Apr 13

L’Europa riparte da Torino: lo hanno confermato oggi pomeriggio al Teatro Regio a chiusura dell’ Italian-German High Level Dialogue con i loro interventi presidenti di Germania, Joachim Gauck, e Italia, Sergio Mattarella.
Di fronte a una platea di 500 studenti delle scuole superiori torinesi dove hanno trovato posto anche i vertici di alcune delle principali aziende italiane e tedesche e parlamentari dei due Paesi, i due Capi di Stato hanno ribadito l’importanza del progetto europeo in un momento storico nel quale crescono avversione e scettiscismo nei confronti dell’Unione.
C’è chi vorrebbe smontarla, chi fomenta paure e lavora per la dissoluzione di un progetto ancora incompleto, lontano da quell’Europa dei popoli sognata da Altiero Spinelli, di cui quest’anno ricorre il trentesimo anniversario della scomparsa, e dai padri fondatori.
Del ruolo del nostro continente si è discusso oggi in piazza Castello. Nelle tre sessioni del bilaterale torinese – organizzato con il coordinamento dell’Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale e dalla Società tedesca per la politica estera – hanno avuto spazio i temi caldi della politica estera ed europea alle prese con pressioni migratorie, col cammino dell’Agenda digitale e con le crescenti e pesanti minacce alla sicurezza causate dai conflitti alle porte dell’Europa.
Dalle riflessioni all’interno dei gruppi di lavoro sono nate visioni che – è stato ricordato – hanno bisogno di norme e regole e, soprattutto, come ha sottolineato nel suo intervento di saluto il sindaco Piero Fassino, “di un’Europa che riscopra le ragioni della sua unità”.
Italia e Germania, da sempre protagoniste della storia del continente, hanno dimostrato anche oggi a Torino di voler operare per trovare soluzioni sostenibili e di lungo periodo nel solco di un impegno che ha consentito all’Europa anni di benessere.
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[Fonte: TorinoClick]
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Mar 18

Questa mattina alle 9 in piazza Palazzo di Città i dipendenti comunali si sono radunati insieme al sindaco Piero Fassino per un minuto di silenzio in ricordo delle vittime dell’attentato al museo del Bardo a Tunisi. È passato un anno esatto dalla strage in cui hanno perso la vita la dipendente comunale torinese Antonella Sesino e Orazio Conte, marito di un’altra impiegata, Carolina Bottari, rimasta ferita insieme alla collega Anna Abbagnale.
“Oggi siamo qui per ricordare la strage del Bardo, le persone rimaste vittime o ferite e per esser vicino a loro – ha detto il sindaco nel suo intervento, dopo il minuto di silenzio sottolineato dal suono della tromba della banda della Polizia municipale -. Essere vicini soprattutto alle famiglie che hanno vissuto e continuano a vivere il dolore atroce di questa tragedia. Siamo qui per ricordare i colleghi di lavoro che dedicavano la loro intelligenza, la loro passione, la loro volontà nell’attività della nostra Amministrazione tutti i giorni. Siamo qui per ricordare tutte le vittime di quella tragedia, insieme a loro il nostro pensiero va alle tante vittime della via crucis di attentati mortali ed efferati che scandiscono ormai da anni la vita del mondo e la vita delle nostre comunità”.
Dopo aver ricordato le tante città del mondo colpite dagli attentati dei terroristi, Fassino ha affermato che “non possiamo e non vogliamo piegarci al ricatto della paura. Vogliamo difendere le nostre vite, la convivenza civile e libera che caratterizza la vita delle nostre comunità. Vogliamo contrastare chi vorrebbe chiuderci nelle nostre case a ripiegare su noi stessi, a interrompere e recidere ogni legame di vita comunitaria. Sentiamo il dovere di combattere chi vorrebbe travolgere una convivenza fondata su valori che per noi sono irrinunciabili. Che sono valori di rispetto della dignità umana e democrazia, di libertà e giustizia sociale. Vogliamo contrastare chi vorrebbe precipitare il mondo nell’orrore e nella barbarie della sofferenza e della morte e sappiamo come questa strategia del terrorismo non si arresta di fronte a nessun orrore”.
“Per questo non possiamo e non vogliamo dimenticare, vogliamo ricordare – ha concluso il primo cittadino -. Continueremo a farlo ogni giorno, attestando così con il ricordo la nostra volontà di non piegarci, di difendere le ragioni della nostra vita e delle nostre comunità. Perché gli orrori che si sono conosciuti possano essere finalmente sconfitti e debellati e il mondo possa affrontare i tanti suoi problemi ricorrendo alle armi della ragione e della parola, e non alla violenza all’intolleranza e alla sopraffazione”.
[fonte: TorinoClick]
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Feb 28

Domenica, ultimo giorno della Festa, in mattinata il talk show: “I Giochi Olimpici: ruolo e valenze dei Giochi nella trasformazione di Torino” a Camera e al Palatazzoli l’ incontro tra i volontari di Torino 2006 e la presentazione del libro di Loris Guerra e Luca Rolandi “Quelli che costruirono i Giochi”.
Nel pomeriggio la festa è proseguita con la sfilata delle Majorettes, lo spettacolo di pattinaggio di figura nella pista di piazza Carlo Alberto e in piazza l’esibizione del Gruppo storico Pietro Micca.
Nella storica piazza Castello, la Medal Plaza dei Giochi olimpici del 2006, alle 17 si è tenuta la cerimonia di chiusura e lo spegnimento del braciere.
Alle 18 Paola Turci ha tenuto il suo concerto di chiusura.
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