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Apr 24


Il corteo per il 73° anniversario della Liberazione, svoltosi come da tradizione la sera della vigilia, ha visto una grande partecipazione da parte della cittadinanza torinese. Partita da piazza Arbarello, con alla testa la Banda della Polizia Municipale Torino, la fiaccolata ha percorso le vie Cernaia e Pietro Micca, arrivando in Piazza Castello, dopo essere stata raggiunta lungo il percorso da un flusso continuo di gruppi e singoli cittadini.
Quando le orazioni ufficiali in piazza erano già iniziate da tempo, via Pietro Micca era affollata da centinaia di persone che ancora sfilavano con fiaccole e bandiere, comprese le rappresentanze di comunità maghrebine e cinesi. Numerosa la presenza degli amministratori comunali, a partire dalla sindaca Chiara Appendino e dal presidente del Consiglio comunale Fabio Versaci, insieme al presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino e alla vicepresidente del Senato Anna Rossomando. Una Festa della Liberazione particolarmente sentita e partecipata quest’anno. Tra i tanti interventi pronunciati dal palco al termine del corteo, particolarmente toccante è stato quello pronunciato dal quasi centenario Bruno Segre, decano dell’antifascismo torinese.

[Fonte: CittAgorà]

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Apr 20


Come consuetudine, anche quest’anno le cerimonie istituzionali per celebrare l’anniversario della Liberazione sono molteplici e toccano luoghi simbolo della Resistenza al nazifascismo, sparsi un po’ in tutta la città. Particolarmente toccante quella svolta questa mattina all’interno della caserma Lamarmora di via Asti, dopo l’8 settembre ’43 quartier generale della Guardia nazionale repubblicana, luogo di detenzione, tortura ed uccisione di prigionieri politici, dissidenti antifascisti, partigiani. La cerimonia si è svolta alla presenza delle autorità cittadine, nel fossato dove avvenivano le fucilazioni dei detenuti condannati a morte. Per la Città di Torino erano presenti il Ganfalone e la consigliera comunale Viviana Ferrero. “Anche i muri ci parlano. E le storie brutte vanno raccontate” ha sottolineato la consigliera nel suo intervento, concluso con un’esortazione: “Siamo custodi della memoria collettiva, siamo custodi del nostro passato. La libertà che abbiamo conquistato è troppo preziosa perché non si diventi tutti suoi custodi

[Fonte: CittAgorà]

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Apr 19


Aperta dal presidente Consiglio comunale, Fabio Versaci, si è svolta in mattinata nella Sala Rossa la tradizionale Commemorazione dell’anniversario della Liberazione dedicata ai dipendenti comunali.
Antonio Caputo, presidente della Federazione Italiana Associazione Partigiani di Torino, nel suo intervento, ha citato Piero Gobetti e Norberto Bobbio che ha descritto la Resistenza come “un gigantesco fenomeno di disobbedienza civile, in nome di ideali superiori come libertà, eguaglianza, giustizia”.
Caputo ha evocato la vicenda resistenziale paragonandola alla rinascita di un organismo-Paese morto, grazie al sangue nuovo offerto dagli italiani. Caputo si è soffermato anche sulla legge di riforma della Scuola del 2008 che ha fatto confluire in un nuovo insegnamento, denominato Cittadinanza e Costituzione, destinato alla scuola dell’infanzia del primo e del secondo ciclo, gli obiettivi e le conoscenze una volta compresi nell’insegnamento dell’Educazione civica.

La sindaca, Chiara Appendino, ha ricordato in questo 80° anniversario della promulgazione delle leggi razziali, il messaggio di umanità di Dalmiro e Verbena Costa, riconosciuti nel novembre scorso “Giusti fra le Nazioni” durante una cerimonia in Municipio. I Costa salvarono la bimba Nedelia Tedeschi Lolli, dalle persecuzioni nazifasciste. “Un esempio che è un monito in tempi di rigurgiti razzisti e di intolleranza”.
Appendino ha poi letto un brano dalla lettera alla figlia Gianna scritta da Paolo Braccini, componente del Comitato Militare Regionale Piemontese, fucilato il 5 Aprile 1944 al Martinetto di Torino, con altri membri del Comitato.

La sindaca ha concluso la prima parte della commemorazione ringraziando i dipendenti comunali, numerosi in Sala Rossa, per il loro lavoro in una fase sicuramente complessa per la Città.
La commemorazione si è conclusa con la deposizione di due corone davanti al Municipio e alla lapide che in piazza Palazzo di Città 7, ricorda il sacrifico di Carlo Chiesa, partigiano delle Sap.

[Fonte: CittAgorà]

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