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Mar 19


“Marzo pazzarello guarda il sole e prendi l’ombrello”
E’ questo uno dei tanti detti della tradizione popolare italiana che descrive efficacemente la variabilitĂ  del tempo durante il mese di marzo.
Anche quest’anno a Torino il periodo non si smentisce e così si passa dalla neve e dal freddo di domenica 17 e lunedì 18 al sole e all’aria di primavera di martedì 19.
In queste immagini il racconto del passaggio dall’inverno alla primavera nella nostra cittĂ , vista da Cavoretto e dal Bric della Maddalena.

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Mar 15


La trasmissione di Rai 1 dedicata, ogni domenica mattina, al mondo dell’agricoltura e dell’ambiente, ha scelto per il 17 marzo Torino. La nostra città potrà così mostrare un lato per molti versi inedito del suo territorio: i grandi spazi verdi in città e le rilevanti trasformazioni che hanno permesso di rendere migliore la qualità dell’ambiente urbano.

Abbiamo accompagnato la troupe della trasmissione nei luoghi delle trasformazioni più importanti e scenografiche: i tre milioni di metri quadri di spazi industriali trasformati in parchi residenze e nuove attività, i grandi parchi fluviali e il sistema di piste ciclabili nel verde di Torino Città d’Acque, le Residenze reali patrimonio dell’Unesco, l’interesse e la cura della città nei confronti della produzione agricola e la cultura alimentare che si manifesta nelle eccellenze produttive, il progetto di realizzare duemila nuovi orti urbani nell’ambito dell’iniziativa Torino Città da Coltivare.

Una città che si rinnova, che mette a frutto le proprie risorse e le trasforma in opportunità di sviluppo e di migliore qualità della vita. Questo è il tema che Linea Verde ha seguito nella costruzione della puntata dedicata alla città di Torino.
Dopo gli anni dell’industrializzazione, della crescita, del progresso ma anche dell’immigrazione e della costruzione di enormi quartieri operai, Torino si trasforma grazie a progetti innovativi. La puntata si apre raccontando il progetto “Torino città d’acque”, che ha permesso di rendere navigabili alcuni tratti del Po dentro la città e di rendere fruibili gli argini da parte dei cittadini attraverso piste ciclabili e aree verdi.

E’ un’introduzione importante al tema della riqualificazione della zona industriale, che riguarda l’area denominata Spina 3. Qui le vecchie fabbriche sono state smantellate e trasformate in Parco industriale: un’area parzialmente coperta enorme che ospita eventi e manifestazioni. Quello che più interessa la nostra puntata è però la trasformazione vera e propria del materiale che costituiva la fabbrica – cemento, ferro…- in terreno da coltivare. Questo è reso possibile, tra l’altro, da un impianto di fitodepurazione che attraverso le radici delle piante estrae dal terreno i materiali inquinanti, che vengono poi bruciati e smaltiti. Questo progetto ha consentito alla città di far parte di una rete europea finalizzata proprio alla riqualificazione ambientale e ha rappresentato un importante argomento nella scelta di Torino come sede del Congresso mondiale dell’Architettura del Paesaggio del 2016, quando 3000 architetti provenienti da tutto il mondo arriveranno a Torino per illustrare i loro progetti.

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Mar 14


Una meravigliosa retrospettiva dedicata al fotografo ungherese Robert Capa, pseudonimo di Endre Ernı Friedmann, uno dei maestri della fotografia del XX secolo.
La mostra, organizzata in occasione del centenario dalla nascita, racconta il percorso umano e artistico del fotografo attraverso 97 fotografie in bianco e nero, raggruppate in undici sezioni: Leon Trotsky (1932), France (1936-1939), Spain (1936-1939), China (1938), Britain & Italy (1941- 1944), France (1944), Germany (1945), Eastern Europe (1947- 1949), Israel (1948-1950), Indochina (1954), Friends.

Palazzo Reale ospita inoltre alcune fotografie di personaggi famosi – da Picasso a Hemingway, da Matisse a Ingrid Bergman – che illustrano le grandi qualitĂ  di ritrattista di Capa, dimostrando che non può essere etichettato solo come fotografo di guerra: molte delle sue immagini infatti catturano, con sensibilitĂ  e arguzia, anche le gioie della pace. Nel 1938 Robert Capa fu definito dalla rivista inglese Picture Post “Il migliore fotoreporter di guerra nel mondo”. Anche se il suo lavoro è in molti tratti lirico e talvolta anche spiritoso – tanto da essere paragonabile a quello di altri fotografi come AndrĂ© KertĂ©sz o Henri Cartier-Bresson – tuttavia la forza visiva e l’incisivitĂ  delle sue fotografie, oltre alla quantitĂ  dei reportage realizzati, giustificano ancora oggi questo lusinghiero giudizio. L’esperienza bellica fu al centro della sua attivitĂ : iniziò come fotoreporter durante la guerra civile spagnola (1936-39), proseguì attestando con i suoi scatti la resistenza cinese di fronte all’invasione del Giappone (1938), la seconda guerra mondiale (1941-45) – fra cui spicca la documentazione dello sbarco in Normandia – e ancora il primo conflitto Arabo-Israeliano (1948), e quello francese in Indocina (1954), durante il quale morì, ucciso da una mina antiuomo, a soli 40 anni. I suoi reportage comparirono sulle piĂą importanti riviste internazionali, Capa infatti fu tra i primi a capire l’importanza del mezzo fotografico come arma di denuncia e testimonianza. Nella sua breve e folgorante carriera, riuscì a documentare cinque guerre, con quel suo modo di fotografare potente e toccante allo stesso tempo, senza alcuna retorica e con un’urgenza tale da spingersi a scattare a pochi metri dai campi di battaglia, fin dentro il cuore dei conflitti. Le sue immagini colpiscono ancora oggi per la loro immediatezza, l’empatia e l’umanitĂ  che riescono a comunicare: piĂą che le battaglie, Capa racconta gli eventi bellici attraverso gli sguardi della popolazione civile, dei bambini, e di tutti i sopravvissuti che, nonostante le perdite e la distruzione, riescono, con ammirevole forza e dignitĂ , ad andare avanti: immagini che sono entrate in maniera indelebile nell’immaginario del Novecento.

L’esposizione, realizzata col patrocinio del Comune di Torino e organizzata dalla casa editrice d’arte Silvana Editoriale in collaborazione con Magnum Photos – celebre agenzia fotografica di cui Robert Capa fu uno dei soci fondatori nel 1947 – rimarrĂ  aperta fino al 14 luglio.

Info: www.piemonte.beniculturali.it

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