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Set 30


Un viaggio attraverso tempo, memoria e immaginazione. Ieri sera il MAUTO – Museo Nazionale Un viaggio attraverso tempo, memoria e immaginazione. Ieri sera il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile ha inaugurato RITORNO AL FUTURO. PROTOTIPI DI TEMPO, la nuova mostra curata da Gianluigi Ricuperati che celebra il quarantesimo anniversario del cult di Robert Zemeckis intrecciando automobile e orologio, due archetipi di design che hanno plasmato l’immaginario collettivo.

Davanti a un pubblico numeroso, l’opening è stato introdotto da un talk che ha visto dialogare Giorgetto Giugiaro, il leggendario designer della DeLorean DMC-12, e l’artista Anri Sala, moderati dallo stesso curatore. Un confronto sul rapporto tra creatività e percezione del tempo, in cui la macchina del tempo è diventata metafora di un presente sospeso tra accelerazioni digitali e nostalgia del passato.

Protagonista assoluta della prima sezione espositiva è stata proprio la DeLorean, l’auto del 1981 disegnata da Giugiaro e diventata mito sul grande schermo: acciaio inox non verniciato, linee tese, porte ad ali di gabbiano. Accanto alla vettura, disegni originali e materiali d’archivio di Italdesign hanno raccontato il processo creativo che ha dato forma a un’icona intramontabile. A completare l’omaggio alla saga cinematografica, alcuni oggetti di scena originali provenienti dalla collezione di Bill e Patrick, tra cui il tastierino numerico TRW e l’interruttore dei circuiti temporali della “Macchina del tempo”.

La seconda parte della mostra porta invece lo sguardo nell’arte contemporanea con la serie Suspended di Anri Sala: dodici opere digitali, tante quante le ore del quadrante di un orologio, presentate per la prima volta in un’istituzione museale. Un percorso visivo che riflette sulla fluidità e sospensione del tempo, sul dialogo tra ciò che è misurabile e ciò che sfugge a ogni calcolo.

RITORNO AL FUTURO. PROTOTIPI DI TEMPO sarà visitabile fino all’11 gennaio 2026 nelle Project Room del primo piano del MAUTO. Un’occasione per attraversare, tra emozione e riflessione, le molteplici dimensioni di un tempo che corre, si sospende e torna indietro.

Maggiori informazioni su www.museoauto.com

Set 30


L’autunno torinese si apre con una protagonista assoluta della fotografia del Novecento: Lee Miller. Dal 1° ottobre 2025 al 1° febbraio 2026, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia ospita “Lee Miller. Opere 1930-1955”, un percorso attraverso oltre 160 immagini provenienti dai Lee Miller Archives, molte delle quali inedite, che restituiscono tutta la ricchezza di una vita intensa e di un talento multiforme.

Curata dal direttore artistico Walter Guadagnini, la mostra esplora le molteplici anime della fotografa americana: dagli esordi surrealisti al fianco di Man Ray ai ritratti mondani della New York anni Trenta, dalle atmosfere enigmatiche dell’Egitto alle cronache di guerra pubblicate su Vogue, fino alle immagini intime della vita privata in Inghilterra. Un racconto che testimonia la continua ricerca di nuovi linguaggi e la capacità di attraversare con lo sguardo fotografico i momenti cruciali del secolo.

Ad aprire ufficialmente l’esposizione sarà l’apertura straordinaria del 30 settembre (ore 21.00–24.00), un regalo che CAMERA offre gratuitamente al pubblico e alla città per inaugurare non solo la mostra, ma anche i festeggiamenti del suo decimo anniversario.

Dieci anni di CAMERA: un centro culturale internazionale per la fotografia

Fondata nel 2015, CAMERA compie dieci anni e celebra questo traguardo con un programma lungo dieci mesi: mostre, incontri, workshop, giornate di studio, eventi di editoria fotografica e iniziative pubbliche dedicate a raccontare la fotografia di ieri, di oggi e di domani.

Dal suo esordio con l’esposizione di Boris Mikhailov, CAMERA ha ospitato 85 mostre, accolto 600mila visitatori e dato spazio a grandi maestri – da Robert Capa a Henri Cartier-Bresson, da Tina Modotti a Man Ray – accanto a protagonisti contemporanei come Martin Parr e Sandy Skoglund, senza dimenticare gli autori italiani di fama internazionale, tra cui Gianni Berengo Gardin e Carlo Mollino.

Non solo esposizioni: in dieci anni CAMERA ha organizzato 250 appuntamenti pubblici con oltre 350 ospiti internazionali, dal calibro di Susan Meiselas a Paolo Pellegrin, rafforzando il proprio ruolo di piattaforma di dialogo culturale. Le collaborazioni con istituzioni come il MoMA, il Jeu de Paume, l’ICP di New York e i Lee Miller Archives hanno consolidato la sua vocazione internazionale, riconosciuta anche nel giugno 2025 con il premio Lucie Award – categoria Spotlight, che ha premiato la capacità del centro di rivolgersi a pubblici diversi con un’offerta inclusiva e di qualità.

Un anniversario proiettato al futuro

CAMERA compie dieci anni: un traguardo che celebriamo con entusiasmo, orgoglio e anche tanta emozione” – commenta il presidente Emanuele Chieli. “Abbiamo costruito un percorso solido, fatto di impegno e visione, ma soprattutto abbiamo reso la fotografia un linguaggio accessibile e inclusivo. Brindiamo a questi primi dieci anni con gratitudine e ci prepariamo ad affrontare i prossimi con rinnovata energia e responsabilità”.

In questa direzione si inseriscono progetti innovativi come Imaginarium, la piattaforma digitale gratuita di educazione all’immagine, e il percorso multisensoriale “La storia della fotografia nelle tue mani”, pensato per garantire l’accessibilità anche a persone cieche o ipovedenti. Parallelamente, CAMERA continua il suo impegno nella valorizzazione degli archivi fotografici italiani, dalla catalogazione al recupero di fondi storici, fino al coordinamento di iniziative nazionali e internazionali.

Un 2025-2026 da vivere insieme

Il compleanno di CAMERA non è solo un’occasione per guardare al passato, ma soprattutto per riflettere sul presente e il futuro della fotografia. Le celebrazioni animeranno Torino fino all’estate 2026, con un palinsesto che accompagnerà la grande mostra dedicata a Lee Miller e che si aprirà anche alle voci e agli sguardi del contemporaneo.

Dal cuore della città, in via delle Rosine, CAMERA continua così a essere “esporre, raccontare, diffondere”: un luogo vivo, inclusivo e internazionale, che nei prossimi dieci mesi invita il pubblico a celebrare la fotografia come linguaggio universale di dialogo e di emozione condivisa.

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
Via delle Rosine 18, Torino – www.camera.to

10 anni di Camera sul fotoblog della Città:

Set 26


In occasione del 700° anniversario del primo volume dei Liber Consiliorum (gli Ordinati del 1325), la Città di Torino ha inaugurato la mostra “Il Trecento a Torino nell’Archivio della Città. I 700 anni del primo volume degli Ordinati”.

La mostra, realizzata in collaborazione con la Presidenza del Consiglio comunale, è stata anticipata dalla presentazione nella Sala Rossa di Palazzo Civico dove era stato esposto il prezioso primo volume dei Liber Consiliorum, segnando un ideale ritorno alle origini dell’assemblea consiliare, prima di essere trasferito per l’esposizione.

L’inaugurazione della mostra si è tenuta successivamente presso i locali dell’Archivio Storico della Città di Torino in via Barbaroux 32. L’evento è stato arricchito da un’apertura straordinaria serale, libera e gratuita, con visite guidate a cura degli archivisti, in quanto rientrava tra le iniziative di UNIGHT, Notte Europea delle ricercatrici e dei ricercatori.

La mostra attinge al vasto fondo documentario civico, che copre quasi ininterrottamente sette secoli di storia, esponendo preziosi documenti medievali che raccontavano la vita amministrativa e quotidiana nella Torino del Basso Medioevo.

Oltre al primo volume degli Ordinati, tra i reperti di maggiore spicco che i visitatori possono ammirare ci sono:

  • Lo straordinario documento delle franchigie concesse dal conte Amedeo VI di Savoia nel 1360.
  • Gli Statuti del 1360, noti come il “Codice della Catena”, che regolavano la vita dei torinesi per quasi cinque secoli.
  • Altri documenti significativi come il Liber pactiorum (1280), il Catasto medievale (1363) e le prime rappresentazioni della città, tra cui la celebre pianta di Torino di Giovanni Caracha (Cinquecento).

I relatori, tra cui la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo e l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia, hanno sottolineato come l’Archivio Storico sia un essenziale “scrigno di conoscenza” che, con questa esposizione, rafforza il legame della comunità con il proprio passato.

Informazioni Utili per la Visita

La mostra rimane aperta con ingresso gratuito fino al 31 dicembre.

  • Dove: Archivio Storico della Città di Torino, via Barbaroux 32.
  • Orari: Dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 16:30.