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Dic 18


Mercoledì 18 dicembre, il Teatro Alfieri ha ospitato la CFM Swing Night, evento conclusivo della rassegna “45 anni di musica con la tua città” e del volontariato civico, organizzato dal Centro di Formazione Musicale (CFM) della Città di Torino. La serata si è aperta con i saluti istituzionali del Sindaco Stefano Lo Russo, affiancato dalle assessore Rosanna Purchia e Carlotta Salerno.

Protagonista indiscussa della serata è stata la musica, grazie agli studenti del CFM, che con il supporto dei loro maestri hanno presentato un repertorio eclettico: dal rock al pop, dal jazz allo spiritual, fino alla grande tradizione della canzone italiana.

Sul palco si sono alternati:

  • L’Orchestra Giovanile CFM, diretta dai maestri Gian Paolo Lopresti e Barbara Sartorio, con esecuzioni cariche di energia.
  • La CFM Big Band, guidata da Claudio Chiara, impreziosita dall’ospite Emanuele Cisi al sassofono.
  • Il Gruppo Corale CFM & Jazz Vocalists, diretto da un team di insegnanti d’eccellenza, che ha emozionato il pubblico con armonie raffinate.

A collegare i momenti della serata è stato il musicteller Federico Sacchi, che con le sue narrazioni ha accompagnato gli spettatori in un viaggio tra note e storie.

Dic 18


Questa mattina in piazza 18 dicembre si è svolta la commemorazione del 102esimo anniversario dalla strage di Torino del 1922 alla presenza di istituzioni, associazioni e cittadinanza.

L’eccidio avvenne tra il 18 e il 20 dicembre del 1922, quando le squadre fasciste, capeggiate da Piero Brandimarte, misero in atto alcune violente e tragiche azioni contro gli oppositori del regime, in particolare nei quartieri operai dove si concentravano circoli socialisti e sindacati.

Undici furono le vittime e una trentina le persone rimaste ferite. Furono anche dati alle fiamme alcuni circoli operai, devastata la sede del giornale L’Ordine Nuovo e assaltata la Camera del Lavoro.

A memoria di questi tragici avvenimenti è stata intitolata la piazza di fronte a Porta Susa, dove è collocata una targa recante la scritta “XVIII dicembre 1922” e una lapide riportante i nomi di chi in quei giorni ha perso la vita: Erminio Andreone, Evasio Becchio, Carlo Berruti, Matteo Chiolero, Pietro Ferrero, Andrea Ghiomo, Giovanni Massaro, Leone Mazzola, Cesare Pochettino, Angelo Quintagliè, Matteo Tarizzo.

Ad accompagnare la cerimonia, che ha visto la deposizione di una corona da parte della Città alla lapide, dove già si trovavano quelle dei Sindacati confederali e dell’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, la Banda Musicale del Corpo di Polizia Locale di Torino ha eseguito l’Inno Nazionale.

Dopo il minuto di raccoglimento hanno poi preso la parola Federico Bellono, che ha aperto a nome dei sindacati, seguito da Boris Bellone, in rappresentanza della sezione cittadina dell’Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, e a concludere, per la Città di Torino, l’assessore Jacopo Rosatelli.

“Anche quest’anno la nostra città rinnova il suo tributo alla memoria delle vittime del 18 dicembre 1922 – ha detto l’assessore Rosatelli -, un tributo che dev’essere occasione per riaffermare i valori che stanno alla base della nostra convivenza civile e che si rispecchiano nelle biografie di chi ha combattuto per la libertà e nel testo della nostra Costituzione. Fra i caduti della strage del 18 dicembre Berruti e Ferrero, come noto, erano importanti dirigenti sindacali, rispettivamente dei ferrovieri e dei metallurgici, e Berruti anche consigliere comunale del Partito Comunista d’Italia. Proprio contro le libertà sindacali e le autonomie locali il fascismo scatenò sin dalle origini la propria ferocia, annullandole poi con l’assunzione del pieno potere.
Per noi è dunque particolarmente importante avere piena coscienza della sacralità civile che porta con sé l’esercizio delle funzioni della rappresentanza di lavoratrici e lavoratori, così come della rappresentanza democratica delle comunità locali.
I fatti di un passato che potrebbe sembrare lontano ci parlano però al presente. Guardando al di fuori dei nostri confini, nazionalismi e forze pericolosamente ambigue e nostalgiche sono più forti che mai. E nel nostro Paese ricordiamoci l’assalto alla sede della CGIL nazionale a Roma, il 9 ottobre del 2021, come le marce che hanno profanato, negli scorsi giorni e settimane, due città martiri delle stragi neofasciste quali Bologna e Brescia.
Il nostro compito è nutrire la consapevolezza di essere libere e liberi perché c’è chi ha lottato affinchè noi lo potessimo essere. Un ringraziamento va quindi alle associazioni che custodiscono la memoria del passato e alle istituzioni che coltivano gli studi e la ricerca sulla storia del Novecento, ma anche agli insegnanti e a chiunque presti il proprio ingegno e il proprio tempo a quest’opera così importante per la qualità della nostra vita collettiva. Come ha fatto instancabilmente fino alla fine dei suoi giorni Bruno Segre al quale va oggi, primo 18 dicembre senza di lui, un deferente pensiero.
Dalle ricerche d’archivio alla divulgazione per bambini e bambine della scuola primaria, dall’intitolazione di strade e giardini alla produzione di libri o video, dalle visite ai campi di concentramento a quelle ai musei, tutto contribuisce ad arricchire la nostra cultura democratica e il comune senso di appartenenza alla Repubblica.”

Dic 18


Promuovere la giustizia riparativa, il sostegno alle vittime e la prevenzione della devianza minorile: sono le finalità del protocollo d’intesa “Ricominciamo”, frutto della collaborazione tra la Città di Torino e il corpo di Polizia Locale, la Procura per i Minorenni del Piemonte e Valle d’Aosta e l’associazione ASAI, che è stato rinnovato questa mattina a Palazzo Civico.

“Il documento che firmiamo oggi – dichiara la Vicesindaca Michela Favaro â€“ si inserisce nel piĂš ampio impegno di questa amministrazione nella costruzione di una cittĂ  piĂš inclusiva e sicura, soprattutto per i piĂš giovani. È fondamentale creare le condizioni affinchĂŠ si possa educare alla legalitĂ  e offrire a ragazze e ragazzi percorsi di prevenzione alla devianza e supporto concreto. Come amministrazione continueremo a investire in progetti come questo, che accomunano educazione alla legalitĂ  e inclusione sociale”.

Il protocollo si propone di consolidare e ampliare attivitĂ  giĂ  avviate nel tempo con successo. “GiĂ  dal 2009 – sottolinea la Procuratrice Emma AvezzĂš â€“ abbiamo sperimentato l’attuazione di un protocollo a forte connotazione educativa per i minori resisi autori di reato, incardinato nella fase delle indagini preliminari. La creazione di una rete, che ha visto e vede tuttora coinvolti soggetti pubblici e del privato sociale, ha inteso cogliere l’esigenza di accompagnare il minore verso un percorso che considera il reato non come una semplice violazione di una norma di legge, soggetta a pena, ma come un’opportunitĂ  per riflettere sul disvalore dei propri agiti avendo la possibilitĂ  di riparare al danno arrecato e cosĂŹ recuperare una nuova dimensione identitaria di sĂŠ. I numerosi casi trattati in questi anni e gli ottimi risultati raggiunti ci vedono antesignani nell’applicazione di quella giustizia riparativa che viene richiamata dalla riforma Cartabia e ci portano a formalizzare oggi questo sodalizio virtuoso tra istituzioni, un agire condiviso di una comunitĂ  educante”.

“Tra la Procura della Repubblica del Tribunale per i Minorenni del Piemonte e Valle d’Aosta e la Polizia Locale di Torino – aggiunge l’assessore alla Sicurezza e Polizia Locale Marco Porcedda â€“ esiste da tempo una proficua collaborazione in diversi ambiti tra attivitĂ  investigativa, inadempienza scolastica, progetti di educazione alla legalitĂ  nelle scuole, controllo e monitoraggio di aggregazioni giovanili. Attraverso le numerose attivitĂ  che il Corpo mette in campo, anche con il Nucleo di ProssimitĂ , sappiamo quanto l’attivitĂ  di educazione possa essere fondamentale nella prevenzione dei reati e nel promuovere educazione alla legalitĂ  e responsabilitĂ  individuale tra i piĂš giovani”.

Una collaborazione, quella tra Procura dei Minori e Polizia Locale, cui si aggiunge la consolidata esperienza dell’associazione ASAI nei progetti educativi. “Come associazione – spiega il presidente di ASAI Francesco Caligaris â€“ crediamo moltissimo nella giustizia riparativa e siamo grati alle istituzioni, alla Procura e alla Polizia Locale, per il rinnovo di questa significativa collaborazione. Il contributo che possiamo dare, grazie ai volontari di ASAI e agli educatori della cooperativa Terremondo, è sintetizzabile in due parole: sguardo e comunitĂ . Offriamo uno sguardo, in quanto i minori (autori di reato o vittime) sono visti dai tutor, anche nelle loro emozioni, capacitĂ  e possibilitĂ  future, e sono aiutati a vedersi in modo nuovo. E offriamo una comunitĂ , educante e accogliente, in cui i minori possano trovare un punto di riferimento e portare un valore positivo facendo qualcosa di concreto. Riteniamo insomma che i percorsi con approccio riparativo dischiudano grandi opportunitĂ , sia per le ragazze e i ragazzi coinvolti sia per le famiglie, la scuola e l’intera società”.

L’obiettivo comune è quello di individuare minori che si siano resi responsabili di reati per accompagnarli in un percorso di educazione alla legalità e coinvolgerli in attività riparatorie in ambito sociale. Il protocollo si fonda su due pilastri principali, la giustizia riparativa e la ricomposizione sociale, definendo percorsi che mettono al centro il dialogo tra l’autore del reato, la vittima e la comunità, offrendo alle parti coinvolte l’opportunità di ricostruire le relazioni compromesse e favorendo un processo di responsabilizzazione e consapevolezza. Strumenti e percorsi saranno finalizzati a responsabilizzare i giovani autori di reati attraverso attività riparatorie a beneficio delle vittime e della collettività, offrire supporto alle vittime aiutandole nell’elaborazione del vissuto, promuovere la prevenzione della recidiva lavorando sul reinserimento sociale dei minori e sulla ricostruzione del tessuto comunitario, diffondere una cultura della legalità e del rispetto delle regole attraverso percorsi educativi nelle scuole e campagne di sensibilizzazione rivolte a studenti, famiglie e insegnanti. Le attività di riparazione includono laboratori di artistici (teatro, musica, giocoleria…), animazione con bambini, accompagnamento allo studio di altri minori, cura di spazi pubblici, accudimento di persone o animali, costruite in base alle specificità di ogni caso, con il supporto di educatori durante tutto il percorso di riparazione e reinserimento. La fase della ricomposizione prevede invece uno o più incontri di preparazione separata di autori e vittime del reato partecipanti al percorso, coinvolgendo anche familiari o insegnanti coinvolti nella vicenda se il fatto è accaduto a scuola, offrendo loro l’opportunità di parlare e raccontare il proprio vissuto in relazione alla vicenda e al percorso di riparazione.

Il protocollo, valido fino al 31 dicembre 2026, potrĂ  essere rinnovato per successivi periodi di due anni.