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Lug 22


L’associazione culturale Art Kitchen, in collaborazione con la fondazione Contrada Torino Onlus, propone anche a Torino la performance dell’artista Ivan “Pagina Bianca”, un’iniziativa di arte pubblica nata dalla volontà di coinvolgere i cittadini e dar loro la possibilità di esprimere la propria creatività.
Dopo Firenze (Piazza della Repubblica, Aprile 2009), Bologna (Piazza Maggiore, Gennaio 2010), Genova (Piazza De Ferraris, Giugno 2010), Napoli (Piazza Dante, Ottobre 2010), Verona (ArtVerona, Ottobre 2010), Ferrara (Piazza Della Cattedrale, Novembre 2010), continua il tour della performance Pagina bianca che ad oggi ha coinvolto più di 9000 cittadini nella più grande iniziativa di arte pubblica.
Dopo Torino, la performance sarà in programma a Roma (Ottobre 2011), Milano (Ottobre 2011) e Venezia (Febbraio 2012).
L’iniziativa era stata programmata il 3 giugno scorso, poi rinviata a causa del maltempo.

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Giu 16


Se sul finire degli anni ’70 del secolo scorso la Transavanguardia proponeva modelli di superamento alla sterilità delle neoavanaguardie ormai consumate su temi iperconcettuali, all’inizio di questi anni gli artisti di Transafricana propongono modelli alternativi, di recupero del sentimento del reale, della vita, rifiutando la corsa verso la globalizzazione estetica che pervade ormai tutta l’arte occidentale.
Come un grande pachiderma addormentato, l’Africa si risveglia da un sonno ancestrale e irrompe con grande forza ed energia nella storia dell’arte contemporanea internazionale, rivalutando la magia della vita e la sacralità dell’arte.
Citando Paul Klee, Achille Bonito Oliva afferma che “l’arte non ripete le cose visibili, ma rende visibile”. Progetto e casualità creativa si intrecciano simultaneamente nell’opera, portata a bilanciare con la complessità dell’arte l’insufficienza di una realtà schematica e riduttiva. L’arte procura stordimento e nello stesso tempo conoscenza, una perdita di senso ed anche un suo accrescimento, tramite il disorientamento di una pratica che, per definizione, tende a ribaltare la comunicazione sociale, posta normalmente sotto il segno dello scambio unilaterale ed economico.
Sulla base di questo assioma il curatore ha scelto i 6 artisti provenienti dal continente più antico, l’Africa, ognuno di loro opera all’interno di una consapevolezza culturale, fortemente ancorato alle sue radici ed utilizza un linguaggio fatto di segni che lo stesso artista conosce molto bene e pertanto non cerca di domarlo, semmai di assecondarlo secondo procedimenti che implicano l’idea di progetto e di scelta. Il risultato invece viene lasciato ai suoi esiti liberi, fuori da qualsiasi attesa o preveggenza. Non è infatti l’artista ad essere preveggente, ma il linguaggio che cova dentro di sé immagini e risultati inusitati. L’artista conosce la tecnica della sopraffazione attiva del linguaggio che si basa sullo stordimento dei procedimenti creativi, abbassamento automatico delle tecniche compositive.
E’ questa la differenza tra arte africana e occidentale.
L’arte africana prima di quella contemporanea occidentale si è affrancata dalle servitù contenutistiche e cerca sempre il movimento della forma capace di trasfigurare ogni tema e portare sulla soglia del linguaggio ogni empito e slancio. Il linguaggio diventa il filtro attraverso cui passano segni, simboli e significati che vengono come vivificati e nello stesso tempo rielaborati nel passaggio della forma.
L’arte in questo senso trova il valore della spiritualità in se stessa, in quanto trasfigura ogni dettato visivo in un segno nuovo capace di dare durata e fissità esemplare all’istante e al transeunte. L’arte è sacra perché realizza il miracolo di dare durata all’impossibile durata della vita.
L’artista africano è dunque artefice, opera sui materiali depositati dentro la sua coscienza, nel magma della sua sensibilità che affronta la prova elaborata dell’opera, del risultato compiuto, il solo capace di garantire e di garantirgli lo statuto demiurgo.

TRANSAFRICANA
a cura di Achille Bonito Oliva
17 giugno – 16 ottobre 2011
chiusura estiva 1 agosto – 31 agosto
Inaugurazione 16 giugno 2011 h 18.00
Fondazione 107, Via Sansovino 234 Torino
giovedì – domenica 14.00 – 19.00
Ingresso 5,00 euro – 3,00 euro ridotto (dai 13 ai 18 e over 65)
Ingresso gratuito sino ai 12 anni e per i possessori di Abbonamento Musei Piemonte
Per informazioni:
www.fondazione107.it
info@fondazione107.it
tel. 011 4544474

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Giu 09



Al Pav – Parco d’Arte Vivente, via Giordano Bruno 31 – è stata inaugurata Living works – Opere viventi – personale dell’artista Eduardo Kac, uno tra i più noti ‘esploratori’ dell’interazione tra esseri viventi e robot. Tema principale è l’approdo a nuove forme d’arte sfruttando le scoperte dell’ingegneria genetica.
La mostra, aperta al pubblico fino al 25 settembre, è curata da Claudio Cravero con la collaborazione il Museo d’Arte Contemporanea di Rivoli e con il contributo della Compagnia di San Paolo ed è la prima esposizione in Italia dedicata all’artista nativo di Rio de Janeiro, con residenza a Chicago.
Al Pav si puà fare la conoscenza con l’installazione Edunia, ‘fusione’ tra una pianta di petunia con il dna dell’artista brasiliano. E si può prendere confidenza con Essay Concerning Human Understanding (1994) una sorta di relazione sensoriale tra un canarino e un filodendro, collocati rispettivamente al Pav e nella sala lettura della Manica lunga del Castello di Rivoli.
Nella project room, infine, arte transgenica e biopoesia si presentano nell’allestimento di un kit, il Chyper (2009): contiene pipette, provette, agar-agar e materiali collocati come a voler invitare i visitatori a cimentarsi in una sperimentazione

Eduardo Kac – Living works
Dal 10 giugno al 25 settembre
Da mercoledì a venerdì, ore 10 – 13, 15 – 18; sabato e domenica 12 – 19
Ingresso: intero 3 euro, ridotto 2 euro, gratuito Torino Musei / Torino+Piemonte Card

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