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Ott 13


È pronto ad accogliere mamme, papà e neonati lo spazio appositamente arredato, al piano terreno di Palazzo Civico, sede dell’Amministrazione Comunale di Torino.
Si tratta di un locale confortevole, allestito grazie al sostegno di IKEA, aderendo all’invito dell’UNICEF Italia a offrire uno spazio aperto alla cittadinanza per allattare e cambiare il pannolino, proprio nel cuore della città: “Il Baby pit stop sarà aperto a Palazzo Civico, la casa di tutte e tutti i cittadini – ha sottolineato la Sindaca Chiara Appendino -. L’accesso sarà completamente libero per chiunque lo desideri, secondo gli orari di apertura del Municipio, ma stiamo valutando la possibilità di orari più estesi. Si tratta di un’iniziativa che rientra in un progetto più ampio volto a sviluppare una sensibilità collettiva sui temi della maternità e della cura dei piccoli. I bambini di oggi saranno i cittadini di domani, consideriamo questo un gesto di civiltà che guarda al futuro e al bene della comunità. Nel ringraziare per la collaborazione UNICEF e IKEA l’auspicio è che in molti si possano ispirare a questa iniziativa al fine di moltiplicare gli spazi pensati per i più piccoli e per le loro famiglie.”
“I Baby pit stop, promossi dall’UNICEF, sono spazi idealmente dedicati a tutti i bambini del mondo e in cui tutte le mamme, i papà e le famiglie in generale sono i benvenuti. Con la promozione dei Baby pit stop vogliamo contribuire a rendere le nostre città a misura di bambino, di tutti i bambini – ha dichiarato Giacomo Guerrera, Presidente dell’UNICEF Italia -. Il Baby pit stop rientra nel programma dell’UNICEF Italia “Ospedali e Comunità amici dei bambini” per la promozione della cultura dell’allattamento, per garantire i diritti sanciti dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.”
“Con l’inaugurazione del Baby pit stop al Municipio di Torino celebriamo oggi un piccolo gesto di civiltà. Grazie alla collaborazione con UNICEF, abbiamo contribuito a realizzare uno spazio a dimensione di bambino che rappresenta di fatto un servizio per l’intera comunità – spiega Stefano Brown, Sustainability Manager IKEA Italia –. IKEA è orgogliosa di essere partner di UNICEF nella promozione della cultura dell’allattamento in Italia e nei Paesi in via di sviluppo, in un’ottica di tutela dei diritti dell’infanzia.”
l Baby pit stop (Bps) prendono il nome dalla nota operazione del “cambio gomme + pieno di benzina” che viene effettuata in tempi rapidissimi durante le gare automobilistiche di Formula Uno. Nei Bps il cambio riguarda il pannolino e il “pieno” è di sano latte materno, ricco di nutrienti e di anticorpi. Il Baby pit stop promosso UNICEF è un servizio gratuito.
In particolare, i Bps allestiti all’interno delle sedi locali UNICEF sono spazi protetti da qualsiasi tipo di ingerenza pubblicitaria.
Sarà possibile prendersi cura dei più piccoli in un ambiente ospitale e riservato.
Il Baby pit stop di Palazzo Civico favorirà la diffusione di valori che contribuiscano a fare di Torino una vera e propria città a misura di famiglie, una città sempre più baby friendly. Speriamo sia un primo passo e di aprire altri spazi di accoglienza in edifici dell’Amministrazione comunale.

[Fonte: TorinoClick]

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Ott 10


Numerose le azioni di rigenerazione e riqualificazione degli spazi pubblici che coinvolgono via Sacchi in occasione di Torino Design of the City, trasformandola nella Via del Design.

Martedì 11, alla presenza dell’Assessora alla Cultura Francesca Leon con Massimo Guerrini, Presidente della Circoscrizione 1 e Germano Tagliasacchi, Direttore della Fondazione Contrada Torino Onlus, è stato inaugurato l’infopoint #SACCHI56, punto focale del progetto allestito in uno dei locali sfitti di via Sacchi: qui, residenti e commercianti hanno la possibilità di portare all’attenzione della Città le problematiche della zona e le proposte di intervento. Obiettivo principale è, infatti, ridisegnare l’intera area con l’aiuto di chi quotidianamente vive il degrado e l’abbandono dei portici di via Sacchi.

Restituire un nuovo impulso e contrastare la desertificazione commerciale di una delle vie nevralgiche di Torino: questo l’obiettivo di Fondazione Contrada Torino Onlus che, in occasione di Torino Design of the City, dal 10 al 30 ottobre promuove Design per la rigenerazione urbana, una serie di iniziative che coinvolgono attivamente i commercianti e i residenti di via Sacchi.

Per venti giorni, i portici che collegano corso Sommeiller e corso Vittorio Emanuele II tornano a vivere, diventando il centro pulsante dell’evento e l’incubatore per nuove proposte di riqualificazione degli spazi cittadini.

Attraverso il design, declinato secondo diverse modalità di applicazione, negozi attivi o dismessi si trasformano in vetrine per giovani designer, laboratori artistici e luoghi di incontro.
Grazie alla collaborazione con Taimwise, piattaforma digitale che permette di organizzare eventi temporanei rivolti al mondo dell’imprenditoria e della cultura, e al coinvolgimento dei proprietari e degli
amministratori condominiali, sono stati mappati tutti i negozi sfitti della via, affidati poi temporaneamente a giovani creativi e associazioni del territorio per accogliere le loro produzioni di design.

Workshop per giovani designer, laboratori, mostre, mercati tematici degli artigiani della zona, interventi artistici, performance del Cirko Vertigo e degli studenti dell’Accademia Albertina, brevi tour alla riscoperta dei luoghi meno conosciuti della via, come la casa di Norberto Bobbio o il laboratorio di pasticceria di Pfatisch, sono solo alcune delle attività proposte da Fondazione Contrada Torino Onlus per animare il chilometro di strada che costeggia la stazione di Porta Nuova.
In programma anche visite guidate ad appartamenti privati, negozi e botteghe per scoprirne l’architettura e seminari aperti ai cittadini e alle associazioni per analizzare le criticità della via e le possibili azioni di riqualificazione. Ma anche un confronto tra i portici di Torino e quelli di Bologna e un approfondimento sul design della montagna.
Oltre ai portici, il piano di intervento coinvolge i muri e i locali confinanti con la ferrovia: sono previste performance artistiche degli studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti sulle pareti e, in via del tutto eccezionale, l’apertura della Sala Gonin delle Ferrovie Italiane.
Parola chiave dell’operazione è riuso: Design per la rigenerazione urbana vuole, infatti, essere uno stimolo, un punto di partenza per avviare un cambiamento significativo di rigenerazione urbana nell’ambito del design per la città, innescando processi duraturi attraverso la ricollocazione temporanea di spazi inizialmente destinati ad altre attività.

Il progetto è sostenuto dalla Città di Torino, coordinato e realizzato da Fondazione Contrada Torino Onlus
in collaborazione con la Facoltà di Architettura e Design del Politecnico di Torino, l’Accademia Albertina di Belle Arti, il Comitato Rilanciamo Via Sacchi e Taimwise.

Per il programma completo consultare www.contradatorino.org

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Ott 02


La talpa ha completato oggi il tratto di galleria lungo 834 metri che collega la futura stazione Bengasi con la stazione “Italia 61-Regione Piemonte”, situata in via Nizza proprio in corrispondenza del costruendo grattacielo della Regione Piemonte. Sono 1044 in totale i metri percorsi da “Masha” considerando anche i 210 metri della tratta da Bengasi a Moncalieri.
Adesso, dopo un breve periodo di manutenzione della macchina, la TBM ripartirà sempre in direzione Sud. Rimangono da scavare gli ultimi 690 metri di galleria fino al retro dell’attuale stazione “Lingotto” dove la TBM terminerà il lavoro e sarà estratta definitivamente.

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