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Set 11


Si chiama city branding ed è il modo in cui una città sceglie di costruire la sua identità e di raccontarla. Un processo per aiutarla a distinguersi nell’era della globalizzazione, a promuoversi meglio all’esterno e ad attrarre risorse umane ed economiche.

Per costruire il suo city brand la Città di Torino ha avviato un percorso che coinvolgerà i principali attori del territorio. È stato siglato questa mattina a Palazzo Civico un protocollo d’intesa tra Città, Città Metropolitana di Torino, Camera di commercio, Università degli Studi, Politecnico, Fondazione CRT e Fondazione Compagnia di San Paolo con l’obiettivo di condividere il percorso verso il city branding. In particolare, i firmatari si impegnano a garantire supporto e collaborazione reciproci per promuovere la propria appartenenza al territorio e l’identità di Torino con l’obiettivo comune di diventare ambasciatori del “brand Torinoâ€, valorizzarne il patrimonio storico, artistico, culturale e sociale, collaborare nella definizione del posizionamento strategico della città, dare riconoscibilità ai prodotti “made in Torinoâ€, consolidare il senso di appartenenza di cittadini e studenti, attrarre risorse ed investimenti, ampliare il mercato turistico in arrivo, favorire la visibilità della città, veicolare il nuovo city brand – una volta realizzato – nell’ambito di partnership ed eventi.

“L’obiettivo della costruzione di un nuovo city brand – spiega il sindaco, Stefano Lo Russo â€“ è quello di unire le forze con tutti i partner istituzionali pubblici e privati che abbiano a cuore il futuro della città e del territorio metropolitano, per contribuire a riposizionare Torino e renderla sempre più all’altezza di collaborare e competere con le grandi metropoli nel nostro Paese e in tutto il mondo puntando sui suoi tanti settori d’eccellenza. Il capoluogo può e deve fare da traino per l’intero territorio con le sue numerose specificità. Ringrazio tutti i firmatari di questo protocollo; ci unisce il desiderio di raccontare meglio Torino e il territorio al mondo, e di farlo insieme, consapevoli che per ‘raccontarsi’ bene e in modo efficace occorre riconoscere la propria identità in modo condiviso e guardare tutti nella stessa direzioneâ€.

Secondo il presidente della Camera di commercio di Torino, Dario Gallina â€œÃˆ importante che il percorso verso l’individuazione del nuovo brand di Torino sia plurale e condiviso, sia per avere un risultato più rappresentativo di tutte le anime della città, sia per ampliarne la visibilità e la diffusione a livello nazionale e internazionale, con un lavoro di squadra già consolidato in numerosi eventi. Questo modo di lavorare insieme ci permette di presentarci di fronte ai nostri numerosi interlocutori in modo univoco e coordinato e di rendere così Torino più attrattiva dal punto di vista economico, culturale e turisticoâ€.

“Da sempre – dice il rettore del Politecnico di Torino, Stefano Paolo Corgnati â€“ abbiamo creduto nell’idea di Torino come città dell’innovazione nella quale l’università gioca un ruolo cruciale di filiera per l’attrazione sul territorio di giovani talenti che ci scelgono per creare il loro percorso di vita, accademico o professionale. In particolare contribuiremo con la crescita dei campus cittadini, fondamentali per l’attrattività di studenti da tutto il mondo. Siamo orgogliosi e felici di poter aggiungere questo ‘nostro fotogramma’ al racconto generale della cittàâ€.

“L’Università – aggiunge il rettore dell’Università di Torino Stefano Geuna â€“ è da tempo un punto fermo nelle strategie di sviluppo e crescita della città. Ricerca e formazione, con le rispettive fondamentali ricadute in termini di trasferimento di conoscenze e tecnologie, fanno di Torino un luogo privilegiato nel quale investire sul proprio futuro. Con radice salde nella forza del territorio, l’Università rappresenta un’eccezionale occasione per creare opportunità: i campus, sui quali abbiamo fortemente puntato, sono spazi di internazionalizzazione e di acquisizione di elevata professionalità. Anche per questo Torino si è affermata come una ambita finestra sull’Europa e sul mondoâ€.

 â€œSiamo lieti di avviare, con la firma del protocollo d’intesa per il city branding, un nuovo cammino condiviso con la Città e con i diversi players del territorio con cui Fondazione CRT collabora da anni sinergicamente con l’obiettivo di tutelare e valorizzare il patrimonio culturale e sociale di Torino e di mettere in campo iniziative ed eventi capaci di attivare reti e attrarre risorse – dichiara Annapaola Venezia, Segretario Generale di Fondazione CRT â€“. Questo sistema virtuoso che abbiamo costruito tutti insieme, e che ha contribuito a definire l’identità della città, parla ora una sola lingua e inaugura uno storytelling che permetterà a Torino di farsi conoscere e riconoscere in Italia e nel mondoâ€.

 â€œIl ruolo di un ente filantropico come la Fondazione Compagnia di San Paolo è quello di agire ogni giorno per contribuire allo sviluppo locale della Città e al benessere della popolazione, in sinergia con tutti gli stakeholder del territorio – afferma il presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, Marco Gilli â€“ Siamo oggi firmatari del protocollo perché riteniamo fondamentale la condivisione di esperienze, competenze e know-how che solo il fare squadra rende possibile, con l’obiettivo di promuovere un’immagine positiva e unica della nostra città, migliorando la qualità urbana e il senso di appartenenza, e attraendo risorse, visitatori e investimentiâ€.

In preparazione a questo progetto nel 2023 è stato avviato un percorso di indagine per cogliere la percezione della città di Torino e si è affidata all’Istituto Piepoli un’indagine demoscopica per cogliere gli aspetti ritenuti importanti dal territorio e dalla cittadinanza. Sono stati somministrati in città oltre 5mila questionari, composti di domande aperte e chiuse, a cittadini, turisti, portatori di interesse. L’indagine sta proseguendo e si avvia alla conclusione con un sondaggio telematico su scala nazionale per raccogliere le percezioni di Torino anche da parte degli Italiani nel complesso. Le prime impressioni individuate hanno permesso di definire un “manifesto identitario†di racconto di Torino, condiviso tra i firmatari.

I dati sulla percezione di Torino raccolti dall’Istituto Piepoli verranno illustrati il 24 ottobre alle ore 18 alla casa Teatro Ragazzi attraverso un evento pubblico che si proporrà anche di raccogliere l’interesse di ulteriori soggetti che vorranno aderire al progetto di sviluppo del nuovo city brand. L’amministrazione comunale darà quindi il via ad un avviso pubblico per individuare un’agenzia di comunicazione per lavorare allo sviluppo del progetto e alla definizione delle linee strategiche per la sua promozione nel triennio 2025/2026/2027.

Set 11


Oltre 15mila iscritti e un’agenda con oltre 140 speaker da più di 15 Paesi, sono gli impressionanti numeri, a due settimane dall’apertura dei cancelli, della quarta edizione dell’Italian Tech Week, l’evento che dal 25 al 27 settembre sarà di nuovo a Torino alle OGR per puntare nuovamente i riflettori su innovazione, tendenze future e startup.

“Numeri che confermano non solo la continua imponente crescita dell’iniziativa e il suo respiro sempre più internazionale, ma anche il ruolo di prestigio che può assumere il nostro Paese nell’ecosistema VC-startup europeo – ha spiegato Diyala D’aveni, Head of Vento, il chapter italiano del fondo di investimento Exor Ventures, che in collaborazione editoriale con il gruppo GEDI organizza la tech conference internazionale. “Con Italian Tech Week – ha proseguito D’Aveni – miriamo a offrire nuove opportunità di crescita e sviluppo all’Italia e ai suoi talenti. Crediamo fortemente nel suo enorme potenziale e vogliamo trasmetterlo anche oltre confine per diventare, finalmente, una Startup-Nation.â€

Prima di lei nel suo intervento di saluto l’assessora alla Transizione Digitale Chiara Foglietta aveva sottolineato come “per Torino, da sempre nel cuore dell’innovazione, è un piacere e un onore tornare a ospitare anche quest’anno un appuntamento di tale risonanza, occasione di confronto e riflessione non solo tra gli addetti ai lavori, ma capace insieme di stimolare il dibattito in tutta la comunità sull’importanza dell’innovazione e delle nuove tecnologie nella costruzione di un domani migliore, più sostenibile e inclusivo, sfide complesse che coinvolgono il futuro non solo delle nostre città, ma dell’intera societàâ€.

Nella tre giorni densa di di imperdibili interventi, masterclass ed eventi collaterali, saliranno infatti sul palco delle OGR le menti più brillanti della scena tecnologica italiana e internazionale per ispirare nuove idee e creare le giuste connessioni cruciali per sostenere il progresso delle nuove tecnologie.

La prima giornata inizierà con la presentazione ufficiale di AI4I – Artificial Intelligence for Industry, il nuovo istituto italiano di l’Intelligenza Artificiale, che sarà punto di riferimento per lo sviluppo dell’IA nel tessuto industriale italiano. Sul palco il presidente della neonata realtà, il professore Fabio Pammolli, illustrerà i piani e gli investimenti futuri di AI4I, che nasce con una dotazione
finanziaria di 20 milioni di euro l’anno.
A seguire una sessione dedicata all’Arte che verrà inaugurata da Mike Winkelmann, in arte Beeple, uno dei migliori e più influenti artisti digitali al mondo, noto per essere stato il pioniere del movimento artistico NFT e per il suo stile unico che fonde cultura pop e tecnologia. L’artista svelerà la sua prima scultura interattiva e un nuovo entusiasmante progetto insieme a Mazdak Sanii, co-fondatore e CEO di Avant Arte. 
Si proseguirà con il tema della Mobilità discutendo di micromobilità tra sfide normative, adozione degli utenti e tecnologia, e trend di investimento con focus su elettrico, veicoli autonomi e sostenibilità. Spazio anche ai protagonisti del settore con le storie di imprenditori all’avanguardia come David Hallac, fondatore di Viaduct (con una raccolta totale di 21 milioni), Peter Wilson, fondatore della startup di veicoli elettrici Volteras, che, dopo una raccolta di 2,9 milioni ha ingaggiato partner quali BMW, Volvo e Mercedes, e Alex Grant, fondatore di Magrathea Metals,
startup che ha appena chiuso un accordo da 28 milioni di dollari con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per la produzione di magnesio.
L’attenzione si sposterà poi sullo stretto legame tra Alimentazione e Salute con un intervento della presidente di Slow Food Italia, Barbara Nappini e sul mondo della Sanità per esplorare la prossima rivoluzione bioindustriale che investirà l’industria farmaceutica tra biologia, robotica e AI, e il ruolo di quest’ultima non solo nella ricerca e nello sviluppo di nuovi farmaci, ma anche nelle problematiche assistenziali, amministrative e normative della sanità. Tra gli ospiti: Armon Sharei,
Founder e CEO di Portal Biotechnologies, startup che ha raccolto 5 milioni a marzo, e Luca Foschini, President e CEO di Sage Bionetworks, prima Co-Founder di Evidation Health.
 
La seconda giornata si incentrerà, invece, sull’Italia e sull’Intelligenza Artificiale. Si partirà, così, con una sessione dedicata all’ecosistema italiano delle startup, analizzandone lo stato attuale e approfondendo le azioni possibili per compiere il passo successivo. Dall’analisi di Dealroom sulle performance e il posizionamento del nostro Paese nel contesto europeo alle esperienze dirette di due founder italiane nel mondo Maria de Lourdes Zollo, Co-founder e CEO di Bee.ai, e Matilde Giglio, Co-founder e CEO di Even. La parola passerà poi a Diego Piacentini, Chairman di Vento, per una panoramica sulle attività di investimento e venture building di Vento (braccio italiano di Exor Ventures), a Jeannette zu Fürstenberg, Co-founder di La Famiglia VC, per alcune lezioni dagli ecosistemi tedesco e francese e infine a Doug Leone, partner di Sequoia Capital, e Christian Hecker, Co-founder e CEO di Trade Republic, per una roadmap unica per lo scaling internazionale.  
Nel pomeriggio salirà, invece, sul palco l’indiscussa protagonista dell’edizione 2024 ossia l’Intelligenza Artificiale, e in particolare la Generative AI, la tecnologia più discussa del momento.
Oltre all’intervento in presenza di Sam Altman, Co-founder e CEO di OpenAI, in conversazione con John Elkann, CEO di Exor e Chairman di Stellantis & Ferrari, prevista la partecipazione di Arthur Mensch, CEO di Mistral.ai, la startup francese considerata la futura risposta europea alla Gen AI, Julia Andre di Index Ventures e Alexander Rinke, Co-Founder e Co-CEO di Celonis, startup unicorno tedesca leader nell’ottimizzazione dei processi aziendali.

La terza ed ultima giornata verterà, infine, sullo scenario europeo analizzando i diversi mercati, le strategie adottate e i case study vincenti. Si inizierà con la panoramica di Agata Hidalgo, European Affairs Lead di France Digitale, su tendenze attuali, flussi di investimento e politiche UE, per proseguire con le esperienze dirette di alcuni leader del settore come Robert Gentz, Co-founder e co-CEO di Zalando, Diego Piacentini, Ilkka Paananen, Co-founder e CEO della startup unicorno
Supercell e Taavet Hinrikus, founder di startup con Wise e investitore con Plural. La sessione si concluderà con James Anderson, Managing Partner e CIO di Lingotto Innovation e Susanna Campbell, ex CEO di Ratos, per una visione del futuro. 
Da qui il focus si sposterà sul potere di avere una forte identità scoprendo i segreti delle aziende che hanno superato la “prova del tempoâ€, mantenendosi all’avanguardia e innovandosi sempre. Keynote speaker di eccezione sarà Benedetto Vigna, CEO di Ferrari. Si parlerà poi di clima, attraverso un incontro in collaborazione con Breakthrough Energy, iniziativa fondata da Bill Gates per promuovere e finanziare innovazioni volte a ridurre le emissioni di gas serra, ma anche di donne nel mondo tech. 
In questo momento conclusivo si accenderanno i riflettori sul significativo divario di genere nel settore tecnologico. Dalla bassa percentuale di impiego femminile alla mancanza di un percorso di crescita definito, dalle sfide per bilanciare lavoro e famiglia alle pratiche di assunzione e reclutamento distorte, fino alla discriminazione sul posto di lavoro. Dopo una panoramica di Luna Esposito, autrice e content creator di Will Media, parleranno donne che lavorano quotidianamente per colmare queste lacune e creare un ambiente più favorevole, come Silvia Wang, CEO e Co-Founder di Serenis e Cristiana Scelza, Presidente di Valore D. 
Questa fitta ed entusiasmante agenda che andrà in scena alle OGR Torino – hub per l’innovazione e la cultura contemporanea, non sarà però l’unico palinsesto della tech conference. Italian Tech Week si estenderà, infatti, in tutta la città di Torino con eventi collaterali, chiamati “Side Eventsâ€, organizzati in modo indipendente dalle principali comunità tech italiane.

Italian Tech Week sarà un’opportunità imperdibile anche per ampliare il network professionale, grazie alla nuova app con sistema integrato di matchmaking. Disponibile per Android e iOS, l’applicazione consentirà di mettersi in contatto con le persone che parteciperanno all’evento più vicine alla propria sfera di interessi e competenze. Dopo aver compilato le informazioni del proprio profilo, l’intelligenza artificiale individuerà le persone “giuste†da aggiungere e raggiungere con
una conversazione in chat o fisicamente presso uno dei tavoli predisposti dall’organizzazione.
Spazio infine alla formazione professionale con 30 masterclass gratuite curate in collaborazione con Italian Tech Academy, l’academy di Talent Garden. L’iscrizione alle masterclass è disponibile solo tramite l’app e tantissime sono già andate sold out in poche ore.

La tech conference ha il patrocinio di Città di Torino, IAAD, Politecnico di Torino e Università di Torino, supportati da OGR Torino, Fondazione CRT, Camera di Commercio di Torino, Punto Impresa Digitale, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e ITA – Italian Trade Agency.

Maggiori informazioni sul sito di Italian Tech Week

Set 10


Siamo a settembre e si avvicina la ventisettesima edizione di Luci d’Artista.

Venerdì 25 ottobre dalle ore 18:30, con la prima accensione, Torino torna a illuminarsi e trasforma ancora una volta il suo cielo con installazioni luminose di grandi artisti pensate per lo spazio pubblico.

Anche per questa edizione la Fondazione Torino Musei è stata incaricata dalla Città di Torino, nell’ambito della sua missione istituzionale, a operare per la valorizzazione e realizzazione di quello che è il suo progetto più longevo e rappresentativo del ruolo dell’arte contemporanea per l’identità e la vita culturale della città.

Luci d’Artista è, nell’ambito del nuovo Piano strategico della Fondazione Torino Musei, la quinta linea culturale (insieme a GAM, MAO, Palazzo Madama e Artissima) e ha l’obiettivo di trasformare la manifestazione in una vera istituzione di ricerca artistica permanente.

In questa nuova edizione, vista anche la grande accoglienza del pubblico, saranno confermate e ulteriormente implementate le linee guida di indirizzo stabilite già nella 26° edizione: insieme al curatore Antonio Grulli, saranno ancor più rafforzate tutte le iniziative di superamento dei confini invernali della manifestazione, la creazione di una programmazione attiva tutto l’anno e la ridefinizione delle varie sezioni di Luci d’Artista. Il tutto per valorizzare una collezione unica e straordinaria e raggiungere una visibilità nazionale e internazionale stabile, rendendo la manifestazione ancora più inclusiva ed ecologicamente sostenibile.

La sezione Costellazione tornerà ancora più ricca e si avvarrà di nuove collaborazioni istituzionali come quelle con Consulta per la Valorizzazione Beni Artistici e Culturali di Torino e Unione Industriali Torino insieme ad Artissima, con il MAUTO Museo Nazionale dell’Automobile, con la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, e con il MAO – Museo d’Arte Orientale, confermandosi come la principale leva di espansione e arricchimento di Luci d’Artista, non solo in chiave cittadina.

Accademia della Luce, il Public Program, è forse la sezione che maggiormente ha beneficiato della nuova linea curatoriale, permettendo a Luci d’Artista di collaborare attivamente con i Dipartimenti Educazione dei musei e delle fondazioni per l’arte contemporanea della città e di vivere tutto l’anno, raggiungendo un grande successo nei suoi due importanti appuntamenti rivolti al pubblico: la conferenza dedicata a Giovanni Anselmo e la giornata realizzata per il Solstizio d’Estate, entrambe negli spazi della GAM. I due momenti saranno riconfermati anche in questa edizione, rinnovati nei contenuti e nelle tematiche.

Continua anche il processo di aggiornamento tecnologico delle Luci, che saranno ancora più sostenibili e a basso impatto ecologico. Questo obiettivo di cruciale importanza, realizzato grazie all’impegno del Gruppo Iren che da oltre vent’anni è al fianco di Luci d’Artista, si sviluppa di pari passo con il delicatissimo processo di restauro, recupero e rifacimento delle Luci della collezione, per le quali anche quest’anno sarà fondamentale il contributo della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino e di Unione Industriali Torino.

La presenza delle due istituzioni torinesi, da anni a sostegno di Luci d’Artista, permetterà di restaurare quella che probabilmente nell’immaginario collettivo è divenuta uno dei simboli di Torino, ovvero Il volo dei numeri di Mario Merz posizionata sulla Mole Antonelliana. Una collaborazione che si basa sulla continuità di dialogo, che negli anni ha permesso di portare importanti benefici per il recupero del patrimonio della Città e della digitalizzazione dei suoi spazi pubblici.

Tutto questo sarà accompagnato da una nuova comunicazione, attiva tutto l’anno, rafforzata nel suo indirizzo nazionale e internazionale, sempre più vivace e fresca nell’utilizzo dei social network.

Dopo il successo della 26° edizione, è sempre il torinese Studio Fludd a creare non solo l’identità visiva di questa edizione, ma anche la grafica di quelle che sono le due grandi novità di Luci d’Artista: il nuovo sito internet (sviluppato da un’altra realtà torinese, Wedoo) e soprattutto il primo logo di Luci d’Artista: un nuovo segno grafico che negli anni accompagnerà la manifestazione.

Luci d’Artista nasce nel 1998 per volontà della Città di Torino con la convinzione che l’arte dovesse contribuire al bene comune e abitare le vie, le piazze e i palazzi. Un percorso espositivo d’arte contemporanea inedito e a quel tempo innovativo, imitato in seguito da altre città italiane e straniere. Negli anni hanno contribuito alcuni dei più grandi artisti italiani e internazionali capaci di realizzare interventi entrati nell’immaginario collettivo, integrati alla perfezione nel tessuto urbano della città, della quale sono ormai un simbolo. Installazioni luminose capaci di arrivare a un grande pubblico di non addetti ai lavori. Ma non solo: nel momento in cui – verso la fine degli anni Novanta – Torino ha avuto la necessità di ripensare la propria identità, proponendosi come la Città del Contemporaneo, le Luci d’Artista ne sono diventate naturalmente l’immagine in grado di veicolare con immediatezza il messaggio.

Luci d’Artista è progetto e patrimonio della Città di Torino, realizzato da Fondazione Torino Musei con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, Unione Industriali Torino e Torino 2025 FISU Games Winter. Main sponsor: Gruppo Iren.

Le installazioni luminose saranno visibili dal 25 ottobre 2024 al 12 gennaio 2025. 

LE DUE NUOVE INSTALLAZIONI LUMINOSE

Scia’Mano di Luigi Ontani

VR Man di Andreas Angelidakis

Per la 27° edizione, Luci d’Artista si arricchisce di due nuove installazioni luminose firmate da grandi artisti selezionati dal Comitato Scientifico di Luci d’Artista, che in quest’ultimo anno si è completamente rinnovato ed è oggi composto da Chiara Bertola e Francesco Manacorda, rispettivamente direttori della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea e del Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, ai quali si aggiunge Antonio Grulli, curatore di Luci d’Artista.

La selezione dei due nuovi artisti di Luci d’Artista 27 si è raggiunta in seguito a una serie di incontri tra i membri del Comitato scientifico, durante i quali si è deciso di affiancare un grande maestro indiscusso con una stella dell’arte globale. I nomi sono quelli di Luigi Ontani e di Andreas Angelidakis con le rispettive luci Scia’Mano e VR Man. 

L’opera Scia’Mano del Maestro Luigi Ontani è, come dichiarato dal titolo, legata alla figura dello Sciamano ed è connesso al lavoro su figure, immagini e concetti universali su cui Ontani ha sempre lavorato. Ma il soggetto è anche un tributo alla dimensione magica e letteraria a cui la città di Torino è sempre stata accostata. 

Luigi Ontani, (1943), vive a Roma e Riola di Vergato. Figura iconica, è uno dei più influenti e riconosciuti artisti italiani nel mondo, con una carriera eclettica che spazia dalla pittura alla performance, dalla fotografia alla scultura. Negli anni Sessanta inizia a dedicarsi alla fotografia e al video rivoluzionandone i linguaggi, e nel 1969 realizza il suo primo Tableau Vivant, Ange Infidèle, con cui apporta innovazioni radicali all’arte della performance. I Tableaux Vivants di Luigi Ontani sono dei veri e propri “dipinti†viventi, delle performance firmate o fotografate in cui l’artista è il protagonista della scena, travestito da personaggio storico, letterario o mitologico – da Pinocchio a Dante, da San Sebastiano a Bacco – personificando temi storici, mitologici, letterari e popolari. Le sue radici affondano nelle tradizioni culturali italiane, ma la sua opera si apre a una visione globale, abbracciando l’Oriente e l’esotico. Alla fine del 1974 affronta il primo viaggio in India per arrivare, in seguito, anche in Indonesia dove rimane affascinato dall’arte e dalla cultura dell’isola di Bali. Tra le numerose mostre, ha esposto alla Biennale di Venezia nel 1972, 1978, 1984, 1986, 1995, 2003; Identité Italienne: Art en Italie depuis 1959, Centre Pompidou Paris 1981; Italian Art Now: An American Perspective, Guggenheim Museum New York, 1982; Manifesta 2008; A bigger Splash: Painting after Performance, TATE Modern London, 2012. Tra le mostre personali, si segnala Ganesham USA 1965-2001, MoMA PS1 Contemporary Art Centre, New York; Auroboruserpentine Map Marathon, The Serpentine Gallery, Londra; Rivoltartealtrove, Castello di Rivoli, Torino, 2012.

L’opera VR Man di Andreas Angelidakis, realizzata in occasione e con il supporto di Torino 2025 FISU Games Winter è ripresa dall’iconografia classica della scultura greca e romana, immaginario su cui l’artista lavora da molti anni. La nuova opera si riferisce alla pratica atletica come fondamento dei giochi olimpici ma anche come disciplina indissolubile dall’attività intellettuale e spirituale, così come era vista durante il periodo classico greco. 

Andreas Angelidakis (Atene, 1968), vive e lavora ad Atene. Si definisce un architetto che non costruisce, ma che contempla l’architettura come una pratica per indagare la psicologia di un luogo e degli elementi che lo costituiscono e lo abitano, esaminando l’idea di rovina, sia delle società antiche che di quelle contemporanee. Le sue opere indagano lo spazio dove arte e architettura si sovrappongono e in cui le nuove tecnologie influenzano l’architettura e il modo di vivere, creando opere che riflettono sulla sociologia e la storia del modernismo nell’architettura, nella cultura urbana e nei media digitali. Nel suo lavoro presenta riconsiderazioni delle rovine greche sotto forma di video digitale, sculture morbide, e mobili, dando vita a una interpretazione giocosa che offre un’esperienza fisica diretta al visitatore. Ha partecipato come artista a diverse mostre internazionali, tra cui: The State of the Art of Architecture alla prima Biennale di Architettura di Chicago, la 12° Triennale del Baltico al Centro d’Arte Contemporanea di Vilnius e Super Superstudio al PAC Milano nel 2015, oltre a documenta14 ad Atene e a Kassel nel 2017. Nel 2019 ha partecipato a Bergen Assembly, contribuendo con un sistema di sedute sociali multifunzionali al Parlamento dei corpi di Paul B. Preciado per documenta14, nonché alla Biennale dell’Immagine in Movimento alle OGR di Torino. Nel 2022 ha realizzato la grande mostra POST-RUIN Bentivoglio a Palazzo Bentivoglio a cura di Antonio Grulli e nello stesso anno Center for the Critical Appreciation of Antiquity l’opera d’arte più ambiziosa mai realizzata, commissionata da Audemars Piguet Contemporary a Parigi. Tra le mostre che l’artista ha curato ricordiamo The System of Objects alla Deste Foundation di Atene, Super Superstudio al PAC di Milano, Fin de Siècle allo Swiss Institute di New York, Period Rooms al Het Nieuwe Instituut di Rotterdam e OOO Object Oriented Ontology alla Kunsthalle di Basilea. 

IL NUOVO LOGO DI LUCI D’ARTISTA 

Per la prima volta Luci d’Artista adotta un logo, un segno identitario della manifestazione, che la richiami al di là delle singole declinazioni grafiche annuali, nell’ottica di renderla sempre più riconoscibile quale istituzione culturale di livello non solo nazionale, ma anche internazionale. Si è quindi deciso di coinvolgere lo Studio Fludd, gruppo di giovani grafici torinesi che ha realizzato l’identità visiva dello scorso anno e che ha rappresentato al meglio il connubio tra contemporaneità e immagine della luce che trascende il solo evento tradizionale invernale. Un logo quindi che rappresenta il rapporto tra le arti e la luce, un nuovo segno che vuole essere trasversale alle tante attività annuali comprese oggi in Luci d’Artista. 

Il nuovo logo è stato sviluppato in continuità con l’identità visiva della 26ª edizione, con l’intento di richiamare il tema della materialità della luce attraverso un bagliore che ne anima la superficie. È stato elaborato un carattere tipografico chiaro e moderno, capace di conferire al logotipo un’identità unica ed evocativa, caratterizzata da un impatto visivo forte e una spiccata riconoscibilità. Per ampliare la versatilità e l’immediatezza dell’immagine coordinata, l’identità di Luci d’Artista è arricchita da un monogramma coerente con il design complessivo. 

TORINO 2025 FISU GAMES WINTER 

Luci d’Artista è in grado di instaurare importanti rapporti con le principali realtà di Torino, soprattutto in occasione dei grandi eventi culturali e sportivi che la città, per sua vocazione, ospita ogni anno. In quest’ottica, prende vita una importante sinergia con il Comitato Organizzatore dei Giochi Mondiali Universitari invernali di Torino 2025, manifestazione sportiva multidisciplinare un tempo conosciuta come Universiade. Mancano solo 125 giorni all’inizio dei Giochi – che si terranno a Torino e in altri 5 comuni delle Valli Olimpiche dal 13 al 23 gennaio 2025 – e nel Road TO2025 si inserisce la 27° edizione di Luci d’Artista, in aggiunta alle numerose attività organizzate dal Comitato organizzatore di Torino 2025 insieme alle scuole della Regione Piemonte e della Città di Torino: un percorso che porterà nell’ottobre 2024 a una partecipazione dei Giochi Mondiali Universitari alla realizzazione di una Luce d’Artista fortemente simbolica, evocativa dell’unione indissolubile tra Sport e Sapere, della pratica atletica che è contemporaneamente fondamento dei Giochi ed elemento fondante dell’elevazione intellettuale e spirituale umana. Questa nuova installazione entrerà a far parte negli anni successivi della collezione delle Luci della Città, come ulteriore eredità lasciata dai Torino 2025 FISU Games Winter al territorio.

 OMAGGIO A REBECCA HORN 

In questa occasione così importante per Luci d’Artista ricordiamo con grande commozione Rebecca Horn, da poco scomparsa, con l’accensione straordinaria della Luce da lei ideata per il Monte dei Cappuccini nel 1999, da lunedì 9 fino a domenica 15 settembre.

Rebecca Horn (Michelstadt, 24 marzo 1944 â€“ Bad König, 6 settembre 2024) Ã¨ stata un grande Maestro dell’arte il cui lavoro, fondato sulla tematica del corpo e sulle possibilità di ampliamento e superamento dello stesso, ha anticipato molte questioni oggi cruciali. La sua opera Piccoli Spiriti Blu (1999), restaurata nel 2022 grazie al contributo della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, è una delle Luci più amate, incantevoli e spettacolari. Da anni domina la città di Torino, e ne è diventata uno dei simboli, dall’alto del Monte dei Cappuccini. Dobbiamo essere grati per questo capolavoro a Ida Gianelli, Pier Giovanni Castagnoli e Riccardo Passoni che ebbero l’intuizione, circa 25 anni fa, di coinvolgere questa grande artista nella nostra manifestazione, donando alla città un monumento in grado di illuminarla per sempre. (Antonio Grulli).

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