preload
Ott 11


Inaugurata a Cascina Roccafranca, in via Rubino 45, la mostra lanormalità.
Aperta dall’11 al 24 ottobre 2011, lanormalità è un omaggio a Carrol Rama, Frida Kahlo e Louise Bourgeois. L’esposizione comprende una raccolta di disegni, dipinti, collage, frammenti in sfilata (progetto Palafuksas) abiti-sculture ispirati ai simboli delle tre grandi religioni monoteiste: Ebraismo, Cristianesimo ed Islamismo.

La parola, scritta volutamente senza punteggiatura, pone l’accento sulla relatività del punto di vista nella percezione di ciò che è normale e ciò che non lo è.
Il tema dell’a\normalità è stimolato dal fatto che, negli artisti scelti come riferimento per l’attività di laboratorio, esiste un rapporto e una riflessione sulla sottile inquietudine relativa alla normalità apparente del contesto in cui si vive.

Il laboratorio condotto in via Pilo dall’artista Andrea Guerzoni ha utilizzato modalità, tecniche e strategie artistiche contemporanee per indagare i concetti di normale-anormale, regolare-irregolare, bello-brutto. Le opere e la vita dell’artista torinese Carol Rama, di Frida Kahlo e Louise Bourgeois, in particolare, sono state l’occasione per analizzare il tema della difficoltà esistenziale e della disabilità.
Una proposta artistica ironica, impegnata e formale, in sintonia con la grande arte di Carol, Frida e Louise.

Taggato con:
Set 30


Secondo giorno della settima edizione di Torino Spiritualità.
L’edizione 2011, dal titolo “IN FINE. Vivere sul limite dei tempiâ€, è dedicata quest’anno agli interrogativi sugli scenari futuri dell’umanità. Seguita con grande interesse, come testimonia la lunga coda in piazza Carignano, in attesa di assistere all’incontro “Apocalissi interioriâ€, con Umberto Galimberti.
Da segnalare, alla Cavallerizza Reale, la mostra Private Garden di Giacomo Costa, autore dell’immagine di copertina di Torino Spiritualità 2011. Curata da Luca Beatrice, Private Garden si compone di due istallazioni: la prima ripropone in versione ridotta l’omonimo lavoro presentato alla Biennale di Venezia del 2009; la seconda riproduce, tramite grandi stampe su pvc – nelle immagini – una natura trionfale e vendicativa nell’atto di dominare architetture ormai deserte e abbandonate.

Tutte le informazioni e il programma sono disponibili sul sito della manifestazione.

Taggato con:
Lug 29


Oltrepassi il portone di via Foggia 28 e per un attimo credi di essere a Berlino. È questa la sensazione che stamattina hanno provato un po’ tutti i partecipanti della quinta commissione consiliare, presieduta da Luca Cassiani, quando, varcato l’androne di una palazzina nel cuore del quartiere Aurora, si sono trovati di fronte a un’area urbana – che presto sarà abbattuta per essere trasformata in loft residenziali – ma che oggi – e ancora per soli due giorni – è una vera e propria factory, un luogo ideale da invadere con l’arte, la sperimentazione, la creatività e tutti quei progetti che puntano sulla condivisione, la rinascita e la rigenerazione.
Mille e cinquecento mq di spazio dismesso, che anziché essere lasciati senza scrupolo a un destino inconsolabile di deterioramento e abbandono, compongono uno spazio destinato alle mostre, alle performance, alle attività di quartiere, ai concerti e soprattutto all’arte urbana.

Un’operazione realizzata, senza alcun contributo esterno, dall’associazione Urbe – Rigenerazione Urbana, formata da nove ragazzi tra cui urbanisti, architetti ed economi e affiancata da molte realtà artistiche e associative, fra cui l’associazione Izmo, che si occupa di design e mobilità sostenibile, e il gruppo artistico Ozmotic.
All’interno inoltre, la fabbrica ha destinato alcuni spazi al progetto artistico Fart – Fare Arte a ogni costo, finalizzato a dare accoglienza e spazi di espressione a giovani artisti privi di visibilità nei consueti spazi espositivi della città.

Quella che un tempo era la fabbrica Aspira ora è un casa d’arte composta da una serie di stanze labirintiche colorate dove poter ascoltare musica dipingere, vedere alberi di parole crescere sulle pareti (Opiemme) e spaventose meduse incorniciare porte cadenti, dove i vetri rotti scompaiono inghiottiti da mostruosi hamburger e Marlin Monroe è un’impiegata del call center. Bottiglie di birra vuote indicano le direzioni in cui perdersi, ma puoi anche scegliere di sederti su quel divano marrone lì in fondo e credere nel Presidente o in Super Mario Bros. La cosa certa è che mentre sali e scendi e apri e chiudi, quelle scale e quelle porte, quella terrazza e quelle finestre, quegli stencil e quei murales, quei graffiti e quelle tag sono le cose più reali che uno possa vedere.

Tutto questo però ha una data di scadenza: 31 luglio 2011.
Lo spazio infatti è in attesa di essere demolito e riconvertito in modern loft. Fino a domenica però, l’ex fabbrica che è stata per quattro mesi un laboratorio di idee, uno spazio per l’espressione, un centro di eventi culturali e un luogo di svago e informazione per gli abitanti, riscoperto e reso temporaneamente accessibile a tutti, ospiterà chiunque volesse vederlo dal vero e non più solo in video.

L’assessore alla cultura Maurizio Braccialarghe, che entusiasta ha partecipato anche lui alla visita, ha garantito al gruppo creativo il suo sostegno affinché questo modo di far cultura, con passione e negli spazi della cintura – possa avere un futuro.

[fonte: TorinoClick]

Taggato con: