Antonietta Di Martino è la nuova assessora all’Istruzione della Città di Torino.
Laureata in Pedagogia all’Università di Torino, Di Martino è dirigente scolastica in distacco presso l’Ufficio scolastico regionale, dove si è finora occupata della promozione e gestione della sicurezza nelle scuole, anche tramite l’Osservatorio regionale. Ha diretto per 23 anni il I Circolo didattico di Rivoli, dal 1992 al 2015.
Tra gli altri incarichi ricoperti nell’Usr, la responsabilità del progetto “La scuola digitale in Piemonte”.
Presso l’Università telematica eCampus ha un contratto di docenza nel master “Il ruolo del dirigente nelle istituzioni scolastiche” per le materie “La Valutazione del sistema scolastico” e “La sicurezza nelle scuole”. Nello stesso ateneo, nel corso di laurea Scienze pedagogiche della facoltà di Psicologia, è titolare dell’insegnamento “Salute e sicurezza nella scuola”.
Ha inoltre svolto molti altri incarichi in attività didattiche e seminariali.
Oggi la sindaca Appendino ha presentato alla stampa la nuova assessora della sua Giunta, ringraziando l’assessora Patti per il lavoro svolto in due anni e mezzo difficili e con carenza di risorse disponibili. La scelta della nuova assessora, ha spiegato la sindaca, è basata sulle sue competenze, necessarie in questa fase della vita della scuola torinese.
La presentazione (testo completo) della nuova assessora alla stampa.
[Fonte: TorinoClick]
La Chiesa del SS. Sudario di Torino è pronta per riaprirsi alla città e per svelare finalmente, dopo i restauri, lo splendore della sua volta a botte affrescata negli anni ’30 del Settecento dai pittori Piero Alzeri e Michele Antonio Milocco. Il gioiello settecentesco appartenente alla Confraternita del SS. Sudario, e nella cui cripta da vent’anni ha spazio il Museo della Sindone, è stato ufficialmente riconsegnato ai torinesi venerdì 11 gennaio.
“Il restauro degli affreschi – sottolinea la sindaca Chiara Appendino – rappresenta non solo un importante intervento finalizzato alla salvaguardia di un prezioso bene storico e artistico cittadino, ma anche un atto di attenzione e rispetto nei confronti di uno dei simboli, la Sindone, in cui la nostra città ormai da secoli si riconosce”.
La chiesa viene così restituita alla città non solo per le funzioni religiose e gli incontri dei Confratelli del Santo Sudario, ma anche per un fruizione più ampia attraverso mostre, conferenze e concerti.



