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Dic 18


Tra il 18 e il 20 dicembre di novantacinqueanni anni fa le squadre fasciste trucidarono, secondo le fonti ufficiali, undici persone e ne ferirono trenta.
Quell’eccidio, ricordato come la Strage di Torino, si consumò in un mese tragico: alla fine di quel mese di dicembre si contarono molti morti in più.
Operai, sindacalisti, militanti di sinistra, comunisti. La strage “puntava a colpire un’idea di organizzazione popolare e operaia contraria al potere fascista”.
Sull’onda della marcia su Roma (ottobre 1922) il capoluogo piemontese è stato una delle città in cui il fascismo ha operato con durezza e violenza fin dal suo sorgere. Il 17 dicembre arrivarono a Torino molti gruppi di camicie nere provenienti da tutto il Nord Italia. Uno di questi la sera stessa aggredì un tranviere comunista, che nel tentativo di sfuggire all’assalto, uccise due fascisti. La rappresaglia scattò il 18 dicembre 1922.
Ebbe inizio con l’arrivo di una cinquantina di squadristi capitanate dal federale Pietro Brandimarte, all’interno della Camera del Lavoro di Torino, in corso Galileo Ferrarsi. Seguirono le incursioni al Circolo Comunista di Borgata Nizza e al Circolo dei Ferrovieri. Le ‘visite’ presso le abitazioni di comunisti noti, sindacalisti e la violenza nelle strade proseguono senza interruzioni fino al 20 dicembre.

In piazza XVIII Dicembre (Porta Susa) i martiri della Camera del Lavoro sono stati commemorati dalla Città vicino alla lapide che li ricorda.
Presenti la sindaca Chiara Appendino; Bruno Segre, presidente della Federazione provinciale torinese dell’ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti) insieme alle altre autorità cittadine.

Dic 14


Si è svolta questa mattina nella Caserma “Morelli di Popolo” la cerimonia di commemorazione del 74° anniversario dalla battaglia di Montelungo.
Nella struttura militare di corso Unione Sovietica si trova un cippo che ricorda i caduti di questa battaglia del dicembre del ’43 che fu il primo episodio che vide in combattimento unità militari italiane organizzate a fianco degli Alleati dopo l’armistizio di Cassibile. La battaglia di Montelungo segnò la rinascita dell’Esercito Italiano dopo lo sfaldamento legato all’8 settembre. Alla cerimonia di ricordo di quell’evento bellico erano presenti le autorità militari, l’ex combattente reduce della battaglia, Alberto Orlandini e per la Città di Torino il Presidente del Consiglio Comunale, Fabio Versaci.

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Dic 06


Una folla numerosa e silenziosa ha accompagnato questa mattina i parenti delle vittime del rogo della ThyssenKrupp, nel decennale della sciagura, al Cimitero Monumentale. Con loro, la sindaca Chiara Appendino e l’assessore Marco Giusta, insieme al presidente del Consiglio comunale Fabio Versaci. Per la Regione, erano presenti Mario Laus, presidente del Consiglio regionale, e il presidente Sergio Chiamparino.
“Non si può parlare di giustizia se questa non trova applicazione, ad oggi non è ancora compiuta e questo è inaccettabile. La Città sarà al vostro fianco – ha detto, visibilmente commossa, la prima cittadina ai familiari delle vittime – e vi aiuterà in ogni gesto che vorrete fare perché questa città, queste istituzioni non vi dimenticano”.
“Nessuno può accettare che al concetto di lavoro sia associato quello di morte, c’è ancora molto da fare e tocca a tutti noi farlo”, aggiunge la sindaca, che definisce i famigliari delle vittime della Thyssen “un esempio per tutti noi, per la forza che avete dimostrato in questi 10 anni da quella che è stata una delle più grandi tragedie del nostro Paese e che, purtroppo, continua a essere ancora molto attuale. La memoria di quella notte è più viva che mai per le istituzioni, che ne escono comunque sconfitte, e per i cittadini che si chiedono a quante manifestazioni sulla sicurezza sul lavoro dovranno ancora partecipare prima che questo diritto sia garantito”.
Sono intervenuti alcuni dei familiari delle vittime, in particolare la mamma e la sorella di Rosario Rodinò, che hanno rilanciato la loro richiesta di giustizia e hanno lasciato a Laura Pausini attraverso una sua canzone il compito di spiegare il loro dolore. Insieme a loro, sono intervenute le mamme di Roberto Scola e di Giuseppe De Masi. Tutte insieme hanno abbracciato, commosse, la mamma di Vito Scafidi, lo studente che perse la vita per il crollo di un controsoffitto nel liceo di Rivoli, facendo appello alla necessità di sicurezza “sul luogo di lavoro, ma anche nelle scuole”.
Poi il corteo si è spostato sul luogo dove sorgerà il memoriale delle vittime, poche decine di metri più in là. Qui alcune bambine, familiari delle vittime, hanno liberato sette palloncini bianchi, ciascuno con il nome di un operaio. Il progetto, realizzato da AFC Torino Spa in accordo con il Comune, si è cercato di creare un luogo di ricordo per le famiglie colpite dalla tragedia che fosse anche un monumento per la collettività intera, per mantenere vive la memoria e l’attenzione verso una cultura della sicurezza sul lavoro.
Successivamente, la Città intende installare, nella stessa area, un’opera dedicata alle vittime della tragedia della ThyssenKrupp come richiamo anche a tutti i caduti sul lavoro, finanziata con i fondi accantonati per la realizzazione di opere d’arte previsti dalla legge n. 717/49 (la cosiddetta legge del 2%). Il costo dell’opera è di 280mila euro; sarà pronta nel 2019 e la cifra sarà anticipata da Afc e poi recuperata negli anni attraverso il contratto di servizio che la società ha con la Città.

La giornata di commemorazione è proseguita nel pomeriggio al cimitero di Nichelino e al cimitero Parco dove la Sindaca Chiara Appendino e l’Assessore Marco Giusta hanno reso omaggio a due delle vittime della ragedia della ThyssenKrupp.

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