale e studi sul palombaro. Progetti che nei secoli successivi hanno trovato applicazione reale e che testimoniano la visione anticipatrice dell’artista e inventore.

La mostra ha già toccato importanti sedi internazionali tra Europa, Stati Uniti, Asia e Oceania prima di approdare nel capoluogo piemontese. A Torino il percorso si sviluppa nelle sale storiche del palazzo, con pannelli didattici, video di approfondimento e contenuti digitali accessibili tramite QR code.

Il progetto è curato da Paolo Tarchiani con la collaborazione scientifica di Sara Taglialagamba e si inserisce in un percorso espositivo che dagli anni Novanta porta nel mondo le ricostruzioni delle macchine leonardesche. Un’occasione per riscoprire il volto più tecnico e sperimentale di uno dei protagonisti assoluti della storia dell’umanità.

Maggiori informazioni su www.lamostradileonardo.com