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Feb 14


Con la firma del protocollo di intesa tra Città di Torino, Regione Piemonte, Città Metropolitana, Camera di commercio, Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino, Fondazione CRT e Fondazione Compagnia di San Paolo si è insediato ufficialmente questa mattina il Tavolo Strategico interistituzionale per la costruzione del dossier per la candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033.

Il Tavolo, presieduto dal Sindaco, resterà in vigore fino al 31 dicembre 2027, con l’obiettivo di promuovere la partecipazione del territorio alla candidatura attraverso iniziative che coinvolgano istituzioni, stakeholder locali, nazionali e internazionali e cittadini e di perseguire obiettivi condivisi tra i partecipanti come la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale di Torino; il coinvolgimento della comunità cittadina, con particolare attenzione ai giovani; ma anche potenziare il mercato turistico e attrarre investimenti; rafforzare la collaborazione internazionale e il dialogo interculturale; promuovere la diversità culturale europea. I contributi economici per sostenere il progetto saranno definiti annualmente dagli enti. 

“La firma di questo protocollo – spiega il sindaco Stefano Lo Russo- simboleggia, come è già avvenuto per il city branding, la volontà di fare squadra da parte delle istituzioni cittadine, valorizzando le trasformazioni di cui la città è protagonista e guardando verso una visione comune di futuro. Ma sarà una candidatura della città tutta, con l’obiettivo di coinvolgere sin da subito le torinesi e i torinesi e, in modo particolare, le ragazze e i ragazzi più giovani. Stiamo facendo un investimento sul futuro di Torino con una matrice, che è quella della cultura, e la determinazione di una città che ha saputo rappresentare un motore di sviluppo e uno dei principali poli culturali del Paese e continuerà a farloâ€.

“La firma di questo protocollo – dichiara l’assessora alla Cultura della Regione Piemonte Marina Chiarelli â€“ segna l’inizio di un percorso ambizioso: la candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033. Non è solo un atto formale, ma un impegno concreto da parte di tutti a costruire un progetto con una visione condivisa. Torino è già una capitale della cultura, non solo per la sua storia e il suo patrimonio, ma perché ha saputo trasformare la cultura in opportunità, innovazione e sviluppo. Questo percorso coinvolgerà tutti, dai cittadini alle imprese, dalle università al mondo della ricerca con l’obiettivo di valorizzare il nostro patrimonio, attrarre investimenti, rafforzare le relazioni internazionali e coinvolgere le nuove generazioniâ€.

Per Dario Gallina, presidente della Camera di commercio di Torino â€œOggi poniamo le basi per raggiungere un obiettivo ambizioso, per il quale abbiamo tutte le carte in regola. Torino è già oggi la terza città italiana per addetti e valore aggiunto generato dal sistema culturale e creativo; abbiamo riconosciuta capacità innovativa, sappiamo valorizzare il nostro patrimonio e coinvolgere i cittadini quando si tratta di grandi eventi partecipati. Infine, ulteriore punto di forza dimostrato da questo tavolo, sappiamo lavorare insieme per individuare e concretizzare tutte le opportunitàâ€.

A coordinare e mettere in atto tutte le azioni necessarie, dal fundraising agli adempimenti formali, per presentare il dossier sarà la Fondazione per la Cultura Torino che ha nominato il manager culturale Agostino Riitano direttore della candidatura. Guiderà la stesura del dossier, coordinando gruppi di lavoro tematici e assicurando che tutte le attività siano in linea con la visione e gli obiettivi della città di Torino. Su proposta del presidente del Tavolo di Coordinamento Strategico verrà poi nominato un Advisory Board che avrà finalità di supporto, sviluppo e diffusione dei valori culturali del percorso di candidatura a livello nazionale e internazionale.

Dopo le attività propedeutiche svolte nei mesi scorsi e l’insediamento del Tavolo, l’anno in corso sarà dedicato a costruire una rete di interlocutori culturali, scientifici e istituzionali, all’analisi dei punti di forza dell’ecosistema culturale cittadino e all’avvio di una strategia di comunicazione. Le varie fasi progettuali porteranno alla stesura del primo dossier di candidatura entro la fine del 2026 per poi presentarlo nel 2027.

Per il rettore dell’Università di Torino Stefano Geuna â€œSin dal primo momento, l’Università di Torino ha creduto fermamente nell’idea di Torino Capitale della Cultura e ne ha sostenuto con convinzione la candidatura. L’elaborazione di conoscenze e saperi in campo scientifico, umanistico e creativo rappresenta il ‘core business’ di ogni Ateneo, e siamo ben consapevoli di quanto questi elementi siano indispensabili a qualsiasi modello di sviluppo territoriale. Ãˆ con grande e comune soddisfazione, quindi, che oggi prende corpo questa importante opportunità, che non solo valorizza l’immensa capacità di produrre cultura di cui Torino dispone, ma contribuisce anche a consolidare l’identità della città come un polo di eccellenza culturale con una forte proiezione europea e internazionale. In questo scenario, l’Università non può che continuare a svolgere un ruolo cruciale, sia attraverso la ricerca che attraverso la formazione e la condivisione delle conoscenzeâ€.

“Torino e il Piemonte sono culla indiscussa della cultura tecnologica e industriale, nazionale ed europea – commenta il rettore del Politecnico Stefano Corgnati â€“ Oggi questa vocazione può essere rivista attraverso le nuove tecnologie, grazie alla spinta propulsiva verso il fare cultura dell’innovazione. Il territorio deve proseguire la sua tradizione culturale ad alta densità di tecnologia, già vissuta intorno al ruolo centrale dell’automotive, in cui spiccava ad esempio la raffigurazione artistica della velocità, e oggi ben rappresentata dall’aerospazio, che rinchiude in sé scienza, racconto e poesia: una chiave di lettura imprescindibile per capire come possiamo vivere e muoverci in questo secolo, come prepararci per il futuro, sempre con i piedi ben saldi a terra ma lo sguardo rivolto verso le stelleâ€.

“La candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033 è un’opportunità straordinaria per rafforzare il lavoro di squadra tra istituzioni, enti e organizzazioni che da tempo collaborano con una visione comune – afferma la presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi â€“. Un’alleanza consolidata che mette in campo idee, progetti e iniziative per valorizzare e promuovere nel mondo un patrimonio culturale unico e inestimabile di cui da sempre ci prendiamo cura. Con la firma odierna del protocollo di intesa riaffermiamo il nostro impegno a trasformare questo patrimonio in una leva di sviluppo sociale ed economico, a beneficio della comunità torinese e in particolare delle giovani generazioniâ€.

“La Fondazione Compagnia di San Paolo è lieta di sostenere la candidatura a Capitale Europea della Cultura, promuovendo una concertazione istituzionale nella convinzione che solo attraverso il dialogo tra istituzioni, enti culturali, cittadini, ecosistema della formazione e comparto economico possiamo costruire un progetto condiviso e duraturo in cui la cultura è leva di benessere, qualità della vita e crescita sostenibile. Valorizzare le identità culturali e investire nell’innovazione significa rendere Torino ancora più attrattiva e ricca di opportunità per chi la abita e per chi la sceglie come luogo di studio, lavoro o turismo. Diventare Capitale Europea della Cultura è un’occasione unica per rafforzare il ruolo della nostra città a livello internazionale e consolidare nuovi modelli di sviluppo inclusivi e sostenibili†dichiara Marco Gilli, presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Concepita come un mezzo per avvicinare i cittadini europei, l’iniziativa “Città Europea della Cultura†venne lanciata nel 1985 su iniziativa del Ministra della Cultura nel governo greco Melina Merkouri. Da allora l’iniziativa è cresciuta al pari con l’impatto culturale e socioeconomico per i numerosi visitatori che ha attratto nelle città individuate. Tra le città italiane scelte in passato ci sono Firenze (1986), Bologna (2000), Genova (2004), Matera (2019) e Gorizia che è Capitale Europea Cultura 2025 insieme a Chemnitz (Germania) e Nova Gorica (Slovenia). Tra i requisiti individuati dall’Unione Europea perché una città venga scelta ci sono la sua competitività culturale e appartenenza europea ma anche fattori come inclusione sociale, partecipazione attiva e pari opportunità, dialogo interculturale, rigenerazione urbana.

Feb 13


Seconda giornata di grande basket all’Inalpi Arena, con gli ultimi due quarti di finale delle Final Eight disputati tra Dolomiti Energia Trentino – UNAHOTELS Reggio Emilia (85-80) e Pallacanestro Trieste – Trapani Shark (74-72), davanti a 6324 spettatori.

Con le due vittorie di Trento e di Trieste si completa così il tabellone delle semifinali delle Final 2025, con le due sfide in programma sabato 15 febbraio tra Brescia e Milano (ore 18) e tra Trento e Trieste (ore 20.45). Domani andranno invece in scena le semifinali femminili.

Il match tra Trento e Reggio Emilia è stato molto equilibrato e si è deciso a metà dell’ultimo quarto, con la squadra del coach Galbiati che dopo un lungo inseguimento ha effettuato il sorpasso decisivo a 4 minuti e 20 secondi dal termine (69-68), portandosi quindi avanti di 6 punti (74-68) al termine di un parziale di 8 punti a 0. Reggio Emilia ha accusato il colpo e non è riuscita a reagire, con il match che è terminato con il punteggio finale di 85 a 80 per Dolomiti Energia Trentino. 

Nell’ultimo quarto di finale finale con vittoria al cardiopalma per Trieste, che a pochi secondi dalla fine ha effettuato il sorpasso su Trapani, che aveva condotto per gran parte del match. Grande la delusione dei circa 400 tifosi siciliani giunti a Torino per tifare i loro beniamini, squadre rivelazione della prima parte della stagione. Punteggio finale di 74 a 72 per Pallacanestro Trieste, con il canestro da due punti decisivo messo a segno da Jeff Brooks.

Feb 13



A partire dal 14 febbraio, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia ospita una straordinaria esposizione dedicata a Henri Cartier-Bresson, maestro indiscusso della fotografia del Novecento. La mostra, intitolata Henri Cartier-Bresson e l’Italia, offre un punto di vista inedito sul lungo e profondo legame che il celebre fotografo francese ha avuto con il nostro Paese.

Cartier-Bresson ha sempre nutrito un forte amore per l’Italia, trovando nella sua vivace vita di strada un’infinita fonte di ispirazione. La sua abilità nel cogliere gli “istanti decisivi†– quei momenti fugaci che racchiudono un’intera storia in un solo scatto – emerge con particolare forza nelle immagini realizzate tra gli anni Trenta e Settanta, durante i suoi numerosi viaggi dal Nord al Sud della penisola.

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso 160 fotografie che offrono una testimonianza preziosa dell’Italia in un’epoca di grandi trasformazioni. A completare il racconto, una ricca selezione di documenti d’epoca – riviste, giornali, libri – che contestualizzano le immagini e ne amplificano il valore storico e artistico.

Questa mostra rappresenta un’occasione unica per riscoprire il lavoro di Cartier-Bresson da una prospettiva diversa, evidenziando non solo il suo sguardo attento e sensibile sul nostro Paese, ma anche l’evoluzione del suo stile e del suo linguaggio fotografico. Definito l’occhio del secolo, Cartier-Bresson ha saputo raccontare l’anima di un’Italia in continua metamorfosi, restituendoci immagini di straordinaria bellezza e intensità.

Un appuntamento imperdibile per gli appassionati di fotografia e per chiunque desideri immergersi in un viaggio visivo attraverso la storia del nostro Paese, filtrata dall’obiettivo di uno dei più grandi maestri del XX secolo.

Maggiori informazioni sul sito di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia