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Apr 25


Il 25 aprile a Torino non è mai una data qualsiasi. In occasione della Festa della Liberazione, la città intreccia memoria, cultura e musica dando ufficialmente il via al Torino Jazz Festival 2026. Una giornata simbolica che quest’anno si apre con due appuntamenti di grande intensità artistica e civile, capaci di raccontare — attraverso il linguaggio universale del jazz — storie di libertà, identità e ricerca musicale.

Il jazz della liberazione: Ovadia e i suoni del ghetto

Ad inaugurare il festival è stato un evento speciale, già sold out: “Der Ghetto Swingers. Memorie di suoni perduti”, ospitato al Conservatorio Giuseppe Verdi. Sul palco, la voce intensa di Moni Ovadia ha guidato il pubblico in un viaggio tra narrazione e musica, accompagnato dal Kassiber Ensemble diretto da Lodovico Berto.

Lo spettacolo — con testi di Elisa Savi — ha evocato atmosfere sospese tra passato e presente, rievocando le sonorità dei ghetti ebraici e la loro trasformazione in linguaggi musicali vivi e resistenti. Il jazz qui si fa testimonianza, memoria condivisa, gesto artistico che dialoga con la storia nel giorno della Liberazione.

La grande orchestra di Fabrizio Bosso accende la sera

La sera si accende al Teatro Colosseo con uno degli appuntamenti più attesi del festival: “About Ten” di Fabrizio Bosso, impreziosito dagli arrangiamenti e dalla direzione di Paolo Silvestri.

Un progetto ambizioso che riunisce un ensemble di grande livello: dalla tromba lirica e potente di Bosso al pianoforte di Julian Oliver Mazzariello, sostenuti da una sezione ritmica solida e da una ricca formazione di fiati. Il risultato è una tessitura sonora ampia e raffinata, dove scrittura orchestrale e improvvisazione dialogano con eleganza.

Apr 25


Nel giorno del 25 aprile, il Cortile del Polo del ’900, in piazzetta Antonicelli a Torino, ospita l’installazione artistica partecipativa “Mille Papaveri Rossi”, un’iniziativa che unisce arte, memoria e coinvolgimento collettivo.

Promosso da Arci Torino, Fondazione Nuto Revelli, Fondazione Istituto piemontese Antonio Gramsci, ANPI e Istituto piemontese per la storia della Resistenza Giorgio Agosti, l’evento nasce da un’idea dell’artista Daniela Calisi ed è curato dall’associazione Miranda.

Nei giorni precedenti la ricorrenza, attraverso workshop pubblici diffusi in città, persone di tutte le età – bambine e bambini, ragazze e ragazzi, adulte e adulti – hanno realizzato papaveri rossi in carta, utilizzando kit pretagliati. Questi fiori danno vita a un grande prato temporaneo, simbolo tangibile di una memoria costruita insieme.

Ogni papavero è dedicato a una persona che ha contribuito alla Resistenza, accompagnato da un breve racconto della sua vita. Un gesto semplice ma potente, che trasforma la commemorazione in una pratica collettiva di memoria attiva.

Il papavero, fragile e resistente allo stesso tempo, diventa così simbolo della cura della democrazia e di una presa di posizione contro guerra e riarmo. L’installazione non si esaurisce nello spazio espositivo: chi la visita può infatti portare con sé uno o più fiori, diventandone custode e contribuendo a diffondere il ricordo anche oltre l’evento.

“Mille Papaveri Rossi” si inserisce nel programma delle celebrazioni cittadine del 25 aprile, offrendo un’esperienza che intreccia arte, partecipazione e responsabilità civile, e che invita a vivere la memoria non solo come ricordo, ma come azione quotidiana.

Apr 25


Sono iniziate questa mattina, 25 aprile, le celebrazioni per la Festa della Liberazione a Torino. Alle ore 10, presso il Cimitero Monumentale, si è svolta la tradizionale cerimonia di omaggio ai Caduti, un momento di raccoglimento e memoria dedicato a coloro che hanno perso la vita per la libertà del Paese.

Alla commemorazione ha preso parte l’assessora Chiara Foglietta, in rappresentanza dell’amministrazione comunale.

La cerimonia, sobria e partecipata, ha rappresentato uno dei momenti più significativi della giornata, aprendo il programma di iniziative che, anche quest’anno, coinvolgono la città nel segno della memoria, della riconoscenza e dell’impegno civile.

Il 25 aprile resta infatti una data fondamentale per la storia italiana, occasione per rinnovare i valori di libertĂ , democrazia e partecipazione, che trovano proprio nel ricordo dei Caduti il loro fondamento piĂą profondo.