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Apr 23


Si è aperta questa mattina, presso Cascina Fossata, la giornata dedicata ai 25 anni dell’Associazione AMECE, un momento di confronto e partecipazione che proseguirà fino al tardo pomeriggio. L’iniziativa, intitolata Parole che Uniscono, Azioni che Cambiano, ha preso avvio con i saluti istituzionali portati dall’assessora Carlotta Salerno a nome della Città.

Durante l’apertura istituzionale sono intervenuti Mohamed Boussetta, presidente Associazione AMECE; Yassine Dadi, console generale del Regno del Marocco e Luca Rolandi; presidente della Circoscrizione 2, in un momento condiviso che ha sottolineato il valore del dialogo tra istituzioni e realtà associative.

Nel corso della mattinata l’assessora Salerno ha consegnato una pergamena di ringraziamento al presidenteBoussetta per l’attività svolta dall’associazione, con il seguente testo:

“La Città di Torino rivolge un sentito ringraziamento a AMECE, Associazione dei Mediatori Culturali per il prezioso contributo offerto alla comunità attraverso il costante impegno nella mediazione culturale, nella promozione dell’inclusione e nel sostegno al dialogo tra persone e istituzioni. Con gratititudine e stima si riconosce il valore di un percorso che ha arricchito il tessuto sociale torinese. Il Sindato Stefano Lo Russo.”

A seguire, l’assessora Salerno e il presidenteBoussetta hanno preso parte al taglio della torta celebrativa per i 25 anni di attività, segnando simbolicamente questo importante traguardo.

L’appuntamento del 23 aprile 2026 rappresenta il cuore delle celebrazioni per il venticinquesimo anniversario dell’associazione. La giornata è dedicata ai temi dell’educazione, dell’inclusione e del dialogo interculturale, con un programma articolato in tavole rotonde e momenti di approfondimento su plurilinguismo, giovani e sport. L’evento si svolge con il patrocinio della Circoscrizione 7 Torino, a conferma del forte legame con il territorio e le istituzioni locali.

Nel corso della sua attività, l’Associazione AMECE Baity ha consolidato un ruolo centrale nella promozione della cittadinanza attiva, della partecipazione democratica e dell’inclusione sociale. Attraverso strumenti come educazione, cultura e sport, l’associazione ha costruito spazi di incontro in cui la diversità si trasforma in risorsa.

In un contesto globale sempre più interconnesso, il plurilinguismo emerge come elemento strategico, capace non solo di facilitare la comunicazione ma anche di valorizzare identità differenti e creare ponti tra culture. AMECE ha fatto di questo approccio un punto cardine, promuovendo il dialogo tra lingue, tradizioni e storie, e favorendo la crescita collettiva attraverso l’incontro.

Per celebrare questo traguardo, sono stati organizzati diversi appuntamenti sul territorio, culminati nell’evento centrale di Cascina Fossata, strutturato in tre panel tematici dedicati a educazione, cultura e sport, una giornata pensata come spazio di confronto e condivisione capace di mettere in relazione esperti, istituzioni e giovani protagonisti della vita sociale e culturale cittadina.

Apr 22


È stata inaugurata il 22 aprile, presso l’Archivio Storico della Città di Torino (via Barbaroux 32), la mostra Il gusto della storia. Torino e il cibo nell’Archivio della Città.

Ingresso libero fino al 31 dicembre 2026, dal lunedì al venerdì (8.30–16.30).

Il percorso racconta il legame tra cibo, paesaggio urbano e società attraverso documenti, immagini e progetti conservati in Archivio. Emergono la trasformazione del territorio con campi e vigneti, gli sforzi storici per garantire l’approvvigionamento alimentare e lo sviluppo di infrastrutture come canali e mulini per la lavorazione dei cereali.

La narrazione attraversa anche la cultura del vino, regolata da pratiche e consuetudini consolidate, e la storia dei mercati cittadini, dai grandi spazi centrali fino alla nascita di Porta Palazzo e del mercato ortofrutticolo all’ingrosso. Accanto a questo, trovano spazio negozi, marchi e produzioni che hanno segnato l’identità economica torinese, insieme agli studi agronomici e alle innovazioni tra Settecento e Ottocento.

La mostra restituisce inoltre il valore della cucina piemontese, della ristorazione e della convivialità, fino alle tradizioni sociali del Novecento. Un approfondimento è dedicato alla rappresentazione scientifica della frutta, tra tavole illustrate e modelli, come esempio di incontro tra arte, ricerca e patrimonio culturale.

L’esposizione offre così una lettura della città attraverso il cibo, mettendo in relazione storia, identità e cultura materiale.

Apr 21


È stata presentata questa mattina a Torino la mostra “Gaza, il futuro ha un cuore antico. Materie e memorie del Mediterraneoâ€, un grande progetto internazionale che aprirà al pubblico dal 22 aprile al 27 settembre 2026 presso la Fondazione Merz.

Realizzata in collaborazione con il Museo Egizio di Torino e il MAH – Musée d’art et d’histoire di Ginevra, la mostra intende restituire la profondità storica e culturale di Gaza, crocevia millenario di scambi tra Africa, Asia e Mediterraneo, proponendo una riflessione sul valore universale del patrimonio culturale.

Al centro del percorso espositivo, circa ottanta reperti archeologici – dall’età del Bronzo al periodo ottomano – dialogano con le opere di artisti contemporanei palestinesi e internazionali, creando un confronto diretto tra passato e presente. A questi si affianca una selezione fotografica dell’UNRWA, che documenta la memoria visiva del territorio.

Il progetto nasce anche con l’obiettivo di sottrarre Gaza a una lettura esclusivamente legata all’attualità, mettendone in luce la complessità storica e il ruolo strategico nelle reti commerciali e culturali del Mediterraneo. Allo stesso tempo, la mostra si inserisce nel dibattito sulla distruzione del patrimonio culturale nei contesti di conflitto, evidenziando come la perdita riguardi non solo i monumenti, ma anche le comunità che li hanno vissuti.

Il percorso si articola in quattro sezioni tematiche che intrecciano archeologia, storia e contemporaneità: dalla riflessione sulla fragilità del patrimonio in guerra, alla ricostruzione di Gaza come ponte tra Europa, Africa e Asia, fino all’analisi degli scambi culturali e religiosi che hanno segnato il territorio per millenni.

Le opere degli artisti contemporanei – tra cui Khalil Rabah, Wael Shawky e Dima Srouji – amplificano questi temi, trasformando la memoria in uno strumento critico per leggere il presente e immaginare il futuro.

Accanto alla mostra, un ricco programma di eventi – tra incontri, workshop, cinema e musica – coinvolgerà istituzioni culturali italiane e internazionali. Tra gli appuntamenti principali, la presentazione del libro Storia di Gaza dello storico Jean-Pierre Filiu durante il Salone Internazionale del Libro di Torino e una retrospettiva cinematografica dedicata al regista palestinese Kamal Aljafari.

La mostra si propone così come uno spazio di dialogo tra epoche e linguaggi, invitando il pubblico a riflettere sulla responsabilità collettiva di preservare la memoria culturale, oggi più che mai minacciata.

Maggiori informazioni nelle pagine della Fondazione Merz