preload
Apr 08


Ora porta il nome di Piero Angela la Scuola dell’Infanzia di via Anglesio. Un simbolo dell’affetto della città per il giornalista e divulgatore torinese, scomparso nel 2022, che seppe portare la scienza sul piccolo schermo, alla portata di tutti, e che da oggi ispirerà anche le bambine e i bambini che varcheranno la soglia dell’istituto comprensivo, nel cuore del quartiere Barca, periferia nord della città.

Alla cerimonia, culminata con lo scoprimento della targa di intitolazione, hanno partecipato il Sindaco di Torino, l’assessora alle Politiche educative, il Presidente della Circoscrizione 6, il Dirigente scolastico Luigi Piscopo, il Presidente del Consiglio dell’Istituto comprensivo Cena Dario Numinato Licari, l’insegnante della scuola primaria Piero Angela Silvana Bellussi e il professor Francesco Bologna, in rappresentanza dell’Ufficio scolastico territoriale.

Durante la cerimonia l’assessora alle Politiche educative della Città ha sottolineato nel suo intervento come il dare un nome alle cose sia un momento molto importante e significativo, aggiungendo che in una scuola la cui presenza è già centrale rispetto al territorio, il nome gli fa assumere un’identità ancora più forte, vestendola di valori legati in questo caso a Piero Angela come la creatività, la curiosità, l’apprendimento e la passione autentica per il sapere.

Alla memoria di un grande torinese quale Piero Angela, capace non solo di portare il nome della Rai in giro per l’Italia, ma anche quello della stessa città di Torino, è stato invece dedicato l’intervento del Sindaco, che ha anche ringraziato tutte le parti coinvolte e che continuamente lavorano per rendere il sistema dell’istruzione torinese sempre più accogliente, sostenibile ed efficiente, promuovendo Torino come città dell’educazione per tutte le bambine e i bambini torinesi.

Dopo i saluti e gli interventi delle autorità è stato il turno di alunne ed alunni della scuola che per l’occasione hanno performato una piccola esibizione, prima con il coro dei 101 diretto dalla maestra Noemi Tufanelli che ha eseguito l’Inno d’Italia, seguito dal canto di “Amica Terra†da parte dei bambini della scuola dell’infanzia e infine con la recitazione della poesia “Gli Angelini†da parte delle bambine e bambini della classe 3C della scuola.

Un flash mob ha infine chiuso l’evento, grazie alla partecipazione di tutte le classi della scuola primaria e alla collaborazione dell’artista Manuel Vennettilli di Fondazione MUSE: un piccolo anticipo delle attività che saranno promosse all’interno dell’Istituto grazie alla collaborazione tra la Fondazione e la Città.

Apr 04


Oggi la Città di Torino, unitamente alle Associazioni di volontariato del territorio, alle Associazioni combattentistiche d’arma ed alle massime autorità civili e militari ha ricordato questi martiri per la libertà.

«Rendere omaggio a quei giovani, che con il loro sacrificio hanno contribuito a costruire la libertà in cui, ancora oggi, viviamo, è necessario per non dimenticare.

Per testimoniare, a distanza di così tanto tempo, la vicinanza a loro – ha affermato il Sindaco Stefano Lo Russo durante il suo intervento – è necessario essere testimoni e custodi dei valori per cui questi martiri hanno sacrificato la loro vita.»

La cerimonia, svoltasi di fronte a un folto pubblico di autorità, ex partigiani, ex deportati e studenti, si è conclusa con le preghiere del cappellano militare don Diego Maritano e del rabbino capo Ariel Finzi, seguite dalla toccante lettura – a cura del Museo Diffuso della Resistenza – delle lettere d’addio scritte dagli otto membri del Comitato Militare Regionale Piemontese fucilati al Martinetto il 5 aprile 1944: Giuseppe Perotti, Franco Balbis, Quinto Bevilacqua, Guido Biglieri, Paolo Braccini, Errico Giachino, Eusebio Giambone e Massimo Montano. Le loro parole, ancora vive, continuano a parlare alle coscienze e a ricordare il valore della libertà conquistata.

Apr 02


Questa mattina al Monumento ai Caduti per la Libertà, Pian del Lot si è tenuta la cerimonia istituzionale per l’81° Anniversario dell’eccidio del Pian del Lot. Per la città era presente l’assessore Tresso.

Strage del Pian del Lot

Il 2 aprile 1944, in questo luogo, furono uccisi 27 partigiani per rappresaglia all’uccisione, avvenuta tre giorni prima sul ponte Umberto I, di un caporale tedesco della batteria antiaerea posta a poca distanza su questa collina.
I giovani furono prelevati dalle carceri Nuove, ove erano reclusi in seguito ai rastrellamenti dei nazifascisti, portati qui e abbattuti a raffiche di mitra nella fossa che avevano dovuto scavare loro stessi.

È la strage per rappresaglia più sanguinosa avvenuta sul territorio cittadino.

Alla fine della guerra, su indicazione di un testimone, furono riesumate le salme e il Comune pose una prima lapide, ancora presente sul retro del Sacrario.
Nel 1946 fu eretto il Sacrario, costruito grazie ai fondi raccolti dalle famiglie dei caduti.

Nel 2023 è terminato il restauro del Sacrario del Pian del Lot, eseguito da cinque studentesse del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali in collaborazione con il Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Realeâ€, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Torino, l’Università e la Circoscrizione 8.

A un centinaio di metri da qui, scendendo sul Sentiero Collinare 14, si raggiunge un cartello segnaletico da cui si possono scorgere, vegetazione permettendo, alcune delle piazzole in cemento dell’antiaerea tedesca, attualmente su un terreno privato.

Potete leggere e anche ascoltare la narrazione completa della strage sulla pagina web:
https://anpinicolagrosa.it/2021/04/02/strage-di-pian-del-lot-2-4-1944/