preload
Set 30


L’autunno torinese si apre con una protagonista assoluta della fotografia del Novecento: Lee Miller. Dal 1° ottobre 2025 al 1° febbraio 2026, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia ospita “Lee Miller. Opere 1930-1955”, un percorso attraverso oltre 160 immagini provenienti dai Lee Miller Archives, molte delle quali inedite, che restituiscono tutta la ricchezza di una vita intensa e di un talento multiforme.

Curata dal direttore artistico Walter Guadagnini, la mostra esplora le molteplici anime della fotografa americana: dagli esordi surrealisti al fianco di Man Ray ai ritratti mondani della New York anni Trenta, dalle atmosfere enigmatiche dell’Egitto alle cronache di guerra pubblicate su Vogue, fino alle immagini intime della vita privata in Inghilterra. Un racconto che testimonia la continua ricerca di nuovi linguaggi e la capacità di attraversare con lo sguardo fotografico i momenti cruciali del secolo.

Ad aprire ufficialmente l’esposizione sarà l’apertura straordinaria del 30 settembre (ore 21.00–24.00), un regalo che CAMERA offre gratuitamente al pubblico e alla città per inaugurare non solo la mostra, ma anche i festeggiamenti del suo decimo anniversario.

Dieci anni di CAMERA: un centro culturale internazionale per la fotografia

Fondata nel 2015, CAMERA compie dieci anni e celebra questo traguardo con un programma lungo dieci mesi: mostre, incontri, workshop, giornate di studio, eventi di editoria fotografica e iniziative pubbliche dedicate a raccontare la fotografia di ieri, di oggi e di domani.

Dal suo esordio con l’esposizione di Boris Mikhailov, CAMERA ha ospitato 85 mostre, accolto 600mila visitatori e dato spazio a grandi maestri – da Robert Capa a Henri Cartier-Bresson, da Tina Modotti a Man Ray – accanto a protagonisti contemporanei come Martin Parr e Sandy Skoglund, senza dimenticare gli autori italiani di fama internazionale, tra cui Gianni Berengo Gardin e Carlo Mollino.

Non solo esposizioni: in dieci anni CAMERA ha organizzato 250 appuntamenti pubblici con oltre 350 ospiti internazionali, dal calibro di Susan Meiselas a Paolo Pellegrin, rafforzando il proprio ruolo di piattaforma di dialogo culturale. Le collaborazioni con istituzioni come il MoMA, il Jeu de Paume, l’ICP di New York e i Lee Miller Archives hanno consolidato la sua vocazione internazionale, riconosciuta anche nel giugno 2025 con il premio Lucie Award – categoria Spotlight, che ha premiato la capacità del centro di rivolgersi a pubblici diversi con un’offerta inclusiva e di qualità.

Un anniversario proiettato al futuro

CAMERA compie dieci anni: un traguardo che celebriamo con entusiasmo, orgoglio e anche tanta emozione” – commenta il presidente Emanuele Chieli. “Abbiamo costruito un percorso solido, fatto di impegno e visione, ma soprattutto abbiamo reso la fotografia un linguaggio accessibile e inclusivo. Brindiamo a questi primi dieci anni con gratitudine e ci prepariamo ad affrontare i prossimi con rinnovata energia e responsabilità”.

In questa direzione si inseriscono progetti innovativi come Imaginarium, la piattaforma digitale gratuita di educazione all’immagine, e il percorso multisensoriale “La storia della fotografia nelle tue mani”, pensato per garantire l’accessibilità anche a persone cieche o ipovedenti. Parallelamente, CAMERA continua il suo impegno nella valorizzazione degli archivi fotografici italiani, dalla catalogazione al recupero di fondi storici, fino al coordinamento di iniziative nazionali e internazionali.

Un 2025-2026 da vivere insieme

Il compleanno di CAMERA non è solo un’occasione per guardare al passato, ma soprattutto per riflettere sul presente e il futuro della fotografia. Le celebrazioni animeranno Torino fino all’estate 2026, con un palinsesto che accompagnerà la grande mostra dedicata a Lee Miller e che si aprirà anche alle voci e agli sguardi del contemporaneo.

Dal cuore della città, in via delle Rosine, CAMERA continua così a essere “esporre, raccontare, diffondere”: un luogo vivo, inclusivo e internazionale, che nei prossimi dieci mesi invita il pubblico a celebrare la fotografia come linguaggio universale di dialogo e di emozione condivisa.

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
Via delle Rosine 18, Torino – www.camera.to

10 anni di Camera sul fotoblog della Città:

Set 30


Per la prima volta le motociclette elettriche entrano a far parte del parco mezzi della Polizia Locale. Sono tre i nuovi mezzi in dotazione del Corpo che sono stati consegnati oggi.

L’acquisto è stato effettuato tramite la Prefettura, in qualità di centrale di committenza, con fondi erogati dalla Regione Piemonte per veicoli destinati alle Forze di Polizia, nell’ambito del “Patto per la Sicurezza”, su capitolato tecnico predisposto dalla Città di Torino.

Una nuova dotazione sperimentale nell’ottica di un progressivo rinnovo della flotta con mezzi sempre più ecologici.

«L’ingresso nel parco mezzi della Polizia locale di tre motociclette elettriche, insieme a ‘Green To Share’, il servizio di green sharing riservato ai dipendenti comunali avviato ad aprile dello scorso anno – affermano l’assessora alla Transizione Ecologica e Innovazione Chiara Foglietta e l’assessore alla Sicurezza e Polizia Locale Marco Porcedda – si inserisce in un più ampio quadro di interventi messi in campo dalla Città per incentivare la mobilità sostenibile e ridurre le emissioni. Le tre moto vanno ad aumentare il parco veicoli della Polizia Locale che i nostri agenti possono utilizzare fin da subito durante il servizio di sicurezza agli eventi e alle manifestazioni cittadine».

Si tratta della tipologia di motocicli definiti “enduro stradale – adventure” a marchio Zero, modello DSR/X, dotati di livrea del Corpo di Polizia Locale della Città. Le moto sono equipaggiate con dispositivi di segnalazione acustica e luminosa (sirena, luci lampeggianti anteriori, luce lampeggiante posteriore su asta telescopica estensibile), di potenza 100 cavalli e 75 kW, con coppia massima di 229 Nm. L’autonomia dichiarata in utilizzo urbano è di 288 chilometri, con un tempo di ricarica standard di 2,2 ore e un tempo di ricarica rapida da 6 kW pari a 1,1 ore. Gli agenti del reparto di assegnazione, il Radiomobile, le testeranno nelle più diverse condizioni operative, utilizzandole esattamente come gli altri motoveicoli, per pattugliamenti del territorio, pronto intervento, scorte, interventi urgenti per problematiche di viabilità.

Nelle immagini il momento della consegna alle e agli agenti del reparto Radiomobile con l’assessore alla Sicurezza e Polizia Locale Marco Porcedda, l’assessora alla Transizione Ecologica e Innovazione Chiara Foglietta e il Comandante della Polizia Locale Roberto Mangiardi.

Set 26


In occasione del 700° anniversario del primo volume dei Liber Consiliorum (gli Ordinati del 1325), la Città di Torino ha inaugurato la mostra “Il Trecento a Torino nell’Archivio della Città. I 700 anni del primo volume degli Ordinati”.

La mostra, realizzata in collaborazione con la Presidenza del Consiglio comunale, è stata anticipata dalla presentazione nella Sala Rossa di Palazzo Civico dove era stato esposto il prezioso primo volume dei Liber Consiliorum, segnando un ideale ritorno alle origini dell’assemblea consiliare, prima di essere trasferito per l’esposizione.

L’inaugurazione della mostra si è tenuta successivamente presso i locali dell’Archivio Storico della Città di Torino in via Barbaroux 32. L’evento è stato arricchito da un’apertura straordinaria serale, libera e gratuita, con visite guidate a cura degli archivisti, in quanto rientrava tra le iniziative di UNIGHT, Notte Europea delle ricercatrici e dei ricercatori.

La mostra attinge al vasto fondo documentario civico, che copre quasi ininterrottamente sette secoli di storia, esponendo preziosi documenti medievali che raccontavano la vita amministrativa e quotidiana nella Torino del Basso Medioevo.

Oltre al primo volume degli Ordinati, tra i reperti di maggiore spicco che i visitatori possono ammirare ci sono:

  • Lo straordinario documento delle franchigie concesse dal conte Amedeo VI di Savoia nel 1360.
  • Gli Statuti del 1360, noti come il “Codice della Catena”, che regolavano la vita dei torinesi per quasi cinque secoli.
  • Altri documenti significativi come il Liber pactiorum (1280), il Catasto medievale (1363) e le prime rappresentazioni della città, tra cui la celebre pianta di Torino di Giovanni Caracha (Cinquecento).

I relatori, tra cui la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo e l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia, hanno sottolineato come l’Archivio Storico sia un essenziale “scrigno di conoscenza” che, con questa esposizione, rafforza il legame della comunità con il proprio passato.

Informazioni Utili per la Visita

La mostra rimane aperta con ingresso gratuito fino al 31 dicembre.

  • Dove: Archivio Storico della Città di Torino, via Barbaroux 32.
  • Orari: Dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 16:30.