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Ott 23


Oggi, 23 ottobre, alle ore 11.00, nella Sala Rossa di Palazzo Civico, si è tenuta la cerimonia di consegna del Sigillo Civico al Direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco. L’onorificenza è stata conferita dalla Presidente del Consiglio Comunale, Maria Grazia Grippo, e dal sindaco, Stefano Lo Russo.

Il conferimento del Sigillo Civico, la più alta onorificenza che un cittadino torinese possa ricevere, equiparabile alla cittadinanza onoraria, è stato approvato all’unanimità dal Consiglio comunale. La mozione, presentata dalle consigliere Lorenza Patriarca e Nadia Conticelli, riconosce in Christian Greco una personalità di rilievo a livello scientifico, con numerose pubblicazioni e partecipazioni a convegni in qualità di esperto. Greco vanta collaborazioni come docente in prestigiose università, tra cui Torino, Napoli, Pisa, la Cattolica del Sacro Cuore di Milano e la New York University di Abu Dhabi.

Sotto la sua guida, il Museo Egizio ha raggiunto una straordinaria popolarità, diventando il terzo museo più visitato in Italia, dopo la Galleria degli Uffizi e la Galleria dell’Accademia di Firenze, con ben 900mila visitatori annui. Il suo lavoro ha inoltre generato un impatto economico significativo per il territorio torinese, con un valore stimato di 187 milioni di euro.

Christian Greco è stato recentemente insignito anche del titolo di “Torinese dell’anno 2023” dalla Camera di Commercio di Torino, a ulteriore riconoscimento del suo contributo eccezionale alla cittĂ  e alla cultura museale internazionale.

 

Ott 23


Contrastare il digital divide, incrementando il numero di persone sul territorio cittadino in grado di accedere a servizi digitali. Questo l’obiettivo dei 45 punti di facilitazione digitale che l’amministrazione comunale mette a disposizione dei cittadini per aiutarli a conoscere e utilizzare le nuove tecnologie, proteggere dati personali e privacy, a risolvere piccoli problemi tecnici e soprattutto ad usufruire dei sempre più numerosi servizi messi a disposizione digitalmente dalla pubblica amministrazione.

“Combattere il digital divide – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – significa contribuire ad abbattere le diseguaglianze e avvicinare sempre di più le cittadine e i cittadini alla pubblica amministrazione, facilitando loro l’accesso ai servizi on line, oggi fondamentali per tantissimi aspetti della vita quotidiana.
Questo è un tema in cui crediamo e su cui come amministrazione siamo al lavoro sin dall’inizio del nostro mandato: la costruzione di una comunità cittadina più coesa passa anche attraverso la possibilità per tutte e tutti di avere accesso agli stessi servizi”.

Il progetto, finanziato con 1milione e 700mila euro di fondi regionali, è stato sviluppato dall’assessorato alle Politiche Sociali. I 160 facilitatori digitali stanno entrando in servizio da alcune settimane e saranno operativi a pieno regime a breve in 11 sedi della Città (PIU, Informagiovani, sedi delle Circoscrizioni,
sportelli Centro Lavoro Torino, sportello Edilizia Residenziale Pubblica) più 33 sedi messe a disposizione da enti del terzo settore e sul nuovo bibliobus itinerante fornito dall’assessorato alla Cultura e dalle Biblioteche Civiche.
Ciascuna sede offrirĂ  24 ore settimanali di assistenza individuale e 50 ore annue di formazione a gruppi di cui potranno beneficiare 36.540 persone su tutta la CittĂ  entro il 31 dicembre del prossimo anno.

“I punti di facilitazione digitale sono uno strumento molto utile messo a disposizione di tutta la cittadinanza – afferma l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli -. Grazie a questo progetto anche le persone più fragili e con minori risorse economiche e culturali potranno più facilmente beneficiare dei servizi che la pubblica amministrazione mette loro a disposizione e che, proprio grazie alla nuova strategia digitale della Città, saranno sempre più numerosi e inclusivi”.

I punti di facilitazione si inseriscono infatti nella più ampia strategia digitale della Città di Torino, le cui linee guida sono state approvate lo scorso agosto dall’assessorato alla Transizione Digitale e da quello ai Sistemi Informativi e alla Cybersecurity.

Finanziata grazie a 13milioni di fondi Pnrr e 19milioni di risorse Pn Metro Plus, la linea d’azione si propone come obiettivi strategici di mettere al centro la persona e la sua relazione con il territorio; di investire su qualità, aggiornamento e gestione dei dati per supportare le decisioni e coinvolgere cittadini e imprese; potenziare la cybersecurity per garantire sicurezza e resilienza dei servizi digitali e completare la digitalizzazione della “macchina comunale” e dei suoi processi. Oltre 50 i progetti strategici che verranno
attuati.

A partire dal secondo Bibliobus, recentemente inaugurato, che accanto ai servizi di prestito di libri fornirà un punto di facilitazione dove, come spiega l’assessore ai Servizi anagrafici e al Decentramento, Francesco Tresso “i cittadini potranno inoltre prenotare il rinnovo della Carta d’Identità Elettronica e ricevere informazioni sulle altre pratiche. Grazie a questo progetto – aggiunge – l’anagrafe diventa ancora più accessibile e vicina ai cittadini. Le informazioni correlate ai servizi verranno infatti erogate in modo capillare attraverso presidi di prossimità, migliorando l’esperienza degli utenti, che potranno gestire in autonomia le loro pratiche e ridurre i tempi di attesa. Il progetto corale punta a garantire una omogenea copertura territoriale, grazie anche al coinvolgimento delle sedi circoscrizionali, delle realtà del terzo settore e del sistema bibliotecario”.

In cantiere anche la creazione di una nuova piattaforma digitale per la manutenzione del suolo pubblico che, insieme al digital twin su cui la Città è da tempo al lavoro con il Politecnico, permetterà una miglior programmazione ed un miglior coordinamento degli interventi sul territorio. Ma anche un nuovo sito
istituzionale per rendere ancora piĂš accessibili le informazioni della CittĂ , nuove piattaforme per accelerare i tempi del rilascio dei permessi (per edilizia, commercio, eventi, suolo pubblico), azioni per rafforzare la digitalizzazione nelle scuole e la cybersecurity, garantendo la sicurezza dei dati, come spiega
l’assessore ai Sistemi informativi e Cybersecurity Marco Porcedda “Il nostro compito, in uno scenario in costante evoluzione, è quello di garantire la privacy e la sicurezza dei dati e di prevenire i possibili rischi, supportando le cittadine e i cittadini affinché diventino sempre più consapevoli e in grado di
cogliere le opportunità del digitale, a partire dai servizi offerti dall’amministrazione comunale”.

“Il nostro obiettivo – conclude l’assessora alla Transizione digitale Chiara Foglietta – è di accompagnare quella che rappresenta una delle grandi sfide del nostro tempo, verso una visione digitale della Città condivisa e diffusa che non lasci indietro nessuno. L’atteso incremento di ricorso ai servizi digitali da
parte della cittadinanza porterà benefici per l’ambiente, semplificherà le interazioni con la pubblica amministrazione, favorirà una maggiore inclusione e sarà strumento importantissimo per l’innovazione e la competitività”.

Ott 18


Da domani 19 ottobre apre a Torino, nelle Sale Chiablese dei Musei Reali, una grande e inedita mostra dedicata ai capolavori dei piĂš importanti artisti italiani del secondo dopoguerra.

L’ingente numero di opere, per un totale di 79, proviene dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ed è riunito insieme per la prima volta fuori dal museo di appartenenza. Un’occasione straordinaria per dare vita a un progetto critico ed espositivo di grande rigore e presentare a un ampio pubblico le testimonianze artistiche di una stagione irripetibile.

Prodotta da Musei Reali e Arthemisia con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, la rassegna curata dalla Direttrice della GNAM Renata Cristina Mazzantini e dallo studioso Luca Massimo Barbero, è stata fortemente voluta e resa possibile da Mario Turetta, Capo Dipartimento per le Attività Culturali del Ministero della Cultura e direttore delegato dei Musei Reali di Torino.

La mostra, oltre a sottolineare il trentennale rapporto che la soprintendente Palma Bucarelli ebbe con un gruppo eccezionale di artisti, mette in risalto la ricchezza delle collezioni del museo romano ed esalta i 21 artisti più rappresentativi che hanno animato una stagione senza precedenti nel panorama dell’arte moderna italiana.

L’esposizione, suddivisa in dodici sale, si sviluppa in un avvincente percorso che propone confronti e dialoghi intercorsi negli anni del secondo dopoguerra tra gli artisti italiani più importanti, divenuti ormai irrinunciabile riferimento nel panorama artistico internazionale.

La mostra si apre con due lavori simbolici, uno di Ettore Colla Rilievo con bulloni del ‘58/’59 e un altro di Pino Pascali L’arco di Ulisse del ’68; prosegue con una sala di capolavori di Capogrossi, tra cui una monumentale Superficie del 1963. Nella sala successiva viene indagato il tema della materia, elemento di ricerca fondamentale degli anni ’50, mettendo in dialogo due Concetti spaziali-Buchi di Lucio Fontana, tra cui uno del 1949, con lo straordinario “Gobbo” del ‘50 di Alberto Burri, rare opere di Ettore Colla, opere germinali di Mimmo Rotella e la ricerca astratta di Bice Lazzari.

Due sale mettono poi a confronto due grandi artisti dell’astrazione: Afro e Piero Dorazio, maestri che nel secondo dopoguerra contribuirono al successo dell’arte italiana negli Stati Uniti.

Il “cardine della mostra”, come dichiara il co-curatore Barbero, si ha nel confronto tra due grandi protagonisti indiscussi: Lucio Fontana e Alberto Burri; 11 emblematiche opere entrano in dialogo e, in particolare, si stabilisce un inedito accostamento tra il grande Concetto spaziale. Teatrino del 1965 del primo e il Nero cretto G5 del 1975 del secondo.

Il fermento artistico e creativo che si sviluppò a Roma tra gli anni ’50 e ‘60 è rappresentato in mostra da un enorme décollage di Mimmo Rotella del 1957 e, via via, dalle opere storiche di Giosetta Fioroni, Carla Accardi, Giulio Turcato, Gastone Novelli, Toti Scialoja, Sergio Lombardo, Tano Festa. Un ulteriore inedito confronto si sviluppa tra un intenso monocromo nero di Franco Angeli e alcuni importanti Achrome di Piero Manzoni.

A testimoniare poi l’importanza della Contemporaneità, un’altra sala dedicata al grande quadro specchiante I visitatori del 1968 di Michelangelo Pistoletto e un’ulteriore alle celebri “Cancellature” di Emilio Isgrò.

Il percorso prosegue con un emozionante dialogo tra alcune significative opere di Mario Schifano (tra cui Incidente D662 del 1963) e altrettanto straordinari lavori di Pino Pascali (come Primo piano labbra del ’64).

Quest’ultimo, dissacrante artista concettuale, è il protagonista assoluto dell’ultima sala dell’esposizione, che presenta capolavori come Ricostruzione del dinosauro del 1966 e i Bachi da setola del 1968.

Maggiori informazioni sul sito dei Musei Reali di Torino