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Mar 18


La mattina del 18 marzo del 2015, un gruppo di terroristi, dopo avere fallito un attacco al Parlamento di Tunisi, si sposta presso il vicino Museo del Bardo e spara sulla folla di turisti. Dei ventiquattro morti accertati: tunisini, spagnoli, polacchi, giapponesi, tedeschi; quattro sono italiani, due torinesi: la dipendente del Comune di Torino Antonella Sesino e il marito di un’altra dipendente, Orazio Conte. La moglie Carolina Bottari e una terza collega, Anna Abagnale, rimangono gravemente ferite. Facevano tutti parte della comitiva di un viaggio organizzato. Per ricordarli, come ogni anno, la Città ha deciso di fermarsi, alle ore 12, e tributare loro un saluto ufficiale in piazza Palazzo di Città. Intorno al Gonfalone Civico si sono raccolti il Sindaco Stefano Lo Russo, assessori, consiglieri comunali, familiari e amici delle vittime, per osservare un minuto di raccoglimento, preceduto dalle note del “Silenzio” eseguite da un trombettiere della banda del Corpo della Polizia Municipale.

[Fonte: CittAgorĂ ]

Mar 18


Questa mattina in piazza Carignano davanti al monumento a Vincenzo Gioberti Torino ha celebrato la Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, istituita nel 2012, con l’obiettivo di ricordare e promuovere i “valori di cittadinanza, fondamento di una positiva convivenza civile, nonché di riaffermare e consolidare l’identità nazionale attraverso il ricordo e la memoria civica”.

Sono trascorsi 163 anni, era il 17 marzo 1861, da quando la «Gazzetta Ufficiale» pubblica il reale decreto che conferisce a Vittorio il titolo di Re d’Italia per sĂ© e i suoi successori, sancendo l’UnitĂ  nazionale, quasi 7 da quando, nel novembre del 2017,  l’Inno di Mameli, o meglio «Il canto degli Italiani» – adottato provvisoriamente dal Consiglio dei ministri il 12 ottobre 1946 – grazie a una legge diventa ufficialmente l’Inno della Repubblica Italiana.

“Sono felice di vedervi qui così numerosi – ha detto l’assessora alla Politiche giovanili Carlotta Salerno rivolgendosi ai tanti bambine e bambine presenti alla cerimonia – Voi siete il presente e il futuro del nostro Paese. Una democrazia ancora giovane con alle spalle momenti di difficoltà e cambiamento, dai quali è sempre riemersa grazie alle capacità e all’umanità dei suoi cittadini. Ma l’unità del Paese non è scontata – ha proseguito -, è necessario continuare a prendersene cura quotidianamente preoccupandoci gli uni degli altri. Ci aiuta in questo l’inno di Mameli che con le sue trascinanti note accompagna i grandi eventi e ci ricorda che siamo un unico Paese, un’unica grande comunità, a scuola, al lavoro, in famiglia, nello sport, con i compagni e con i colleghi”.

Oltre agli alunni delle scuole I.C. Regio Parco Gabriella Poli, Niccolò Tommaseo e Pacchiotti-Revel, con l’assessora Salerno in piazza Carignano erano presenti i gonfaloni della  CittĂ  di Torino, della CittĂ  Metropolitana e della Regione Piemonte, insieme ai rappresentanti delle autoritĂ  di Stato.

Deposta una corona di alloro della CittĂ  di Torino per ricordare tutti i Caduti  del Risorgimento Italiano sono poi intervenuti Agnese De Bortoli, sindaca del Consiglio comunale dei ragazzi e Stefano Arcangeli, dell’Istituto Tommaseo. Ha preso la parola anche Umberto d’Ottavio, presidente del Patto Nord Ovest e promotore della legge per il riconoscimento ufficiale dell’Inno d’Italia, il cui testo scritto da Goffredo Mameli il 10 settembre 1847 fu musicato proprio a Torino da Michele Novaro.

La cerimonia è stata accompagnata dalle note della Banda musicale del Corpo di Polizia municipale di Torino.

[Fonte: TorinoClick]

Mar 15


Per quarantamila torinesi, questi sono giorni speciali. In questo periodo, in tutto il mondo le persone di religione musulmana celebrano il Ramadan, un periodo di preghiera e purificazione che costituisce uno dei pilastri della religione monoteista fondata dal profeta Mohamed , Maometto, nel VII secolo. Anche sotto la Mole, quindi, i nostri concittadini e concittadine di fede musulmana vivono questo periodo di intensa spiritualità. Sono di cittadinanza (o di origine: in migliaia sono infatti cittadini e cittadine italiani a tutti gli effetti) marocchina, egiziana, senegalese, tunisina, bengalese e altre ancora: a tutti loro, la Città si è idealmente stretta nella cerimonia dell’Iftar, la rottura del digiuno diurno che avviene al tramonto. Presso la sala conferenze del Museo Nazionale del Cinema, si sono riuniti numerosi esponenti delle moschee torinesi e di varie associazioni di matrice islamica. A rappresentarle al tavolo degli oratori, la giovane Halima Rakiki e Mohamed Abdelrahman. Con loro, oltre al presidente del Comitato Interfedi, Valentino Castellani (sindaco di Torino fra il 1993 e il 2001), l’assessora Gianna Pentenero, la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo e il presidente della Commissione contro intolleranza e razzismo Abdullahi Ahmed Abdullahi. In attesa del tramonto, momento di rottura del severo digiuno (il Ramadan prevede che nelle ore diurne non si assumano cibo e bevande), dal Museo Nazionale del Cinema è partito un corale messaggio di unità nella diversità, di pace e fratellanza. Per vivere insieme, è stato sottolineato nel corso dell’incontro, occorre conoscersi, confrontarsi. Per costruire insieme questo Paese, con rispetto per le differenze e con i valori della Costituzione Repubblicana a tutelare – e vincolare – tutte le componenti della mostra comunità.

[Fonte: CittAgorĂ ]