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Dic 19


Da oggi il Teatro Regio si veste di nuovo, si proietta verso piazza Castello e si racconta attraverso parole e immagini che arricchiscono l’impatto già così felicemente creato con la colonna musicale diffusa sotto i portici.

L’intervento ha l’obiettivo di valorizzare l’architettura del Teatro, sia la facciata esterna, con un potente effetto visivo rivolto alla Città, sia i portici verso l’ingresso, in forma di racconto storico-fotografico rivolto ai passanti. Ecco, dunque, i tre portali rossi e i quattro light box che si inseriscono nelle finestre dei portici e che ospitano la grafica dedicata alla storia della trasformazione del Teatro Regio. L’allestimento della facciata interna prevede quattro light box, con immagini storiche, e un rivestimento delle colonne realizzato grazie a foto iconiche del Teatro. Ovali rossi sottolineano l’anniversario Regio 50, dando risalto alle date fondamentali della storia del Teatro: 1740 – 1973 – 2023.

Il racconto per immagini si avvale di documenti storici come: la sala dell’antico Teatro fotografata da Groppelli nel 1930; la riproduzione dell’olio su tela di Giovanni Michele Graneri del 1752; lo spaccato longitudinale del Regio Teatro di Benedetto Alfieri del 1761; la foto di Bertazzini del 1936 con operai e vigili del fuoco sul tetto del Regio devastato dall’incendio. Accanto ai documenti, campeggiano bellissime immagini fotografiche di Maxime Galati-Fourcade, Andrea Macchia, Ramella&Giannese, Daniele Ratti e Arnaldo Vescovo. I testi ripercorrono la storia dall’inaugurazione nel 1740, al prestigio ben presto riconosciuto: «Questo Teatro è giudicato da tutti il più grandioso e compìto d’Europa» (Guida de’ Forestieri per la Real Città di Torino, 1753), fino al disastroso incendio del 1936, per proseguire con la ricostruzione del 1973 su progetto dell’architetto Carlo Mollino e dell’ingegnere Marcello Zavelani Rossi per arrivare ai giorni nostri, attraverso 50 anni di sogni, meraviglie ed emozioni.

L’allestimento delle arcate si inserisce nell’ampio programma di festeggiamenti per Regio 50 – che è iniziato il 10 aprile scorso, con la proiezione sulla Mole Antonelliana del logo appositamente creato per l’anniversario, e successivamente con due giornate di porte aperte gratuite, per proseguire a luglio con il Concerto di Gala “I Vespri siciliani” di Giuseppe Verdi, per ricordare la riapertura del Teatro (10 aprile 1973) firmata nella regia da Maria Callas e Giuseppe Di Stefano. Oltre alla musica, i punti cardine di questo compleanno lungo un anno sono il forte legame del Teatro con la Città, come raccontano i banner posizionati fino a fine dicembre in via Po: un percorso attraverso le emozioni degli spettacoli messi in scena negli ultimi 50 anni e Carlo Mollino protagonista della mostra Carlo Mollino: Atlante, che approfondisce la straordinaria complessità dell’artefice del Nuovo Regio che siamo felici di annunciare è stata prorogata fino al 3 marzo 2024. In omaggio a Mollino, da oggi, sulla grande vetrata di ingresso del Teatro che affaccia su Galleria Tamagno è posizionata la scritta “Teatro Regio Torino”, realizzata in neon e ricavata dalla grafia dell’architetto torinese.

Per tutte le informazioni e gli aggiornamenti: www.teatroregio.torino.it.

Dic 19


Facilitare l’accesso alle attività e agli eventi culturali da parte di tutti rimuovendo qualsiasi barriera di accesso – socio-culturale, geografica, economica, tecnologica – e ripensarne la mobilità così da rendere più sostenibili, in occasione di concerti, festival e mostre, sia la movimentazione di attrezzature e opere d’arte sia gli spostamenti degli artisti e, soprattutto del pubblico.

Sono le azioni che Torino, con la firma questa mattina della ‘Carta di Lille’ da parte della Vicesindaca Michela Favaro e delle assessore alla Cultura Rosanna Purchia e alla Transizione Ecologica Chiara Foglietta, si è impegnata a incrementare nello sviluppo di politiche culturali sostenibili e inclusive, secondo quanto proposto nell’invito all’azione promosso dalla città francese.

“Torino partecipa alle ambizioni di una cultura condivisa e sostenibile a cui hanno aderito 250 attori culturali e funzionari  di 55 città europee â€“commenta la Vicesindaca Michela Favaro-. La nostra città ha una grande esperienza nell’ospitare grandi eventi culturali e vuole incoraggiare le politiche di sostenibilità, inclusa l’economia circolare e la garanzia di condizioni di lavoro eque”.

“Consideriamo l’accessibilità culturale un fattore fondante le politiche della Città, essenziale alla crescita personale e al consolidamento del senso di appartenenza a una comunità urbana ampia ed eterogenea-sottolinea l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia -.L’impatto della crisi climatica e ambientale sul presente e sul futuro del nostro Pianeta è evidente e il settore culturale può e deve avere un ruolo nella promozione di uno sviluppo sostenibile L’arte e la cultura sono forze influenti che possono generare cambiamenti positivi”.

“Le politiche pubbliche -spiega l’assessora alla Transizione Ecologica Chiara Foglietta– possono guidare il cambiamento difendendo un’offerta culturale di qualità e accogliente per tutti. La scelta delle soluzioni più sostenibili che si tratti di mobilità o di utilizzo delle risorse piuttosto che di efficienza energetica degli edifici  è determinante nel promuovere cambiamenti positivi e un futuro più verde e inclusivo”.

L’ â€˜Eurocities Lille Call to Action per una cultura a basse emissioni di carbonio e più inclusiva’ Ã¨ un’iniziativa, guidata dalla città di Lille e da Eurocities, che invita i sindaci di tutta Europa a impegnarsi nello sviluppo di politiche ed eventi culturali locali che diano priorità alla sostenibilità e all’inclusività”.

L’invito all’azione è strutturato attorno a 16 priorità, classificate in due pilastri: la transizione ecologica delle politiche e degli eventi culturali locali e l’inclusione nella cultura e attraverso la cultura. Firmandolo, le città si impegnano a sviluppare politiche culturali sostenibili e inclusive, implementando almeno un principio per ciascun pilastro e fornendo ogni anno esempi delle loro iniziative.

L’ispirazione per la Call to Action è emersa dall’Eurocities Culture Forum 2022, ospitato dalla città di Lille e dalla metropoli europea di Lille nel settembre 2022. Il forum si è concentrato sul tema “Cultura resiliente e sostenibile: politiche culturali locali a sostegno della transizione ecologica”, generando un’attenzione e un impegno politici significativi. La città di Lille ha inizialmente sviluppato una bozza, che è stata successivamente arricchita.

Hanno firmato l’Eurocities Lille Call to Action: Amsterdam, Arezzo, Birmingham, Bologna,Bourges Braga, Bristol, Regione di Bruxelles Capitale, Chemnitz, Clermont-Ferrand, Cluj-Napoca, Colombes Colonia, Dresda, Espoo, Firenze, Gand, Glasgow, Guimaraes, Kharkiv, Kortrijk, Leeds, Lipsia, Lille, Lubiana, Manchester, Montpellier, Nantes, Odunpazari, Oulu, Reims, Rennes, Rouen, Saint-Denis, Strasburgo, Tallinn, Tampere, Terrassa, Torino, Turku, Varna e Vienna.

Le città firmatarie si impegnano a condividere le pratiche locali sviluppate per attuare le 16 priorità dell’invito all’azione. Queste pratiche saranno condivise in tutta la rete Eurocities e al di fuori della rete e, ogni anno, alle città firmatarie verrà chiesto di fornire esempi di nuove politiche o attività sviluppate a livello locale per sostenere politiche culturali a basse emissioni di carbonio e più inclusive.